Egitto

Egitto: peggiora lo stato di salute di Mubarak, si teme la sua morte

mubarak peggiora salute

Continuano a peggiorare le condizioni di salute dell’ex presidente dell’Egitto Hosni Mubarak: il suo declino è ormai inesorabile. E’ stato Asharq al-Awsat, quotidiano dell’Arabia Saudita a pubblicare questo ultimo bollettino medico: la notizia è stata poi subito ripresa e citata dal Guardian. Secondo il quotidiano saudita, non solo Mubarak starebbe peggiorando rapidamente, ma rifiuterebbe anche qualsiasi trattamento medico. Ricordiamo come dopo la notizia delle dimissioni di Mubarak, l’ex presidente fosse sparito dalla circolazione: la stampa mondiale si interrogava sulla sua scomparsa.

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Egitto: che fine ha fatto Mubarak? Le ipotesi della stampa

mubarak hosni

Dalle sue dimissioni si sono perse le tracce di Hosni Mubarak e le ipotesi sulla sua sorte cominciano a farsi largo sui quotidiani egiziani e internazionali. Secondo alcuni infatti l’ex presidente avrebbe trovato rifugio negli Emirati Arabi dove ha raggiunto la sua famiglia, scappata dall’Egitto lo scorso martedì; per altri invece il rais sarebbe giunto in Germania. C’è chi addirittura sostiene che sia in coma, una notizia riportata dal Al Masri Al Youm, un quotidiano che ha scritto la clamorosa notizia secondo cui il presidente deposto sarebbe entrato in coma nella notte di sabato nella sua residenza di Sharm El Sheikh e che la famiglia non abbia ancora deciso come procedere.

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Egitto: rubate 2 statue di Tutankhamon, Parlamento sciolto dai militari

tutankhamon cacciatore

In Egitto è stato fatto il bilancio dell’assalto al Museo egizio del Cairo del 2 febbraio: a quanto pare sono scomparsi otto reperti di valore inestimabile, fra cui due statue di Tutankhamon e parecchi altri oggetti. Hawass ha dichiarato che sono sparite una statuetta di legno placcata in oro che rappresenta il giovane faraone mentre va a caccia e un’altra, sempre dello stesso materiale, mentre ha sulle spalle una dea. Sono spariti anche una statua del faraone Akhenaten, la testa in pietra della principessa di Amarna, una statuetta di uno scriba di Amarna, uno scarabeo di Yuya e 11 statuette in legno.

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Egitto: le reazioni di Obama e dei leader mondiali alle dimissioni di Mubarak

Non sono tardate ad arrivare le reazioni dei leader mondiali alla notizia delle dimissioni di Mubarak in Egitto. In primis quelle di Barack Obama: il presidente degli Stati Uniti sostiene che l’Egitto è solo all’inizio della fase di transizione e che la democrazia di sicuro vincerà. Obama ha poi ribadito che l’Egitto avrà il pieno sostegno degli Stati Uniti e ha chiesto di fermare le violenze: “È stata la forza morale della non violenza, e non il terrorismo, non le uccisioni folli, a curvare ancora una volta l’arco della storia verso la giustizia. La giornata di oggi appartiene al popolo egiziano e il popolo americano è commosso da queste scene”.

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Egitto: dimissioni di Mubarak, la piazza in festa

Questa volta la notizia è ufficiale: Mubarak si è dimesso dalla carica di presidente dell’Egitto. Lo ha comunicato Omar Suleiman, il vicepresidente, durante un intervento in televisione, di cui vi riproponiamo il video: “Cittadini, in nome di Dio misericordioso, nella difficile situazione che l’Egitto sta attraversando, il presidente Hosni Mubarak ha deciso di dimettersi dal suo mandato e ha incaricato le forze armate di gestire la situazione nel Paese. Che Dio ci aiuti”. Con queste parole Suleiman ha annunciato le dimissioni di Mubarak: immediata l’esplosione di gioia della piazza.

