
Renato Brunetta non e’ il primo politico italiano ad aver dichiarato guerra ai fannulloni della Pubblica Amministrazione. Prima di lui c’e’ stato un ben piu’ famoso uomo di stato, un certo Benito Mussolini, che nel 1941 (piu’ di 60 anni prima dell’attuale ministro del Governo Berlusconi) si prodigava affinche’ i dipendendi degli uffici pubblici lavorassero a pieno regime, senza perdere tempo e, soprattutto, senza rubare lo stipendio allo stato. Dalla storia e’ emerso, infatti, un telegramma, con il quale Benito Mussolini esortava i fannulloni a fare il proprio dovere.
Che l’Italia sia uno Stato dove le notizie curiose non mancano è cosa nota a tutti, ma, a volte, il nostro paese riesce ancora a stupire: in alcuni comuni della Basilicata, l’MSI, ha approvato e fatto partire una campagna che lascia un po’ perplessi. Se chiamerete vostro figlio Benito, o vostra figlia Rachele, ecco per voi… ben 1.500 euro di aiuto!
Erano state sequestrate un mese fa, perchè le loro etichette erano state considerate controverse. Ma oggi il Tribunale di Sorveglianza di Bolzano ha deciso di rimettere sul mercato le bottiglie della Linea Storica di Lunardelli, una casa produttrice di vino di Udine che usava le immagini di Adolf Hitler e di Benito Mussolini sulle etichette dei suoi vini. E’ la seconda volta che accade. Ed è la seconda volta che viene data ragione all’azienda vinicola.

Marcello Dell’Utri ne è sicuro: quei diari che il politico è riuscito a leggere sono effettivamente appartenuti a Benito Mussolini. I testi di cui parla, sarebbero stati scritti dal Duce nel periodo che va dal 1935 al 1939, quando i rapporti con Adolf Hitler diventarono più stretti e nel periodo in cui l’Italia decise di entrare in guerra. Ecco allora uno dei passi più significativi tratti dai diari di Benito Mussolini, ora custoditi da un notaio.