Referendum

Privatizzazione Acqua e referendum: le personalità celebri pro e contro

privatizzazione dell acqua

Domenica e lunedì gli italiani saranno chiamati alle urne per il Referendum che riguarda la privatizzazione dell’acqua, il ritorno del nucleare nel nostro paese e il legittimo impedimento. Molto abbiamo detto in merito a questi ultimi due punti, un po’ meno rispetto al primo, uno dei temi più sentiti dalla popolazione, dal momento che riguarda un bene di tutti. Privatizzare l’acqua oppure no? Questo quello che viene chiesto ai cittadini. Chi vuole che l’acqua rimanga pubblica deve votare SI, per abrogare la legge attuale. Chi la vuole privatizzare, deve invece votare NO. E le personalità più illustri cosa hanno deciso di votare?

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Innesca l’effetto domino per i Referendum di giugno 2011, il video di Youtube spopola su Facebook

Su Facebook in questi giorni va per la maggiore un video davvero unico, che invita tutti ad andare a votare in occasione del Referendum che si terrà in Italia nelle giornate di domenica 12 e lunedì 13 giugno. Come tutti ben sapranno saranno quattro i quesiti referendari abrogativi proposti, inerenti a tematiche decisamente importanti, che riguardano ognuno di noi, come la privatizzazione dell’acqua, il ritorno del nucleare in Italia e il legittimo impedimento. Su Youtube ci ricordano che ognuno può fare la sua parte. Con un video decisamente meraviglioso: l’effetto domino per raggiungere il quorum potrebbe funzionare!

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Il Referendum sul nucleare ottiene anche l’approvazione della Consulta

referendum giugno 2011 quesiti

Il Referendum di giugno 2011 conterrà quattro quesiti, ormai è più che certo. Fallito ogni tentativo di togliere quello riguardante il nucleare, dal momento che anche la Consulta ha dato il suo via libera, ora gli italiani saranno chiamati alle urne per rispondere a quattro domande, che riguarderanno le abrogazioni di alcune leggi che riguardano la privatizzazione dell’acqua, il ritorno del nucleare in Italia e il legittimo impedimento. La Corte Costituzionale proprio nei giorni scorsi si è espressa affinché il quesito sul nucleare fosse presente, come aveva già affermato la Cassazione, che aveva introdotto le modifiche contenute del Dl Omnibus.

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Al Referendum 2011 la stampa cattolica invita a scrivere quattro sì

referendum 2011 acqua

In occasione dei referendum abrogativi di giugno 2011 che riguarderanno la privatizzazione dell’acqua pubblica, il ritorno del nucleare in Italia e il legittimo impedimento, la stampa cattolica invita a votare quattro sì. I settimanali diocesani non solo invitano i “credenti, non credenti e uomini di buona volontà” ad andare alle urne, per raggiungere così il quorum, ma anche di andare e votare quattro sì. Non solo gli editoriali dei giornali cattolici, ma anche associazioni come Acli, Pax Christi e Azione Cattolica si schierano a favore dei quattro sì per il referendum che si terrà settimana prossima.

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I Verdi sul Referendum sul nucleare lanciano l’allarme in merito ai mini reattori

referendum sul nucleare

I Verdi intervengono in merito al Referendum sul nucleare. Secondo il partito politico il governo non ha alcuna intenzione di mollare la presa su questo argomento: negli ultimi 75 giorni, da quanto è stata annunciata la moratoria sull’energia nucleare a quando il quesito è stato reintrodotto all’interno del Referendum del prossimo weekend, Silvio Berlusconi e i suoi ministri hanno continuato a lavorare sia per fermare la consultazione popolare sia per tentare di proporre un approccio meno aggressivo alla realizzazione di energia elettrica tramite il nucleare. I Verdi denunciano la possibilità che il governo costruisca nel nostro paese dei mini reattori.

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Il Referendum 2011 del 12 e 13 giugno conterrà il quesito sul nucleare

referendum 2011 sul nucleare

Il referendum 2011 sul nucleare si farà. Il prossimo 12 e 13 giugno, infatti, gli italiani saranno nuovamente chiamati alle urne per votare su quattro quesiti referendari abrogativi. Fino ad oggi, però, non si sapeva se i quesiti proposti agli elettori sarebbero stati tre o quattro: in bilico quello sul nucleare, sulla realizzazione di centrali nel nostro paese, che il governo voleva togliere dal pacchetto dei referendum di giugno 2011. L’ultima decisione, però, spettava alla Corte di Cassazione, alla quale si era rivolto il Partito Democratico, ovviamente non contento dell’eliminazione di quel quesito. Quesito che è stato riabilitato dai giudici.

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Come votare al referendum da fuori sede

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Il 12 e il 13 giugno 2011 gli italiani saranno chiamati nuovamente alle urne. Dopo aver sostenuto in moltissimi comuni e in numerose province due turni di elezioni amministrative, che hanno coinvolto anche Napoli e Milano con due grosse sorprese, ecco che tutta l’Italia sarà chiamata ad esprimersi nei quattro referendum abrogativi, in programma proprio nei prossimi giorni. Quesiti che riguardano quattro tematiche decisamente importanti, come il nucleare, che proprio in queste ore è oggetto però di verifica: ci sarà o meno nelle schede che andremo a votare? Come si voterà? E come si potrà votare al referendum da fuori sede?

