
Il terremoto in Cile ha causato moltissimi danni. E non solo alla popolazione che ora deve fare i conti con la ricostruzione e con la rinascita, dopo il devastante sisma, che ha superato l’ottavo grado della scala Richter, e il tremendo Tsunami che ha colpito le coste del paese Sudamericano. Tutta la Terra deve fare i conti con questo terremoto: ogni volta che un sisma di questa entità ha luogo sul nostro pianeta, infatti, dà il via a delle modifiche sostanziali, impercettibili per noi, ma comunque significative. Dopo il terremoto in Cile, infatti, l’asse terrestre si è spostato e il giorno dura di meno.
Continua a salire il bilancio delle vittime del terremoto di 8,8 gradi della Scala Richter che ha sconvolto il Cile nella mattinata di sabato: moltissime le persone che sono rimaste intrappolate sotto le macerie delle abitazioni e degli edifici che sono crollati per l’impatto devastante del sisma. I soccorritori scavano da due giorni, per cercare di salvare chi si trova ancora sotto le macerie, mentre la terra in quelle zone continua a tremare: dopo il terribile terremoto di sabato mattina, infatti, le scosse hanno continuato a mettere in agitazione la popolazione, causando nuovi crolli e nuove vittime. Vittime che finora sono 711, ma il bilancio è destinato a salire.

In Cile si continua a scavare per cercare dei sopravvissuti al terribile terremoto che ha sconvolto questo paese nella mattinata di lunedì. Ma il paese non deve solamente fare i conti con le vittime del sisma. Si cercano sopravvissuti anche in mare, dopo che un’onda anomala, alta 10 metri, ha raggiunto i campeggi di Iloca e Curanife, due spiagge che sono considerate come il rifugio dei cileni che non si possono permettere delle vacanze all’estero: in molti si trovavano in quei luoghi, in ferie, dal momento che le scuole avrebbero riaperto solamente oggi. Le spiagge sono state spazzate via e si parla di 200 morti: sperare di trovare qualcuno in vita è ormai un’utopia.
Il terremoto che ha sconvolto il Cile continua ad essere la notizia di primo piano, sui media di tutto il mondo: la terra continua, infatti, a tremare nell’America del Sud. Dopo la prima devastante che è stata registrata alle 3.34 del mattino di sabato, quando in Italia erano le 7.34, i sismografi hanno registrato più di cento scosse, con magnitudo decisamente alta. La protezione civile locale parla al momento di 300 vittime, mentre a Concepcion sotto un edificio crollato sono rimaste intrappolate almeno un centinaio di persone: si tratta di una struttura di costruzione recente, che però non ha retto al sisma.

La terra torna a tremare e torna lo spettro dell’incubo tsunami. Un fortissimo terremoto è stato sentito al largo delle coste del Cile: i sismologi hanno rivelato un’attività sismica di magnitudo 8,3, davvero un terremoto fortissimo, il cui epicentro è stato localizzato in mezzo all’Oceano. L’epicentro si trova a 317 chilometri a Sudovest di Santiago del Cile, capitale del paese, in mezzo all’Oceano Pacifico, ad una profondità di 59,4 chilometri.

Padma Wawlanbokke e’ stata ritrovata dopo cinque anni, quando ormai era stata data per morta. Il 26 dicembre del 2004 questa infermiera, secondo il racconto della famiglia, aveva preso un treno che era stato travolto dalle onde dello tsunami, che nel giorno di Santo Stefano del 2004 ha causato moltissime vittime e moltissimi dispersi. Le autorita’ affermarono che i 1500 passeggeri che si trovavano a bordo erano tutti morti. Quindi anche lei. E invece dopo cinque anni Padma Wawlanbokke e’ stata ritrovata dal fratello: viveva per strada.
A Samoa si fa un primo bilancio del disastro che ha colpito le coste dell’isola: in seguito al terremoto di magnitudo 8, che ha provocato un tremendo tsunami nel Pacifico Meridionale, sarebbero morte 148 persone. Questi i dati forniti ufficialmente, anche se il bilancio e’ destinato ad aumentare.
Dalle Isole Samoa ci arrivano le immagini della devastazione dello tsunami, che ha colpito le coste americane di questo paradiso. Dopo il terremoto, uno dei piu’ alti mai registrati (ha raggiungo gli 8,3 gradi della scala Richter), onde anomale, alte moltissimi metri, si sono infrante sulle coste.
Dalle Isole Samoa ci arrivano i primi racconti di chi ha vissuto la terribile esperienza del terremoto e dello tsunami. Una nostra connazionale, Daniela Brussani, romana proprietaria di un resort a pochi chilometri dalla capitale delle isole occidentali, racconta di essere salvata per miracolo.
Il bilancio del tremendo terremoto registrato alle Isole Samoa, con conseguente tsunami, e’ destinato a crescere in modo tragico. Al momento si parla di 100 vittime e moltissimi feriti, a causa del sisma e dell’onda anomala scatenata quando in Italia erano le ore 20.
L’incubo tsunami e’ tornato a colpire. Alle ore 6,48 del 30 settembre (ora locale), quando in Italia non erano ancora le 20, un terribile terremoto ha colpito le Isole Samoe: ora si ha paura di uno tsunami. Il bilancio delle vittime dovrebbe essere, purtroppo, molto alto.
Gli tsunami possono essere previsti e si puo’ lanciare un allarme alla popolazione, con un po’ di preavviso. Tutto merito di Google Earth: il servizio di Google, con il quale si puo’ vedere il nostro pianeta dai satelliti, puo’ essere davvero molto utile per la previsione degli tsunami. Ne sono convinti dei ricercatori inglesi.
Quando si parla di maremoti, o tsunami, ci vengono sempre in mente isole o litorali che si affacciano sull’Oceano Pacifico e su quello Indiano. Mai ci verrebbe in mente che potrebbe accadere anche sulle nostre coste. Ma non è così. Secondo alcune ricerche recentissime, infatti, anche il nostro mare potrebbe essere a rischio tsunami.

In Liguria ieri sera si è abbattuta una terribile mareggiata, una delle più violente registrate negli ultimi 50 anni. Questa onda anomala, alta almeno cinque metri, si è abbattuta sulle coste liguri, causando anche un morto a Sestri Levante. Vittima dell’onda anomala ,che ha superato la diga foreanea, Tino Barbera, 70enne gestore della discoteca Schooner, che si trovava nel suo locale, chiuso.