Fiat

Fiat di Melfi: l’intervento di Giorgio Napolitano per gli operai licenziati

Giorgio Napolitano

Giorgio Napolitano interviene in merito alla situazione dei tre operai di Melfi che non possono ritornare al lavoro. La Fiat li aveva licenziati, con l’accusa di aver impedito ad altri colleghi di lavorare in un giorno di mobilitazione interna allo stabilimento. I tre metalmeccanici avevano allora fatto ricorso e il Tribunale del Lavoro aveva emesso una sentenza in loro favore, obbligando di fatto la Fiat al reintegro dei lavoratori. Ma il Lingotto non ne vuole sapere e, fino al contro-ricorso presentato, invita gli operai a non presentarsi in fabbrica. I tre metalmeccanici hanno allora scritto al Capo dello Stato.

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Fiat di Melfi: Altero Matteoli chiede il rispetto delle sentenze

Fiat di Melfi

Anche Altero Matteoli interviene in merito alla questione degli operai licenziati a Melfi e riammessi al lavoro da un giudice del Lavoro. La Fiat, infatti, li aveva allontanati, con l’accusa di aver impedito ai loro colleghi di lavorare all’interno della fabbrica, in una giornata di sciopero degli operai metalmeccanici. Loro avevano fatto ricorso e un giudice del lavoro aveva dato loro ragione, reintegrandoli nel loro posto di lavoro. Ma dal Lingotto era arrivata la richiesta di non presentarsi comunque sul posto di lavoro. In merito alla questione ora interviene anche il Ministro dei Trasporti.

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Fiat: Guglielmo Epifani sulla difficile situazione italiana

Epifani

Guglielmo Epifani ritorna a parlare di un tema scottante, quello che riguarda la Fiat. Terminata la pausa estiva, dopo aver affrontato la situazione calda dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco, ecco che ora la Cgil si prepara a combattere nuovamente contro il Lingotto. Molti i problemi che l’Italia sta affrontando in questi giorni, con la crisi economica che si fa ancora sentire pesantemente e con problemi legati al lavoro e allo sviluppo che non possono essere sottovalutati. I lavori della Cgil, magari in concerto con gli altri sindacati, ricominciano ora proprio dalla Fiat.

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Fiat, ultimatum di Marchionne: “Dai sindacati sì o no”

Ultimatum di Marchionne

Continua più caldo che mai il braccio di ferro estivo sul destino della Fiat. Dall’amministratore delegato Sergio Marchionne, a margine dell’incontro tra il gruppo torinese, le parti sociali e il governo di cui vi abbiamo parlato oggi, arriva una sorta di ultimatum ai sindacati. Destinatario in particolare lo scetticismo della Cgil, con il leader confederale Epifani che in conferenza stampa ha detto di non comprendere il clima di “ottimismo” espresso anche dai suoi colleghi.

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Fiat: lo stabilimento in Serbia non uccidera’ Mirafiori

Fiat Mirafiori

Gli operai di Fiat Mirafiori possono stare tranquilli: lo spostamento della produzione della nuova monovolume in Serbia, non cancellera’ lo storico stabilimento torinese. Questo il senso delle parole di Sergio Marchionne, che oggi e’ intervenuto presso la Sala della Giunta Regionale di Piazza Castello, a Torino, nuovamente per parlare del futuro del gruppo automobilistico ed in particolare di questa fabbrica. L’Amministratore Delegato del gruppo, infatti, ha detto che il trasferimento in Serbia della produzione del nuovo progetto della Fiat non danneggera’ in alcun modo Mirafiori.

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Fiat di Pomigliano: nasce la societa’ Fabbrica Italia

Fiat di Pomigliano

Lo stabilimento Fiat di Pomigliano sara’ gestito da una nuova societa’ che e’ gia’ stata iscritta presso il Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Torino: lo scorso 19 luglio, infatti, e’ nata Fabbrica Italia, una nuova struttura societaria, controllata al 100 per cento dal Fiat Partecipazioni, con un captale di 50mila euro. Il Presidente di questa nuova controllata della Fiat e’, ovviamente, Sergio Marchionne: un atto dovuto per il piano di rilancio dello stabilimento campano di Pomigliano, che consentira’ al gruppo di portare a termine le promesse fatte ai lavoratori.

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Fiat, produzione in Serbia: Sacconi interviene sulla questione

Maurizio Sacconi

Ora interviene nuovamente Maurizio Sacconi: dopo le dichiarazioni di ieri di Sergio Marchionne, sulla produzione in Serbia, presso lo stabilimento che realizzera’ la nuova monovolume del gruppo, anche il Ministro del Welfare e del Lavoro e’ costretto ad intervenire. L’Amministratore Delegato del Lingotto, infatti, ha sollevato un nuovo vespaio, annunciando il passaggio di testimone da Mirafiori alla Serbia, per la produzione della monovolume a targa Fiat e sottolineando che la produzione sarebbe rimasta in Italia, se i sindacati avessero tenuto una condotta piu’ seria.

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Fiat: produzione in Serbia, con i sindacati italiani non si puo’ lavorare

Fiat

La Fiat trasferisce la sua produzione all’estero. Sergio Marchionne torna a parlare del difficile rapporto tra il gruppo automobilistico torinese e i sindacati italiani, sottolineando che e’ gia’ pronto un investimento da un miliardo di euro per la Serbia: 400 milioni arrivano dalla Bei, 250 dal governo di Belgrado e il resto lo mettera’ la Fiat. Il nuovo stabilimento del Lingotto in Serbia sara’ pronto a partire immediatamente e si occupera’ di produrre L0, un monovolume che andra’ a sostituire la Multipla e l’Idea, attualmente realizzate presso lo stabilimento torinese di Mirafiori.

