Universita
Riforma Gelmini, le foto della protesta. Nel pomeriggio studenti al Quirinale
I cortei studenteschi contro la Riforma Gelmini vanno avanti in tutta Italia: Roma, Milano, Torino, Palermo, Napoli sono le principali città interessate oggi dalla protesta tra slogan, fumogeni, mani bianche in segno di pace e blocchi del traffico. Solo in due capoluoghi, quello siciliano e quello lombardo, vi sono stati momenti di tensione, con scontri tra alcuni manifestanti e la polizia.
Guarda le foto e leggi l'articoloRiforma Gelmini: scontri tra studenti e polizia a Milano e Palermo

Scontri tra studenti e polizia nel corso dei cortei contro la riforma Gelmini a Milano e a Palermo. I tafferugli si sono verificati, nel capoluogo siciliano, davanti alla sede della presidenza della Regione, dove un piccolo gruppo di facinorosi ha lanciato sassi contro la polizia, colpendo ad un braccio anche una giornalista dell’Ansa. Nel frattempo, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha comunicato la propria disponibilità ad incontrare una delegazione di studenti. Poco fa il presidente del Senato, Renato Schifani, ha ammesso che “con gli studenti bisognava comunicare di più”.
Leggi l'articoloLondra: studenti assaltano l’auto di Carlo e Camilla
A Londra gli studenti assaltano l’auto di Carlo e Camilla. I comitati studenteschi inglesi sono scesi in piazza per protestare contro l’aumento delle rette universitarie, provvedimento approvato dalla Camera dei Comuni. Mentre nel pomeriggio ci cono stati scontri con la polizia, durante la serata i manifestanti hanno fatto un blitz al ministero del Tesoro, mentre un gruppetto ha pensato di attaccare l’auto su cui viaggiavano il principe Carlo e Camilla. La vettura è stata circondata, calci, pugni e vernice si sono riversati sulla carrozzeria, un vetro è stato rotto. Poi l’auto è riuscita ad allontanarsi: un portavoce di Buckingham Palace ha confermato che Carlo e Camilla sono “illesi”.
Guarda le foto e leggi l'articoloUniversità : continuano proteste e occupazioni – immagini da Reggio Calabria
Continuano le proteste e le occupazioni dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria contro la Riforma Gelmini. Come potete vedere nelle immagini, gli studenti hanno mantenuto le loro promesse: si sono recati prima davanti al Rettorato e poi hanno atteso con pazienza la riunione del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione dell’università Mediterranea. Una volta giunti di fronte al Rettorato è iniziato il presidio di centinaia di studenti, che presenta due fondamentali richieste: il ritiro della tassa aggiuntiva e una futura partecipazione del corpo studentesco nelle decisioni di carattere economico dell’Ateneo.
Guarda le foto e leggi l'articoloRiforma Gelmini: prosegue l’occupazione dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria

Aggiornamento delle ore 15,15
Continua l’occupazione dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. A seguito di un’assemblea studentesca è stata infatti occupata l’Aula Magna dell’ateneo Antonio Quistelli. In questi giorni c’è una forte agitazione a livello universitario a causa della Riforma Gelmini, che proprio ieri sera sul tardi è stata approvata alla Camera. Se dovesse passare anche in Senato, il ddl sarebbe a tutti gli effetti valido: proprio per questo motivo continuano i cortei e le manifestazioni di studenti e ricercatori in tutta Italia. Anche l’Ateneo della Mediterranea di Reggio Calabria è stato investito da queste proteste.
Leggi l'articoloRivolta delle Universitá contro la Gelmini: occupato anche l’ateneo di Reggio Calabria

