Petrolio

Marea nera: nella zona arriva l’uragano Alex

Uragano Alex

E’ tempo di uragani nel Golfo del Messico e il primo si sta dirigendo verso le coste del Texas e del Messico; Alex, questo il suo nome, era cominciata come una violenta tempesta tropicale che aveva già colpito le regioni centrali dell’America, ora però si è trasformata in uragano con venti al suo interno che superato i 120 chilometri orari. A confermare ciò è il centro federale uragani Stati Uniti che ha sede a Miami, in Florida. Nella notte tra mercoledì e giovedì, Alex è atteso sulle coste texane e messicane.

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Marea nera: bloccata la moratoria sulle trivellazioni

presidente barack obama

Barack Obama aveva presentato una moratoria secondo cui le trivellazioni petrolifere nel Golfo del Messico sarebbero dovute cessare per sei mesi dopo l’esplosione della Deepwater Horizon. Ora 32 compagnie petrolifere hanno fatto ricorso contro la moratoria presidenziale e il giudice federale Martin Feldman ha accettato la richiesta da parte delle compagnie. Un duro colpo per la Casa Bianca che sperava di verificare la sicurezza sulle altre piattaforme.

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Marea nera: la Bp ha versato i primi 20 miliardi di dollari

Obama e Bp

Ieri il presidente americano Barack Obama ha incontrato per la prima volta i vertici della Bp; quello che doveva essere un colloquio di due ore è in realtà durato quattro ore. Alla fine di esso, la multinazionale ha accettato di aprire un fondo di 20 miliardi che serviranno a risarcire i danni causati alla popolazioni del Golfo; questa era una richiesta voluta dai democratici del Senato. Ma, come ha precisato Obama, i 20 miliardi non devono considerarsi un tetto massimo da raggiungere.

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Marea nera: Obama ha nominato lo “Zar del Golfo”

Obama Studio Ovale

Mentre si attende l’incontro tra Barack Obama e i vertici della Bp nel pomeriggio di oggi, ieri in prima serata il Presidente ha tenuto un discorso in diretta alla nazione dallo Studio Ovale. Con toni battaglieri, Obama ha definito la marea nera come una “tragedia” che avverte il mondo che “è arrivato il momento di passare alle energie pulite“.

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Marea nera: in arrivo le centrifughe di Kevin Costner

Kevin Costner arriva in soccorso del disastro ambientale nel Golfo del Messico. Gli esperti della compagnia petrolifera British Petroleum, responsabile per il collasso della sua piattaforma al largo delle coste della Louisiana ad aprile, hanno scelto la tecnologia Ocean Therapy Solutions sviluppata negli ultimi quindici anni grazie ad un finanziamento di oltre 20 milioni di dollari da parte del divo hollywoodiano, che ha creduto nella costruzione di enormi centrifughe per separare il petrolio dall’acqua, un progetto della cui realizzazione si è occupato, tra gli altri scienziati, anche suo fratello.

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Barack Obama: la marea nera come l’11 settembre

Obama

Barack Obama ha paragonato la marea nera all’11 settembre, ed è subito polemica. Molte le proteste contro l’affermazione, a detta di molti fuori luogo, del Presidente che ha suscitato l’indignazione di molti parenti delle vittime delle Torri Gemelle.

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Marea nera: ultime 48 ore per la Bp

Golfo del Messico

Washington ha lanciato il suo ultimatum alla Bp: entro le prossime 48 ore la compagnia petrolifera dovrà assolutamente trovare una soluzione al disastro ambientale che sta colpendo il Golfo del Messico. L’ammiraglio della Guardia costiera, James Watson, ha così scritto in una lettera indirizzata al capo delle operazioni della Bp, Douglas Scott.

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Marea nera: ora il presidente della Bp è stato convocato da Obama

Presidnete Barack Obama

Ora Barack Obama ci vuole vedere chiaro e ha convocato il presidente della Bp, Carl Henric Svanberg alla Casa Bianca e il prossimo 16 giugno è previsto un incontro che cercherà di fare chiarezza: ” Voglio fatti, non parole” ha risposto Obama a chi gli chiedeva il motivo di questo colloquio. Da quando l’emergenza è scoppiata, il Presidente Usa non ha mai incontrato i vertici della compagnia petrolifera. Non solo il presidente, ma anche l’amministratore delegato della Bp, Tony Hayward, dovrà presentarsi a Washington per render conto al Congresso americano degli sviluppi riguardo la situazione.