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Fiat, trimestre ok con utili: nuovo piano societario

Fiat Lingotto a Torino

La Fiat torna a registrare segnali positivi. Nel secondo trimestre di questo 2010, infatti, la casa automobilistica del Lingotto ha segnato un utile netto pari a 113 milioni di euro, contro la perdita di 179 milioni di euro registrata invece nel secondo trimestre del 2009. L’utile della gestione ordinaria e’ raddoppiato, passando a 651 milioni di euro, con ricavi in aumento del 12,5 per cento, passando a 14,8 milioni di euro. Dati confortanti resi noti dal Gruppo Fiat ed approvati dal Consiglio di Amministrazione, che ora pensa a dei piani strategici di riorganizzazione societaria.

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Fiat: licenziati tre operai di Melfi. Venerdi’ scioperano tutti gli stabilimenti

Fiat di Melfi

Proteste alla Fiat di Melfi. Tutta colpa della decisione del Lingotto di licenziare tre operai del reparto montaggio dello stabilimento che sorge in provincia di Potenza: presso la fabbrica dove si produce la Punto Evo, infatti, tre dipendenti sono stati sospesi giovedi’ scorso, con l’accusa di aver ostacolato il lavoro di un carrello robotizzato in occasione di un corteo interno allo stabilimento, impedendo cosi’ ad altri operai, che non partecipavano allo sciopero, di fare il loro lavoro. Un operaio Fiat ha ricevuto la sua lettera di licenziamento attraverso un telegramma, mentre altri due, delegati della Fiom, non sono stati ancora raggiunti da alcuna comunicazione.

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Fiat di Pomigliano: la Panda verra’ realizzata in Italia

Fiat di Pomigliano

La Fiat Panda verra’ prodotta a Pomigliano. Il Lingotto, infatti, ha finalmente deciso dove verra’ realizzato il nuovo modello di questa automobile. Dopo il referendum condotto presso lo stabilimento del napoletano, con un risultato positivo del 62 per cento tra i lavoratori della fabbrica, molte le polemiche per la possibile decisione della Fiat di non rispettare i patti, lasciando la questione Panda ferma in Polonia. Oggi la notizia che il gruppo automobilistico torinese ha deciso di riportare nel nostro paese la realizzazione della Fiat Panda, che verra’ affidata allo stabilimento di Pomigliano.

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Fiat di Pomigliano: Sergio Marchionne, la Panda rimarra’ in Polonia

Fiat Panda

La Nuova Fiat Panda continuera’ ad essere costruita in Polonia. Dopo il voto al Referendum che si e’ svolto presso lo stabilimento di Pomigliano, che ha visto prevalere il si’, con una maggioranza di poco superiore al 60 per cento, il Lingotto si e’ detto spiazzato dall’esito delle urne. Per questo ha deciso di non cambiare il programma sulla produzione della vettura, ammettendo pero’ che sono al vaglio altre proposte da sottoporre alle tute blu dello stabilimento Fiat campano. Una situazione che si fa ogni giorno piu’ delicata, per la situazione in cui vivono gli operai del gruppo, sempre piu’ incerti sul futuro.

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Fiat di Pomigliano: dopo il referendum, Sergio Marchionne ha dei dubbi

Sergio Marchionne Fiat

Sergio Marchionne ora ha dei dubbi. Dopo il voto degli operai dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco, che ha visto una maggioranza, non netta, ma pari al 60 per cento, di tute blu che hanno votato per il si’, il numero uno della casa automobilistica torinese sta ripensando il piano proposto, con i finanziamenti per trasferire la produzione della nuova Panda dalla Polonia in Italia, proprio nel napoletano. Dal Lingotto ci arrivano delle indiscrezioni che gettano una nuova luce sul futuro dello stabilimento: pare che la Fiat si aspettasse una percentuale di si’ vicina all’80 per cento. Il 60 per cento non basta?

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Fiat di Pomigliano: al Referendum vince il si’

Fiat di Pomigliano

Le tute blu della Fiat di Pomigliano hanno espresso il loro voto in merito al Referendum sul futuro dello stabilimento automobilistico. La maggioranza ha votato per il si’: il 63,4 per cento degli operai ha espresso un parere positivo in merito all’accordo per il destino dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco. Contrario all’accordo il 36 per cento. Sono state scrutinate 4.642 schede, per un totale di 4881 votanti, 2.888 dei quali sono favorevoli, mentre 1.673 sono contrari. 59 le schede nulle, mentre 22 le schede bianche. Da Polo di Nola, dove si e’ votato come a Pomigliano, e’ arrivato un no, con solo 77 voti favorevoli e 192 contrari.

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Fiat di Pomigliano: oggi il giorno del Referendum

Fiat di Pomigliano

Oggi la Fiat di Pomigliano va al voto con un referendum che potrebbe decidere le sorti dello stabilimento automobilistico a rischio chiusura. Ovviamente la tensione e’ molto alta: grande l’attesa per questa consultazione sul piano che Sergio Marchionne ha proposto, ma che ha diviso i sindacati. Il quesito proposto e’ questo: “Sei favorevole all’ipotesi d’accordo del 15 giugno 2010 sul progetto “Futura Panda” a Pomigliano?”. La Fiat spera in una larga maggioranza del si’, ma il dissenso della FIOM e’ troppo pesante. Vedremo come andra’ a finire questa lunga giornata.

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