
Conoscere tutte le lingue del mondo è un’impresa decisamente impossibile. Come fare se dall’altra parte del telefono, magari in occasione di un’importante chiamata di lavoro, troviamo qualcuno che non parla la nostra lingua e nemmeno l’inglese? Se non conosciamo la sua parlata o se entrambi non riescono a trovare una lingua con la quale comunicare, la telefonata diventa impossibile da portare avanti. Niente paura: presto arriverà un traduttore per le telefonate. Ci sta pensando Google, che ha in mente un traduttore praticamente istantaneo, per parlare con qualsiasi persona al telefono, anche se questa parla una lingua a noi sconosciuta.

Prima Google e’ andato incontro al governo cinese, accettando il compromesso di oscurare alcune pagine, che al regime di Pechino non andavano giu’: in questo modo nel paese la popolazione non poteva accedere, ad esempio, alle pagine che ci mostravano le immagini di piazza Tiananmen o altre storie considerate scomode. Ma da quando alcuni hacker cinesi hanno cercato di intrufolarsi nei server di Google, per scoprire l’identita’ di alcuni dissidenti, il motore di ricerca ha cambiato strategia: via la censura in Cina, anche a costo di perdere questo mercato.

Google e’ la parola del decennio che ci siamo appena lasciati alle spalle: il primo di questo Duemila che stiamo vivendo e’ stato caratterizzato, anche dal punto di vista linguistico, dal motore di ricerca. Questo e’ quanto ci dicono dall’American Dialect Society, che a Baltimora hanno deciso quali fossero le parole che hanno caratterizzato il decennio che ci siamo lasciati alle spalle: i linguisti americani, nel loro annuale congresso, infatti, hanno celebrato, come parole del decennio, proprio Google, un nome che tutti conosciamo e pronunciamo ogni giorno.
Per Google Michelle Obama e’ una scimmia. Se voi cercate, infatti, sul motore di ricerca piu’ utilizzato della rete, un’immagine della nuova First Lady, tra le prime che vi arriveranno dall’archivio di Google ce n’e’ una nella quale il volto di Michelle Obama e’ equiparato a quello di una scimmia.
ImHalal e’ un nuovo motore di ricerca. Funziona praticamente come Google, ma e’ dedicato esclusivamente al mondo musulmano. Sono moltissimi, infatti, i fedeli dell’Islam a preferire questo sito, per le loro ricerche su internet, al posto che utilizzare i classici motori di ricerca disponibili in rete.

Google con il suo logo ha di nuovo celebrato un grande evento, un compleanno da ricordare per sempre. Ma questa volta si tratta di un’autocelebrazione. Per festeggiare l’undicesimo compleanno del motore di ricerca, infatti, la scritta “Google” e’ diventata per un giorno “Googlle“, dove le due “ll” indicavano il numero 11.

Il mistero di Google e’ stato svelato. Nel weekend, infatti, in molti si erano domandati perche’ il motore di ricerca aveva messo online un logo nuovo, nel quale si vedeva la lettera “O” che veniva rapita da una navicella spaziale. Per tutto il fine settimana si sono scervellati per scoprirlo e alla fine la soluzione e’ arrivata dal Telegraph.
Rajeev Motwani e’ morto. Il suo nome e’ profondamente legato a quello di Google: il professore 47enne della Stanford University, infatti, e’ stato il creatore dell’algoritmo di Google. Lui era il docente di Larry Page e Sergey Brin, creatori del motore di ricerca piu’ utilizzato di tutto il mondo.
Tetris, il popolare gioco da computer, con il quale tutti abbiamo giocato almeno una volta nella vita, e che per molti di noi e’ stato una droga, compie i suoi primi 25 anni. A crearlo nel 1984 un matematico di Mosca, Alexei Pajitnov, che non sapeva di aver creato uno dei giochi piu’ famosi di tutto il mondo.
Paul McCartney ama che la sua privacy venga rispettata. Per questo quando la sua villa di Londra, la tenuta St John’s Wood, e’ apparsa su Google Street View, il servizio di Google che ci permette di navigare per le strade di tutto il mondo come se fossimo li’, ha chiesto immediatamente che la sua dimora venisse tolta. Richiesta che e’ stata accontentata.
Gli tsunami possono essere previsti e si puo’ lanciare un allarme alla popolazione, con un po’ di preavviso. Tutto merito di Google Earth: il servizio di Google, con il quale si puo’ vedere il nostro pianeta dai satelliti, puo’ essere davvero molto utile per la previsione degli tsunami. Ne sono convinti dei ricercatori inglesi.
Povero Bambi: Google lo ha ucciso. Non si tratta di una versione alternativa della favola resa celebre dal cartone animato della Disney. Ma della cruda realtà. Una Google Car, infatti, che stava scattando le fotografie per il servizio di Google Street View ha travolto un povero cerbiatto che stava attraversando la strada. Dopo le segnalazioni di alcuni blogger.
Anche Google, ogni tanto, si ammala. Il principale motore di ricerca che noi tutti utilizziamo tutti i giorni per cercare in rete quello che più ci interessa, nella giornata di ieri è rimasto bloccato per più di 30 minuti. Il blackout, con tutta probabilità, è stato causato dall’attacco di un virus. Anche se le cause certe non si conoscono ancora.