Molte le proteste al vertice del clima di Copenhagen. Non solo la citta’ danese ha ospitato manifestazioni, organizzate da associazioni ambientaliste e da gruppi di No Global: in tutto il mondo, infatti, sono state proposte delle proteste in strada, per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema del riscaldamento globale, invitando i grandi della terra a prendere decisioni chiare e precise, per salvare il nostro mondo. Nella nostra galleria di immagini potete vedere le fotografie che arrivano dall’Italia (da Venezia e Roma), ma anche dall’Australia, dalla Francia e dall’Inghilterra.
Greenpeace, l’associazione che tutela l’ambiente e che ne difende i diritti, propone una campagna chiara e precisa, con un messaggio diretto ai grandi del mondo, che si riuniranno a Copenaghen per parlare dei cambiamenti climatici e per trovare soluzioni per evitare che il peggio si verifichi. E nella campagna di Greenpeace i leader mondiali vengono invecchiati, mentre si scusano per non aver mantenuto le promesse fatte alla popolazione mondiale, come potete notare nella nostra galleria di immagini.
Greenpeace ci propone un’insolita protesta, per dire no agli Ogm. E per farlo ha deciso di prendere in prestito un linguaggio che, secondo le leggende metropolitane, e’ utilizzato dagli alieni per comunicare con noi (altri ritengono che sia opera dell’uomo). Ecco a voi i crop circles di Greenpeace.
La nostra carrellata di calendari 2009 che ci faranno compagnia in questo nuovo anno che e’ ormai alle porte continua. Oggi vi proponiamo dei dodici mesi che faranno anche del bene alla nostra natura e al nostro ambiente. Si tratta, infatti, del Calendario 2009 di Greenpeace.

Paura in Slovenia, ma anche nel resto d’Europa, per un incidente che mercoledi’ ha interessato la centrale nucleare di Krsko. I responsabili hanno dichiarato che non c’e’ nulla da temere, anche se la centrale rimarra’ chiusa per qualche giorno: “Prevedo che resterà chiusa per alcuni giorni. Tuttavia non vi è alcuna conseguenza sull’ambiente, e la situazione è sotto controllo“.
Greenpeace torna a colpire nel nostro paese. Questa volta il dito dell’associazione che si occupa di difendere la flora e la fauna del nostro paese è puntato contro la multinazionale Unilever. Gli attivisti di Greenpeace, vestiti da oranghi, hanno protestato davanti alla sede di Roma dell’azienda produttrici di prodotti per l’igiene personale. L’accusa? Quella della distruzione della foresta del Borneo.

Allarme iPhone. A pochissimo tempo dal lancio del telefono cellulare della Apple che presto dovrebbe anche sbarcare in Europa, Greenpeace avvisa che questo apparecchio contiene “composti chimici e materiali nocivi”, sostante “ritenute tossiche per la riproduzione”. E Greenpeace, per spiegare la pericolosità dell’iPhone, richiama uno studio condotto da un laboratorio scientifico che ha analizzato 18 componenti presenti nel telefono. Gli scienziati hanno trovato composti a base di bromo.
Può un calendario con le sue semplici immagini sensibilizzare il mondo verso una causa molto importante? Certo che può. Ne sono convinti quelli di Greenpeace, che anche per quest’anno hanno realizzato un calendario 2008 che presenta tutte le meraviglie del mondo. Proprio tutte quelle meraviglie che rischiano di scomparire proprio a causa della noncuranza e dell’inciviltà umana.

E’ allarme nel mondo dell’alimentazione. Secondo quanto apprendiamo da Greenpeace, nella nota birra Budweiser sarebbero state trovate delle sostanze Ogm. L’associazione ha rivelato i dati durante l’incontro “Sovranità alimentare e politica”. Secondo una ricerca sulla birra prodotta in uno dei burrifici della Anheuser- Busch, in Arkansas, nella bevanda sono stati trovati degli Ogm.
Greenpeace non ci sta e promette dura battaglia. Il governo di Tokyo, infatti, ha annunciato che molto probabilmente la caccia spietata alle balene potrebbe ricominciare presto. Fino ad oggi il Giappone poteva cacciare solamente un numero limitato di esemplari di balene per studi scientifici. Era al bando la caccia per utilizzare i cetacei nei ristoranti di lusso: la balena, infatti, per i giapponesi è un cibo di lusso. Ma ora tutto potrebbe cambiare: il Giappone è riuscito a far approvare una dichiarazione in cui si ritiene “non più necessaria” la moratoria del 1986 sulla caccia commerciale alle balene.