
Ad un anno di distanza dalla morte di Eluana Englaro, si torna a parlare del suo caso. Anche la politica interviene nuovamente a proposito della morte della ragazza, in stato vegetativo per 17 anni: l’Italia si era divisa in due, tra chi difendeva il padre, che voleva porre fine alle sofferenze della figlia, e chi invece era a favore della decisione di continuare a tenere in vita questa ragazza. In questi giorni anche il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e’ intervenuto in merito al caso di Eluana Englaro, rammaricandosi di non averla potuta salvare.

L’ultimo numero di Dylan Dog, intitolato Mater Morbi, sta facendo molto discutere, per le tematiche trattate. L’albo numero 280, infatti, parla di salute, di malattia ed in particolare di un tema molto scottante, ovvero quello dell’accanimento terapeutico e dell’eutanasia. La storia che vede coinvolto l’indagatore dell’incubo in prima persona ci racconta della dura convivenza con la malattia e di due aspetti legati alle cure che si devono prestare ad un paziente morente: da un lato la decisione di un medico di mantenerlo in vita nonostante non ci siano speranze, dall’altro la scelta di un medico di alleviare le sue sofferenze. Proprio questa duplice posizione, legata profondamente al tema, sempre di attualita’, dell’eutanasia, ha sollevato moltissime polemiche.
Colin Hendry ha dovuto prendere una decisione davvero molto dolorosa. Il noto calciatore scozzese, che e’ stato anche capitano della sua nazionale, oltre che stopper per il Manchester City, ha staccato la spina della moglie, lasciandola morire dopo sette lunghi anni di coma.
Vi ricordate la storia del piccolo Tommy, il bambino rapito e poi ucciso la sera del 2 marzo 2006? Per la sua famiglia non c’e’ proprio pace. Qualche tempo fa, infatti, il padre, Paolo Onofri, si e’ sentito male: un infarto che lo ha colpito l’11 agosto 2008 lo ha fatto cadere in uno stato vegetativo. Ed ora a parlare e’ la moglie Paola.
Eluna Englaro continua a far parlare del suo caso. Poco fa il nostro Gio ci raccontava dello stop del ministro Sacconi per staccare il sondino a Eluana. Secondo lui la sentenza della Corte di Cassazione non dovrebbe essere eseguita, perche’ va contro le sue decisioni ministeriali. Ma dalla clinica di Udine fanno sapere che i volontari ci sono. E sono pronti a rendere realta’ la sentenza.

In un periodo in cui l’Italia, paese simbolo di contraddizioni e lungaggini giudiziarie indicibili, non gode certo di una buona “reputazione giudiziaria” all’estero, ad aggiungere benzina sul fuoco delle polemiche ci pensa direttamente il nostro parlamento: il caso Eluana Englaro era stato chiuso con la definitiva sentenza di cassazione ma… il ministro Sacconi e la clinica di Udine si oppongono alla sentenza…
La Corte di Cassazione ha preso la sua decisione, respingendo cosi’ il ricorso presentato dalla Procura di Milano in merito al controverso caso di Eluana Englaro. Papa’ Beppino ha finalmente vinto la sua lunga battaglia che dura da 17 anni: si potra’ sospendere legalmnete l’alimentazione e l’idratazione a Eluana Englaro.
Non ce l’ha fatta Colin, il cucciolo di balena che da qualche giorno stava intenerendo i cuori di mezzo mondo. Era troppo debole, i veterinari e i zoologi avevavo tentato di nutrirlo, ma il piccolo balenottero non aveva neanche più la forza per succhiare il latte artificiale. E così è stato necessario sopprimerlo.
In questi giorni, in Italia, molto si è parlato di eutanasia e diritti dell’individuo di scegliere se, quando e come terminare la propria vita, tema da sempre dibattuto e di cui ognuno dovrebbe essere libero di farsi la propria idea. Dopo il via libera concesso dai giudici alla libertà di staccare le macchine e liberare Eluana Englaro dai suoi 16 anni di malattia, l’esempio di questa lotta viene preso anche da Paolo Ravasin (tra i tanti) che, viste le enormi polemiche del caso-Eluana ha deciso di lasciare preventivamente un videomessaggio in cui dichiara le sue volontà.
Tutti vi ricorderete la storia di Eluana Englaro, quella ragazza in coma da 16 anni, tenuta in vita in stato vegetativo permamente grazie ad un trattamento di alimentazione e di idrazione forzato. Il padre ha sempre chiesto che questa storia abbia fine. Ed oggi il Corte d’Appello ha stabilito che questo trattamento puo’ essere interrotto.
In questi giorni è tornato d’attualità il caso giudiziario di Bruno Contrada, l’ex agente del Sisde, finito in carcere molto tempo fa. Lui continua a proclamarsi innocente. Mentre i suoi familiari e i legali chiedono per lui la grazia. L’ultimo colpo di scena proprio oggi: Bruno Contrada ha chiesto l’eutanasia. Ma chi è Bruno Contrada?

Nel nostro paese il caso più famoso, che ha portato alla ribalta il tema dell’eutanasia, è stato quello di Welby. Ma in Svizzera c’è un’associazione che ogni tanto fa parlare di sè e che riguarda proprio questo tema. Stiamo parlando di dignitas, il gruppo che organizza veri e propri “suicidi assistiti”. L’ultima notizia che ci arriva da Dignitas è questa: due persone sono state “aiutate” a suicidarsi all’interno di un’auto.