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Referendum 2011: Gianfranco Fini andrà a votare. Sì o no?

fini referendum

Gianfranco Fini andrà a votare al Referendum di giugno. Il 12 e il 13 giugno 2011, infatti, gli aventi diritto al voto saranno chiamati alle urne per rispondere ai quattro quesiti previsti per questo referendum abrogativo, che riguarda l’acqua pubblica, il legittimo impedimento e, in teoria, anche il nucleare. L’opposizione spera di poter dare il colpo finale a Silvio Berlusconi, uscito sconfitto dalle elezioni amministrative 2011. Per farlo non solo bisognerà raggiungere il quorum, ma anche far vincere i sì. E i politici contrari al premier cominciano la loro campagna pro referendum: Gianfranco Fini ha già annunciato che andrà a votare.

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Referendum Fiat: Bersani chiede di rispettare gli accordi, Camusso vuole il ricorso

Non si sono fatte attendere le reazioni al risultato del voto del referendum Fiat. Il primo a esprimersi è stato Pier Luigi Bersani, che ha dichiarato: “Ora la Fiat rispetti i suoi impegni e investa”. Ha poi chiesto che la Fiat trovi un nuovo sistema di rappresentanti. Inoltre il segretario del Pd conferma che c’è stata una scelta da parte dei lavoratori, che va adesso rispettata. Ma esorta a fare in modo che ci sia una maggior collaborazione: non ritiene infatti possibile che ognuno agisca per conto suo come avrebbe chiesto di fare il governo.

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Referendum Fiat: vincono i “sì”, alta l’affluenza ai seggi

Foto: Referendum Fiat: vincono i sì

E’ finito lo scrutinio del referendum di Fiat Mirafiori a Torino: dopo nove ore sono stati i “sì” a vincere, anche se di stretta misura. Il voto è iniziato con il turno di notte del giovedì, quello delle 22,00 ed hanno votato 5110 operai, praticamente oltre il 94,2%. Il sì si è aggiudicato la vittoria con 2735 voti, cioè il 54,05%. 2325 aventi diritto hanno invece votato no, pari al 45,95%. Solo 59 le schede bianche e nulle. Durante lo spoglio delle prime schede, relativi al motaggio e alla lastratura, sembravano prevalere i no, ma era scontata: qui domina la Fiom, contraria all’accordo. Ma poi la situazione si è modificata a causa del voto degli impiegati.

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Referendum Fiat: alta l’affluenza alle urne dei lavoratori a Mirafiori

referendum fiat mirafiori

E’ alta l’affluenza alle urne per il referendum di Fiat Mirafiori: secondo le prime stime, il 97,7% dei lavoratori presenti nel turno di notte si è recato a votare. In pratica si tratterebbe di ben 384 operai sui 393 presenti. Il numero così elevato di votanti è anche stato dovuto al fatto che la produzione è in leggero aumento, per cui più operai sono stati richiamati a lavorare. Al momento di fronte ai cancelli di Fiat Mirafiori la situazione è ancora tranquilla: gli attivisti dei sindacati e i delegati non sono ancora arrivati per sostenere la loro protesta.

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Referendum Fiat, Berlusconi: si schiera dalla parte di Marchionne

berlusconi fiat mirafiori

Silvio Berlusconi ha finalmente espresso il suo parere sulla questione del referendum della Fiat Mirafiori: si è schierato dalla parte di Sergio Marchionne. Ha infatti dichiarato che se venisse bocciato l’accordo fra l’azienda e i sindacati: “le imprese e gli imprenditori avrebbero buone motivazioni per spostarsi in altri Paesi”, aggiungendo poi “Ci auguriamo che la vicenda possa avere esito positivo”. Intanto Marchionne ribadisce come perdere tempo e denaro in un momento di crisi economica come questo non sia solo “distruttivo”, ma anche “immorale”.

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Svizzera: referendum per introdurre la pena di morte per i pedofili assassini

pena di morte

La Svizzera e’ chiamata a discutere in merito alla reintroduzione della pena di morte. Marcel Graf, un informatico di 35 anni che vive nel Canton Zurigo, a Knonau, ha proposto infatti un referendum, che ora necessita di 100mila firme, per introdurre la pena di morte per i delitti a sfondo sessuale compiuti da pedofili. L’uomo, che si dice sofferente da tempo per l’uccisione di un bambino da parte di un maniaco sessuale, ha pensato di promuovere questo referendum per far diventare di nuovo legale la pena di morte in Svizzera, per chi si macchia di tali reati.

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Fiat di Pomigliano: al Referendum vince il si’

Fiat di Pomigliano

Le tute blu della Fiat di Pomigliano hanno espresso il loro voto in merito al Referendum sul futuro dello stabilimento automobilistico. La maggioranza ha votato per il si’: il 63,4 per cento degli operai ha espresso un parere positivo in merito all’accordo per il destino dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco. Contrario all’accordo il 36 per cento. Sono state scrutinate 4.642 schede, per un totale di 4881 votanti, 2.888 dei quali sono favorevoli, mentre 1.673 sono contrari. 59 le schede nulle, mentre 22 le schede bianche. Da Polo di Nola, dove si e’ votato come a Pomigliano, e’ arrivato un no, con solo 77 voti favorevoli e 192 contrari.

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Fiat di Pomigliano: oggi il giorno del Referendum

Fiat di Pomigliano

Oggi la Fiat di Pomigliano va al voto con un referendum che potrebbe decidere le sorti dello stabilimento automobilistico a rischio chiusura. Ovviamente la tensione e’ molto alta: grande l’attesa per questa consultazione sul piano che Sergio Marchionne ha proposto, ma che ha diviso i sindacati. Il quesito proposto e’ questo: “Sei favorevole all’ipotesi d’accordo del 15 giugno 2010 sul progetto “Futura Panda” a Pomigliano?”. La Fiat spera in una larga maggioranza del si’, ma il dissenso della FIOM e’ troppo pesante. Vedremo come andra’ a finire questa lunga giornata.

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