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Egitto: Mubarak resta fino alle elezioni, l’ira di Barack Obama

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Ieri sembrava che finalmente in Egitto Mubarak si fosse dimesso: niente di più lontano dalla verità. In un discorso tv, Hosni Mubarak ha dichiarato: “Affido i miei poteri al vice presidente (Omar Suleiman) in base a quanto previsto dalla Costituzione fino alle nuove elezioni che si terranno in settembre a cui non mi candiderò”. Questo nonostante la piazza, l’opposizione e l’esercito avessero chiaramente fatto capire di non gradire neanche Suleiman alla guida del Paese: vogliono un cambiamento radicale. Che non ci sarà, perchè nel discorso Mubarak ha sottolineato come “Non lascerà mai questa terra. Non accetterò mai diktat” che arrivano da Paesi stranieri. Il riferimento è chiaramente agli Stati Uniti.

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Egitto: Mubarak si è dimesso, l’esercito contro Suleiman, golpe in atto

Aggiornamento ore 22,34: come dicevamo, la situazione in Egitto è in continuo mutamento. E’ arrivata la notiza che Mubarak è riuscito a tenere il discorso in cui conferisce a Suleiman i suoi poteri. Ha poi dichiarato che intende rimanere in Egitto. All’annuncio, piazza Tahrir si è sollevata chiedendo immediatamente l’intervento dell’esercito.

Mubarak si è dimesso: non è più presidente dell’Egitto. In realtà sono stati i soldati dell’esercito a decidere di agire e hanno deposto Hosni Mubarak. La stessa decisione sarebbe stata presa anche dal partito del presidente, che pensava di dare la carica a Omar Suleiman, il vicepresidente e capo dei servizi segreti. Ma l’esercito e la piazza non gradiscono neanche Suleiman: vogliono un cambiamento radicale. Secondo Al Jazeera l’esercito egiziano ha impedito la diffusione di un discorso di Mubarak nel quale lui stesso avrebbe dovuto conferire tutti i suoi poteri a Suleiman.

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Egitto: gravi perdite per l’economia mentre la protesta continua

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La protesta in Egitto non si ferma: in queste notti sono in migliaia a restare accampati in piazza Tahrir con tende e coperte e presidiano la piazza. Nella giornata di ieri sono stati in 10 mila a riunirsi per chiedere nuovamente l’allontanamento di Mubarak; se quindi il Cairo sembra una città più tranquilla rispetto ai giorni precedenti, è nelle zone circostanti che si verificano alcuni scontri, come è successo in un’oasi nella provincia di Al-Wadi Al-Jadid. Intanto la situazione egiziana sta causando enormi danni all’economia stessa del paese, con perdite che sfiorano i 310 milioni di dollari al giorno mentre gli Usa hanno fatto sapere che non sono soddisfatti dell’operato del governo egiziano.

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Egitto: Suleiman pronto a mediare, ma la piazza non vuole Mubarak

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Continuano le tensioni in Egitto: la popolazione continua a radunarsi in piazza, nonostante Suleiman si sia dichiarato pronto a mediare. Migliaia di persone si trovano intorno alla sede dell’Assemblea del Popolo e alla televisione di stato. Alcuni manifestanti dichiarano: “È stato annunciato un aumento dei salari. Provano ad ingannarci. È una bustarella politica per ridurre il popolo al silenzio: il popolo non ha fiducia nel nuovo governo”. E continuano anche le manifestazioni in piazza Tahrir, al Cairo, nonostante il governo stia facendo nuove concessioni.

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Egitto: liberato il manager di Google. Mubarak incontra l’opposizione

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E’ stato liberato in Egitto Wael Ghonim, manager di Google in Medio Oriente e web attivista, diventato simbolo della rivolta contro Mubarak. L’uomo era stato rapito il 28 gennaio scorso, dopo aver pubblicato un articolo in rete in cui si accusava il governo egiziano di essere l’autore alcuni crimini di guerra che si sarebbero compiuti durante le manifestazioni in piazza Tahrir. A rendere nota la sua liberazione è stata l’emittente televisiva Al-Arabiya. Intanto nel paese il coprifuoco è cambiato, concedendo così un’ora in più ai cittadini delle tre principali città, Cairo, Alessandria e Suez mentre al governo Mubarak ha incontrato i leader del partito Fratelli Musulmani.

