La terra e’ tornata a tremare in Giappone: in questo paese, purtroppo abituato a terremoti di entita’ anche molto pesanti, nella giornata di ieri, alle ore 17.08, quando in Italia erano le 9, la popolazione ha sentito un sisma di magnitudo 6,6 della Scala Richter. Il terremoto si e’ sentito soprattutto nella parte centrale dell’arcipelago, anche se in tutto il paese la scossa e’ stata avvertita nitidamente. Anche a Tokyo gli edifici hanno cominciato a tremare e la popolazione ha avuto attimi paura, avendo ancora negli occhi la devastazione di alcuni terremoti precedenti, oltre che quella dei recenti terremoti registrati in giro per il mondo.

A Santiago del Cile la terra ha nuovamente tremato. Dopo la scossa del 27 febbraio, pari ad 8,8 gradi della Scala Richter, che ha portato morte e disperazione nel Cile (il bilancio delle autorita’ locali parlano di moltissime vittime, morte sia per il crollo degli edifici, sia per lo tsunami che ha colpito le coste), ecco che ieri una nuova, fortissima scossa di assestamento ha colpito la capitale del paese: i sismografi hanno registrato un’intensita’ pari a 7,2. L’epicentro e’ stato localizzato a 124 chilometri a sud ovest della capitale cilena, con una profondita’ moolto bassa, di 10 chilometri, che ha causato maggiori danni.

La terra ha tremato di nuovo, causando morte e distruzione. Un tremendo teremoto, del sesto grado, ha colpito all’alba di questa mattina la Turchia: le squadre di soccorso sono subito intervenute per cercare di estrarre persone in vita dalle macerie degli edifici crollati a causa del forte sisma. Secondo un primo bilancio fatto dalle autorità a poche ore dal terremoto (bilancio che, purtroppo, è ancora provvisorio) si parla di più di 40 vittime e di una sessantina di persone rimaste ferite, alcune anche in maniera molto grave.

Il terremoto in Cile ha causato moltissimi danni. E non solo alla popolazione che ora deve fare i conti con la ricostruzione e con la rinascita, dopo il devastante sisma, che ha superato l’ottavo grado della scala Richter, e il tremendo Tsunami che ha colpito le coste del paese Sudamericano. Tutta la Terra deve fare i conti con questo terremoto: ogni volta che un sisma di questa entità ha luogo sul nostro pianeta, infatti, dà il via a delle modifiche sostanziali, impercettibili per noi, ma comunque significative. Dopo il terremoto in Cile, infatti, l’asse terrestre si è spostato e il giorno dura di meno.
Continua a salire il bilancio delle vittime del terremoto di 8,8 gradi della Scala Richter che ha sconvolto il Cile nella mattinata di sabato: moltissime le persone che sono rimaste intrappolate sotto le macerie delle abitazioni e degli edifici che sono crollati per l’impatto devastante del sisma. I soccorritori scavano da due giorni, per cercare di salvare chi si trova ancora sotto le macerie, mentre la terra in quelle zone continua a tremare: dopo il terribile terremoto di sabato mattina, infatti, le scosse hanno continuato a mettere in agitazione la popolazione, causando nuovi crolli e nuove vittime. Vittime che finora sono 711, ma il bilancio è destinato a salire.

In Cile si continua a scavare per cercare dei sopravvissuti al terribile terremoto che ha sconvolto questo paese nella mattinata di lunedì. Ma il paese non deve solamente fare i conti con le vittime del sisma. Si cercano sopravvissuti anche in mare, dopo che un’onda anomala, alta 10 metri, ha raggiunto i campeggi di Iloca e Curanife, due spiagge che sono considerate come il rifugio dei cileni che non si possono permettere delle vacanze all’estero: in molti si trovavano in quei luoghi, in ferie, dal momento che le scuole avrebbero riaperto solamente oggi. Le spiagge sono state spazzate via e si parla di 200 morti: sperare di trovare qualcuno in vita è ormai un’utopia.
Il terremoto che ha sconvolto il Cile continua ad essere la notizia di primo piano, sui media di tutto il mondo: la terra continua, infatti, a tremare nell’America del Sud. Dopo la prima devastante che è stata registrata alle 3.34 del mattino di sabato, quando in Italia erano le 7.34, i sismografi hanno registrato più di cento scosse, con magnitudo decisamente alta. La protezione civile locale parla al momento di 300 vittime, mentre a Concepcion sotto un edificio crollato sono rimaste intrappolate almeno un centinaio di persone: si tratta di una struttura di costruzione recente, che però non ha retto al sisma.
Dal Cile ci arrivano le tremende immagini della tragedia che ha colpito il paese: il terremoto che ha superato l’ottavo grado della Scala Richter è stato seguito nelle ore successive da altre scosse sismiche, anche molto alte. Moltissimi gli edifici che non hanno retto all’impatto del sisma e, purtroppo, sono moltissime le persone che hanno perso la vita. Al momento in cui scriviamo, le vittime accertate sono 214; ma purtroppo il bilancio è destinato ad aumentare, come affermano fonti locali: la protezione civile locale parla infatti di più di 300 morti.

