Dite addio al cibo da strada. La Regione Lombardia ha appena varato una nuova normativa, che sta facendo discutere un po’ in tutta Italia. In pratica non si potrà più consumare cibo per strada. La legge vale per tutto, per i gelati, per i tranci di pizza, per il kebab da asporto. Ma i consumatori di questo cibo da strada sono già in rivolta.
Guai per la Domino’s Pizza. Alcuni dipendenti della nota catena di pizzerie americana, infatti, hanno postato un video nel quale mostrano con quale cura e quale dedizione vengono preparate le pizze: guardando il video c’e’ da rimanere disgustati, soprattutto se in America l’avete assaggiata come la sottoscritta!
Come fare per unire le tradizioni del Nord dell’Italia con quelle del Sud dell’Italia? Semplice, creando del cibo che unisca un piatto tipicamente settentrionale ad uno tipicamente meridionale. Ed il risultato e’ la pizza polenta, un mix tra la classica pasta della pizza di Napoli e il cibo preferito dalle famiglie contadine del nord di un tempo.
La nostra pizza non e’ piu’ l’alimento preferito dai tedeschi che non hanno molto tempo a disposizione per i propri pasti e si rivolgono ai tanti locali fast food presenti. La pizza e’ stata infatti surclassata da un altro alimento di veloce esecuzione. La pizza italiana e’ stata sconfitta dal doener kebab turco.
Quando una donna e’ incinta, si sa, le vengono le voglie piu’ strane e stravaganti. Improvvisamente le viene voglia di qualche cibo particolare. Per questo motivo in una pizzeria ecologica che si trova nella zona ovest di Londra, hanno deciso di creare un menu di pizze per le donne in dolce attesa. Con gusti davvero molto particolari.

Nel nostro paese la pizza di asporto ha un business davvero impressionante. Secondo alcuni dati, pare che al giorno siano almeno 1,5 milioni le pizze consumate con il take away. Ma ci arrivano brutte notizie per quanto riguarda i contenitori nei quali vengono trasportate le pizze: potrebbero essere pericolosi per la nostra salute.

Con la pizza si può diventare milionari. Lo sa bene questo 43enne americano che è diventato ultra ricco grazie alla vendita di una pizza. Ma non una pizza qualsiasi: Chris Clark ha guadagnato 2,6 milioni di dollari per la vendita del dominio internet pizza.com. Un dominio molto ambito, vista la bagarre nata per aggiudicarselo. E pensare che Chris Clark nel 1994 lo aveva acquistato per 20 dollari l’anno!

Doveva addirittura intervenire la burocrazia e il governo italiano (che forse al momento ha altri problemi per la testa) per stabilire i requisiti essenziali che una pizza deve avere per essere chiamata con questo nome. Ma se serve a preservare e tutelare questa delizia del palato tutta nostrana, allora ben venga la lista stilata dal ministero per le Politiche agricole e forestaliche sancisce cosa deve avere una pizza e come deve essere preparata per poter essere bollata come tale.
Saranno stati contenti i suoi compagni detenuti, di aver avuto in cella insieme a loro un ricco miliardario. Anzi, il quarto uomo più ricco di tutta la Norvegia. Anche perchè quando quest’uomo, Kjell Inge Roekke (lo potete vedere nelle immagini della nostra galleria), è uscito di prigione, ha pensato bene di fare un bel regalo a tutti i suoi compagni di carcere e alle guardie carcerarie. Ha regalato loro almeno un centinaio di pizze e cinque casse di gassosa.

Di tipi di pizze ce ne sono a centinaia, ci si può mettere sopra di tutto. E’ quanto deve aver pensato un padre a Bologna, che per insaporire la pizza per il figlio ha avuto la geniale idea di metterci un pò di marijuana. Coltivata nel suo personale orto in terrazza. E il figlio l’ha trovata così buona, che il giorno dopo ha pensato bene di fare il bis con il risultato di finire in ospedale in stato confusionale.

Dopo i distributori che vendono patatine, snack, caffè e bevande varie, dopo quello che distribuisce il latte “crudo”, poteva mancare quello che mette in vendita la pizza? I napoletani, e gli italiani in generale, storceranno un po’ il naso di fronte a questa notizia. Ma in Australia, e anche in molti paesi dell’Asia, in America e in alcune città europee, non ne possono più fare a meno: mangiare la pizza dai distributori automatici piace molto.

C’è una catena di negozi negli Stati Uniti che ha messo in vendita una pizza molto particolare: la Brooklyn Style Pizza La Domino, questo il nome della multinazionale, ha preso una pizza, l’ha tagliata in sei pezzi, ci ha messo su una salsa dolce rossa come il pomodoro, un po’ di salsiccia piccante e un mix di formaggi, ovviamente scadenti. E questo prodotto lo ha chiamato pizza. Ma nel quartiere la polemica non riguarda affatto il sapore della pizza in questione, quanto piuttosto la pubblicità che la accompagna.

A rigor di logica il record della pizza più grande dovrebbe arrivare da Napoli. O almeno dal nostro paese. E invece no: a sfornarla sono stati gli americani. Che di cose fatte in grande se ne intendono. La “monster pizza‿, mai nome fu più azzeccato, è un trancio di un metro e trenta per un metro. Con questa pizza si possono sfamare 150 fette.