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Egitto: sit in e lento ritorno alla normalità

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Mentre il presidente Obama invita l’Egitto alla formazione di un governo di transizione, il paese sta lentamente tornando alla normalità: alcuni negozi, supermercati e banche hanno riaperto, benché per poche ore, anche se sono ancora molti quelli riuniti in piazza Tahrir, centro della protesta, a chiedere l’allontanamento dal paese da parte di Mubarak. Il dialogo con le differenti fazioni politiche prosegue e proprio domenica il potente partito Fratelli Musulmani si è riunito assieme al governo definendo però insufficienti le riforme e i cambiamenti attuati dalle autorità.

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Egitto: al via il “Comitato per le riforme”, Suleiman non vuole il posto di Mubarak

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Omar Suleiman è riuscito a raggiungere un accordo con l’opposione: entro marzo verrà creato un Comitato per le riforme in Egitto. In realtà si tratta solo di un inizio di accordo, specie con i Fratelli musulmani che protestano come le proposte di Mubarak e del suo partito siano assolutamente “insufficienti” per uscire dalla crisi egiziana. Per adesso i Fratelli musulmani considereranno queste proposte solo come un punto di partenza, ma avvisano chiaramente: “Se vediamo in futuro che il dialogo non è serio certamente inviteremo il popolo a una nuova rivolta”. Intanto domenica mattina, un milione di manifestanti si è di nuovo riunito in piazza Tahrir, in un corteo dedicato alle vittime degli scontri.

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Egitto: Mubarak non si dimette, cambia i vertici del partito

E’ stata smentita la notizia delle dimissioni di Mubarak: ieri Al Jazeera e poi la tv di Stato egiziana aveva dichiarato che il presidente dell’Egitto si era dimesso dalla sua carica. In realtà Mubarak aveva solamente deciso di cambiare i vertici del suo partito. Come annunciato da Mena, l’agenzia di stampa: “Il presidente dell’Egitto ha deciso di nominare Hossam Badrawi segretario generale del Pnd”. Già precedentemente i vertici del Pnd avevano dato le loro dimissioni. Ma ieri è stata una giornata di correzioni per quanto riguarda le dichiarazioni provenienti dall’Egitto.

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Egitto: i saggi vogliono Suleiman come presidente

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Il “Comitato dei Saggi” ha chiesto a Omar Suleiman, vicepresidente dell’Egitto, di assumere le prerogative del ruolo di presidente: in questo modo Hosni Mubarak rimarrebbe capo di stato solo di nome. E sembra che Suleiman abbia accettato questa proposta, basata sull’art. 139 della Costituzione egiziana. I “Saggi” sono un gruppo di personalità di spicco del mondo politico, economico e culturale egiziano. Fra le altre proposte, anche l’assenza di un candidato dei Fratelli Musulmani alle prossime elezioni e la richiesta della formazione di un governo tecnico per superare questa fase di transizione.

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Egitto: la diplomazia internazionale al lavoro, reporter italiani arrestati

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Per l’Egitto questo dovrebbe essere il giorno della verità. ElBaradei e i suoi sostenitori hanno infatti dato un ultimatum a Mubarak affinchè lasci il paese entro la giornata di oggi e intanto sono in molti gli egiziani radunatisi nella piazza di Tahrir, diventata il cuore della protesta egiziana. Intanto due giornalisti italiani, Michele Giorgio del Manifesto e Giovanni Porzio di Panorama, sono stati arrestati, interrogati e poi subito rilasciati e da allora la stampa vive i relegata negli alberghi, impossibilitata ad uscire dopo gli arresti e le intimidazioni subite. Secondo Al Jazeera i social network avrebbero ripreso a funzionare nel paese e proprio tramite Facebook e Twitter i maggiori esponenti dell’opposizione lancerebbero i loro comunicati. Sul piano internazionale c’è grande tensione, soprattutto in Israele ma anche in Iran che tiene gli occhi puntati sull’Egitto.

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