La terra torna a tremare e torna lo spettro dell’incubo tsunami. Un fortissimo terremoto è stato sentito al largo delle coste del Cile: i sismologi hanno rivelato un’attività sismica di magnitudo 8,3, davvero un terremoto fortissimo, il cui epicentro è stato localizzato in mezzo all’Oceano. L’epicentro si trova a 317 chilometri a Sudovest di Santiago del Cile, capitale del paese, in mezzo all’Oceano Pacifico, ad una profondità di 59,4 chilometri.

Sono passati 42 giorni dal terribile terremoto che ha colpito l’isola caraibica di Haiti: era il 12 gennaio del 2010, quando alle ore 16.53 la terra ha tremato, raggiungendo il settimo grado della Scala Richter: la popolazione haitiana è piombata in un incubo. Moltissime le persone che hanno perso la vita, schiacciate sotto le macerie degli edifici che non hanno retto al sisma, molti gli haitiani che hanno perso tutto. Subito è scattata la macchina dei soccorsi internazionale e subito le principali associazioni benefiche si sono adoperate per raccogliere fondi da destinare all’emergenza e alla ricostruzione: ad oggi sono stati raccolti 2 miliardi di dollari.

Ancora paura ad Haiti per il terremoto. Dopo la scossa dello scorso 12 gennaio 2010, del settimo grado della scala Richter, che ha sconvolto l’isola caraibica, numerose scosse di assestamento, anche molto alte, sono state registrate nelle settimane successive. L’ultima è stata avvertita dalla popolazione poche ore fa: l’Istituto Geofisico Americano, l’Usgs, ha infatti registrato una nuova scossa di terremoto ad Haiti, una scossa che ha raggiunto il grado numero 4.7 della Scala Richter e che ha fatto ripiombare nel terrore le popolazione già duramente colpita dal sisma di gennaio.
All’Aquila continua la protesta dei cittadini. Qualche giorno fa, alcuni residenti della città colpita dal terremoto dello scorso aprile 2009 si erano introdotti nella zona rossa del centro storico, quello più colpito dal sisma e che per questo è stato chiuso alla circolazione, perchè pericoloso e poco sicuro. La popolazione ha replicato nuovamente questa manifestazione, forzando la zona rossa e appendendo le chiavi delle proprie case, che ancora aspettano di essere ristrutturate. Una protesta simbolica e pacifica, per ricordare che c’è ancora molto da fare e che le loro case aspettano che tutte le promesse fatte vengano mantenute.
I cittadini dell’Aquila sono scesi in piazza per protestare. In questi giorni, con lo scandalo legato alla Protezione Civile e alla notizia secondo la quale Guido Bertolaso e’ sotto inchiesta, le persone colpite dal terremoto dell’Aquila hanno deciso di far sentire la propria voce, soprattutto in merito alle indiscrezioni, secondo le quali alcuni appaltatori avrebbero riso quando la terra ha tremato all’Aquila, causando la morte di moltissime persone. I cittadini della citta’ e di tutto l’Abruzzo hanno deciso di inscenare una protesta, della quale vi proponiamo il video qui sopra.

A San Valentino e’ tempo di solidarieta’. Quest’anno la festa degli innamorati cade ad un mese di distanza da un terribile evento, che ha scosso il mondo intero: il 12 gennaio scorso la terra ha tremato ad Haiti, portando dolore, disperazione, morte. Moltissimi gli haitiani e gli stranieri presenti sull’isola caraibica che hanno perso la vita, mentre i sopravvissuti devono fare i conti con la ricostruzione. In tutto il mondo, sin dal primo giorno, le organizzazioni umanitarie e non solo si sono attivate per dare una mano alla popolazione di Haiti, devastata dal terremoto. Ecco l’idea di Rimini per San Valentino 2010!