Continua la protesta degli studenti contro la riforma Gelmini: ieri pomeriggio è stata occupata anche l’aula magna dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Oggi infatti è in programma alla Camera la discussione del disegno di legge, contro il quale si sono mobilitati gli universitari in tutto il Paese. Tra Roma, Milano, Palermo, Firenze, Napoli e le altre principali città italine, ovunque sono in corso cortei e manifestazioni che continuano a coinvolgere stazioni, strade, monumenti e luoghi pubblici.
Leggi l'articoloScuola: ricercatori e studenti in piazza per fermare la Riforma Gelmini
Non si fermano le proteste di ricercatori e studenti contro la Riforma Gelmini. Oggi la proposta di Maria Stella Gelmini dovrebbe essere approvata alla Camera: anche Fli ha dato il suo assenso. Ma la scuola italiana non ci sta e dichiarano che “paralizzeranno il Paese”. E così sta accadendo proprio in questi momenti nelle strade e nelle piazze delle principali città italiane. Cortei e manifestazioni bloccano i centri urbani, creando disagio a tutti. Gli studenti e i ricercatori vogliono che la loro voce sia ascoltata, nel tentativo di fermare un decreto che riduce drasticamente i fondi per l’Università e la ricerca.
Guarda le foto e leggi l'articoloProtesta studenti: occupati Colosseo e Torre di Pisa, slitta la riforma
Dilaga la protesta degli studenti contro la riforma Gelmini: nel pomeriggio sono stati occupati anche il Colosseo e la Torre di Pisa, mentre risultano ancora bloccati dai manifestanti i centri storici in varie città , tra cui Napoli e la basilica di San’Antonio a Padova. Alcune frange dei cortei romani hanno provocatoriamente annunciato l’intenzione di occupare anche il Vaticano. Tutto questo mentre in Parlamento la maggioranza è andata nuovamente sotto ed è stato approvato un emendamento di Futuro e libertà che fa slittare a martedì il voto sul ddl, con il ministro dell’Istruzione che si è dichiarata pronta a ritirare il provvedimento in caso di forti modifiche.
Guarda le foto e leggi l'articoloScuola: studenti ancora in protesta, manifestazioni in tutta l’Italia
Giornata di proteste e cortei degli studenti e degli universitari in tutte le piazze d’Italia. La contestata Riforma Gelmini con i suoi tagli è passata dal Senato alla Camera: il popolo studentesco italiano sta tentando di bloccarne l’approvazione con cortei e manifestazioni. Ma procediamo con ordine. Ieri al Senato c’è stato un attacco degli studenti con lancio di uova e contrasti con le forze dell’ordine. Per continuare le proteste ieri era stato annunciato un sit-in non organizzato in Piazza Montecitorio. Intanto alla Camera, Maria Stella Gelmini difende la sua riforma sostenendo che in questo modo si evita di alzare le tasse. E dichiara inaccettabile la protesta di ieri, sostenendo che: “Un’opposizione responsabile non sale sui tetti ma collabora in Parlamento”.
Guarda le foto e leggi l'articoloScuola: proteste nelle Università per la Riforma Gelmini
Non si placano le proteste all’Università e nelle scuole per la Riforma Gelmini. Ricercatori asserragliati sui tetti degli atenei, facoltà occupate: questo è l’esito della ripresa dell’iter parlamentare per approvare la riforma voluta da Maria Stella Gelmini. La protesta è diffusa in tutta Italia. A Roma i ricercatori di Architettura si sono piazzati sopra il tetto dell’università e non intendono scendere finchè non sarà bloccata la riforma Gelmini. Protestano contro chi vuole privatizzare il sistema universitario con i tagli al FFO. Anche alla Sapienza continuano le assemblee: il dipartimento di Fisica è occupato da giorni.
Guarda le foto e leggi l'articoloUniversità : docenti a un euro al mese

Per ovviare ai tagli alla scuola, le Università cercano docenti esterni da pagare un euro al mese. Lordo. E non è uno scherzo. Per poter tenere aperti i corsi, nonostante i tagli previsti dal Governo, la legge permette alle Università di offrire dei contratti a progetto a professionisti e docenti esterni, al costo simbolico di un euro al mese. In pratica, per supplire ai tagli voluti dalla Riforma Gelmini, che non consentono più di assumere supplenti precari, si preferisce assumere dei docenti esterni a un euro lordo al mese. I bandi di concorso sono attivi nelle maggiori università italiane.
Leggi l'articoloUniversità : mancano i soldi e i corsi non partono
L’anno accademico nelle università quest’anno sta cominciando a rilento. Non solo a causa della riforma Gelmini ma anche perché nelle casse universitarie mancano i soldi così la maggior parte dei ricercatori italiani incrocia le braccia. La loro protesta è quella più grave, anche perché visto che interpretano alla lettera la legge, si rifiutano di fare lezione in quanto dietro alla cattedra deve esserci un professore; peccato che questi ultimi scarseggino visto la mancanza di nuove assunzioni e il pensionamento di altri. Dunque un anno accademico che sta partendo fra mille incognite e rallentamenti.
Leggi l'articoloRiforma universitaria: la protesta degli studenti a Roma

Gli studenti protestano a Roma contro la riforma universitaria. E’ cominciato oggi, infatti, il presidio delle associazioni degli universitari e dei ricercatori, che hanno deciso di scendere in piazza per dire no al Disegno di Legge con la Riforma degli Atenei italiani voluta da Maria Stella Gelmini. Proprio oggi vi abbiamo dato notizia che la discussione e l’esame alla Camera di questo testo sono slittati, a dopo la finanziaria, perche’ mancherebbero i fondi per poter coprire certe norme previste. Oggi gli studenti universitari si sono dati appuntamento davanti a Montecitorio, per dire no alla riforma.
Leggi l'articoloRiforma universitaria rimandata: mancano i fondi

La riforma universitaria voluta da Maria Stella Gelmini e’ stata bloccata. Tutto a causa dei soldi che mancano. Lo scorso 29 luglio era stato approvato in Senato un disegno di legge, per il quale gli studenti, gli insegnanti e i ricercatori erano piu’ volte scesi in piazza. Una riforma universitaria che non piaceva assolutamente ai diretti interessati, che lo hanno dimostrato in tutti i modi. Ora quel disegno di legge e’ stato bloccato: secondo il Ministero del Tesoro, infatti, mancherebbero i soldi per portarlo avanti.
Leggi l'articoloUmberto Bossi: soldi alla ricerca e non alla missione in Afghanistan

Umberto Bossi interviene in merito alla questione dell’Afghanistan. Proprio l’altro giorno, il leader del Carroccio si trovava a Roma, come molti suoi colleghi, per partecipare ai funerali dei quattro alpini morti in seguito ad un attentato dei talebani. Morte che ha risollevato la questione della presenza dei nostri soldati nel paese asiatico. Mentre in Parlamento si discute se sia meglio armare i caccia italiani di bombe, per poter rispondere agli attacchi, Umberto Bossi preferirebbe che i soldi dati alla missione in Afghanistan fossero concessi, invece, alla ricerca.
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