Sentenza
Chi si tocca le parti intime per scaramanzia, può venir multato

Occhio la prossima volta che al passaggio di un gatto nero oppure se vi capita di passare sotto una scala per sbaglio, vi viene in mente di toccarvi le parti intime per scaramanzia le parti intime. Potreste incappare in una bella multa. Ma solo se lo fate in pubblico. A stabilirlo è stata la Corte di Cassazione, che ha deciso che toccarsi i genitali mentre si cammina per la strada è un gesto indecente. E per di più multabile.
Leggi l'articoloRisarcimento al padre che non ha potuto assistere alla nascita del figlio

Per la serie “chiedere il risarcimento danni per qualsiasi motivo“, ecco la storia del padre risarcito perchè non ha potuto assistere alla nascita del proprio figlio. E’ successo a Genova, dove il tribunale ha dato ragione ad un padre che aveva fatto causa all’ospedale perchè i medici gli avevano proibito di entrare in sala parto. Con un risarcimento danni di 5000 euro, perchè “privato del diritto di gioire in serenità della nascita del primo figlio“, così cita la sentenza del Tribunale di Genova.
Leggi l'articoloDire “Vaffa” non è reato, “Azzeccagarbugli” sì: sentenza della Cassazione

Singolare sentenza della Corte di Cassazione: se si dice “Vaffa” non si incorre in alcun reato, ma guai a dare a qualcuno dell’ “Azzeccagargugli” o del “Gaglioffo“, sareste punibili con multa e risarcimento danni.
Leggi l'articoloFar scrivere “Sono deficiente” all’allievo come punizione è legale

Vi ricordate la storia di quella maestra di Palermo che per punire un suo allievo, che aveva trattato in malo modo un compagno, lo aveva obbligato a scrivere 100 volte su un quaderno “sono deficiente”? Quella maestra è finita davanti ad un giudice, perchè i genitori del ragazzino, che non sapeva neanche la grammatica di quella parola, l’avevano denunciata. Ma il giudice ha deciso di assolverla.
Leggi l'articoloSe viaggi in moto senza casco e sei depresso, niente multa

Viaggiare a bordo di una motocicletta, oltre che essere un atto irresponsabile e assolutamente pericolos, è anche una pratica illegale. Si può ricorrere a pesanti multe. Se però vi beccano, provate ad usare la scusa della depressione. Pare che funzioni molto spesso. Almeno a Napoli. Qui almeno dieci giudici di pace hanno “assolto” altrettanti motociclisti dal pagare una multa per non aver indossato il casco mentre andavano in moto.
Leggi l'articoloOmicida condannato ad esporre in casa la foto della vittima

Questa sentenza proclamata da un giudice nei confronti di un uomo che ha ucciso un ragazzo in un incidente automobilistico, farà sicuramente discutere. Quest’uomo, reo di aver ucciso un 17enne, dovrà scontare solo 2 anni di prigione. Ma per tutta la vita dovrà convivere con una fotografia del giovane ucciso, che dovrà sempre essere esposta in casa sua.
Leggi l'articoloPiuttosto che tornare dalla moglie, sceglie il carcere

Questa decisione la dice tutta sul rapporto tra i due coniugi e soprattutto sul caratterino della moglie. Un uomo di origini albanesi, condannato per spaccio di droga, piuttosto che accettare gli arresti domiciliari che il guidice gli aveva concesso, ha chiesto, quasi in ginocchio, di essere trasferito in un carcere. Perchè? Piuttosto che tornare a casa e sentire la voce della moglie che lo rimproverava per ogni cosa, lui preferiva stare dietro le sbarre.
Leggi l'articoloGoogle deve abbandonare Gmail

Brutte notizie per Google. Il colosso americano dovrà rinunciare al nome Gmail, nome dato al suo servizio di webemail. Almeno in Europa. Le autorità hanno infatti dato retta a Daniel Geirsch, un imprenditore tedesco che chiedeva a gran voce che Google non utilizzasse quel nome, almeno in Europa. Perchè? Semplice: perchè in Germania lui gestisce lo stesso servizio con lo stesso nome. E ovviamente è arrivato prima di Google.
Leggi l'articoloIn Australia i dottori curano con le frustate

Questa notizia che arriva dall’Australia ha dell’incredibile. C’è un medico, uno psicologo, che per curare i propri pazienti usa la frusta. E non in senso metaforico. Lui paragona queste terapie barbare, a uon di fruste e collari, “terapie drastiche ma etiche”. Per questo è finito in tribunale. E i giudici hanno anche avuto il coraggio di scagionarlo dall’accusa. Ecco la storia di Bruce Beaton, il medico che per guarire dalla bulimia frusta i malati.
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