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Marea nera: tensioni tra Stati Uniti e Londra

Darryl Willis, vicepresidente della Bp, ha fatto sapere che la compagnia pagherà tutti i danni causati dall’incidente del 20 aprile; intervistato dalla Bbc, Tony Hayward, l’amministratore delegato, ha inoltre aggiunto che il tentativo ora in atto sembra funzionare, l’imbuto posizionato sopra la falla sta pompando 10 mila barili di petrolio al giorno, all’incirca la metà del greggio che fuoriesce dalla falla. “Al momento è difficile quantificare, ma ci attendiamo che si arrivi a recuperare la maggior parte del petrolio” ha precisato Hayward.

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Marea nera: petrolio sulle coste della Florida

I timori legati al diffondersi della marea nera dopo l’esplosione della piattaforma petrolifera Bp nel Golfo del Messico, avvenuta ormai un mese e mezzo fa (il 20 aprile) si sono purtroppo realizzati: la gigantesca chiazza di greggio ha ormai raggiunto anche le coste della Florida, a sud-est degli Stati Uniti. Palle di catrame sono state infatti ritrovate dai bagnanti nauseati per la scoperta sulla bianca spiaggia di Pensacola. “È una delle cose più orribili che possiamo immaginare” ha dichiarato il governatore dello stato orientale, Charles Crist. Gli operatori della BP sono stati inviati lungo la contea Escambia per effettuare controlli e decontaminare la zona.

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Marea nera: il primo conto è stato presentato alla Bp

Obama marea nera

Oggi è prevista la terza visita di Barack Obama in Louisiana vista la gravità della situazione; intervistato dal Larry King della Cnn il Presidente ha dichiarato “Sono furioso perché nessuno ha pensato alle conseguenze delle azioni“. Intanto la Casa Bianca ha presentato il primo conto, come ha tenuto a precisare il suo portavoce Robert Gibbs, alla British Petroleum di 69 milioni di dollari.

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Marea nera: James Cameron vorrebbe scendere in campo

James Cameron

Mentre la marea nera continua ad avanzare verso le coste della Florida, il governo americano ha riunito nella capitale un gruppo di scienziati, oceanografi, ingegneri per cercare di trovare una soluzione definitiva al problema. Nel gruppo c’era anche James Cameron. Il regista canadese è un esperto in tecnologie sottomarine e vorrebbe dare il suo contributo alla causa.
Cameron è inoltre proprietario di una piccola flotta di mini sottomarini, del valore di 400 milioni di dollari, che sono stati messi a disposizione della Bp.

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Marea nera: il governo Usa apre un’inchiesta

Il disastro della marea nera di petrolio nel Golfo del Messico potrebbe avere uno o più colpevoli non solo a livello morale, ma anche secondo le leggi degli Stati Uniti per le eventuali negligenze nelle disposizioni di sicurezza tra le possibili cause dell’incidente: l’amministrazione americana guidata da Barack Obama, attraverso il Dipartimento per la Giustizia ha infatti aperto un’inchiesta sulle cause dell’esplosione e collasso in mare della piattaforma petrolifera della BP che sta devastando le coste e viene ormai considerata la più grande emergenza ecologica mai affrontata dagli Usa.

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Marea nera: l’operazione Top Kill è fallita

Top kill

L’operazione Top Kill della Bp è fallita, ora la compagnia inglese mette in atto un’altra soluzione. Partita il 26 maggio, Top Kill avrebbe dovuto risolvere il problema della fuoriuscita di greggio nel Golfo del Messico chiudendo il pozzo con un liquido denso formato da fanghi e cemento. Dopo quattro giorni però anche questa opzione non ha funzionato e si è passati alla successiva.

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Marea nera: la profonda indignazione di Barack Obama

barack obama marea nera

Dopo l’interruzione di 16 ore, a causa di problemi tecnici, Top Kill ha ripreso l’attività e al momento la fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico sembra essersi arrestata. Come ha sottolineato lo stesso Barack Obama, è però presto per dichiarare conclusa l’emergenza; il Presidente ha inoltre ribadito che la sua amministrazione si sta assumendo tutte le responsabilità del caso, oltre a ribadire che la Bp pagherà tutti i danni causati dal disastro ambientale. L’indignazione di Barack Obama è stata evidente durante la conferenza stampa che si è tenuta ieri.

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