Giorgio Napolitano

Giorgio Napolitano: celebrazioni per i 140 anni di Roma Capitale

Foto: Celebrazioni 140 anni Roma Capitale

Giorgio Napolitano ha partecipato a Roma per i 140 anni dalla nomina della città come capitale del nostro paese. Alla cerimonia che si è svolta a Porta Pia hanno partecipato moltissime istituzioni: c’erano il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta e altri ancora. Tutti insieme per celebrare un importante anniversario, che arriva poco prima della celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, ovvero i 140 anni dalla scelta di Roma Capitale d’Italia.

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Giorgio Napolitano: più risorse economiche alle scuole

Giorgio Napolitano a teatro

Giorgio Napolitano chiede più risorse per le scuole italiane. In occasione di un suo incontro con il pubblico del Giffoni Film Festival, infatti, il Presidente della Repubblica si è rivolto ai giovani ragazzi che lo hanno accolto con entusiasmo, sventolando bandierine tricolore. Giorgio Napolitano, visibilmente contento, ha risposto alle loro domande, ringraziando gli organizzatori della manifestazione grazie alla quale, afferma il Capo dello Stato, i ragazzi possono crescere bene. Ma dal momento che si trovava di fronte ad un pubblico di bambini, il suo intervento non poteva non riguardare anche la scuola italiana.

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Giorgio Napolitano: a Porta San Paolo per ricordare la Resistenza

Napolitano Resistenza

Oggi 8 settembre Giorgio Napolitano in un suo discorso a Porta San Paolo ha ricordato la Resistenza, cominciata l’8 settembre del 1943 quando l’Italia firmò l’armistizio con gli Alleati. E il Presidente ha voluto sottolineare come “il messaggio della Resistenza è sempre attuale“. Durante la cerimonia Napolitano, affiancato dal ministro della Difesa e dai rappresentanti delle istituzioni locali, ha deposto una corona d’alloro al Parco della Resistenza e ha scoperto una lapide in ricordo delle molte donne che morirono tra l’8 e il 10 settembre per difendere la patria.

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Il messaggio di Giorgio Napolitano in ricordo di Dalla Chiesa

Generale Dalla Chiesa

In occasione del 28° anniversario della morte del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti e dell’agente Domenico Russo, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato un lungo messaggio al prefetto di Palermo Giuseppe Caruso evidenziando due punti fondamentali: il rafforzamento, soprattutto nei giovani, della cultura della legalità e un sempre maggiore sostegno da parte dello Stato verso le forze dell’ordine e la magistratura che quotidianamente combattono contro la criminalità e le sue organizzazioni. Un messaggio forte che ha ottenuto l’approvazioni di molti membri del governo.

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Giorgio Napolitano: il processo breve finira’ come il Ddl sulle intercettazioni

Giorgio Napolitano

Giorgio Napolitano, da Venezia, interviene in merito alla questione del processo breve, ritornata in auge negli ultimi giorni con le parole del Ministro della Giustizia Angelino Alfano. Il Capo dello Stato, che verra’ interpellato sulla questione di questo disegno di legge, ricorda ai giornalisti che gli fanno domande quello che e’ accaduto alla Legge Bavaglio, al Ddl sulle intercettazioni telefoniche. Secondo lui, la storia del processo breve fara’ la stessa fine. Intanto in serata Frattini ha scritto una lettera al Ministro degli Esteri dell’Unione Europea per spiegare i perche’ di questa legge.

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Napolitano da Venezia: “La politica si concentri sull’economia”

Napolitano-Biennale-Venezia

Questa mattina il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è giunto in visita, accompagnato della moglie Clio, alla Biennale di Venezia e ha avuto modo di incontrare i giornalisti e parlare con loro riguardo alla crisi politica ed economica. Come ha dichiarato lo stesso Napolitano “la politica si deve concentrare sull’economia“. Il Capo dello Stato sostiene infatti che, nonostante l’approvazione della manovra economica, la politica non dovrà smettere di occuparsi della situazione economica del nostro paese.

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Fiat: Angelo Bagnasco suggerisce di ascoltare Giorgio Napolitano

Angelo Bagnasco

Angelo Bagnasco interviene a parlare in merito della situazione della Fiat in Italia. Il Presidente della Cei, infatti, in occasione del suo intervento al Santuario della Guardia, sul monte Figogna, per celebrare il 520esimo anniversario dell’apparizione della Madonna, ha voluto dire la sua in merito ad una situazione davvero molto delicata, come quella del lavoro di una delle piu’ grandi aziende del nostro paese. Il cardinale ha suggerito di ascoltare con attenzione le parole del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, espresse in merito alla situazione della Fiat di Melfi.

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Fiat di Melfi: l’intervento di Giorgio Napolitano per gli operai licenziati

Giorgio Napolitano

Giorgio Napolitano interviene in merito alla situazione dei tre operai di Melfi che non possono ritornare al lavoro. La Fiat li aveva licenziati, con l’accusa di aver impedito ad altri colleghi di lavorare in un giorno di mobilitazione interna allo stabilimento. I tre metalmeccanici avevano allora fatto ricorso e il Tribunale del Lavoro aveva emesso una sentenza in loro favore, obbligando di fatto la Fiat al reintegro dei lavoratori. Ma il Lingotto non ne vuole sapere e, fino al contro-ricorso presentato, invita gli operai a non presentarsi in fabbrica. I tre metalmeccanici hanno allora scritto al Capo dello Stato.

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Francesco Cossiga morto: il ricordo di Giorgio Napolitano

Francesco Cossiga viene ricordato da un suo amico e collega, nonche’ successore. Anche Giorgio Napolitano, infatti, si e’ recato a dare il suo ultimo saluto al presidente emerito della Repubblica Italiana, che si e’ spento all’eta’ di 82 anni presso l’Ospedale Policlinico Gemelli di Roma, dove si trovava ricoverato da qualche giorno. Ieri la Camera Ardente, affollata di personalita’ politiche, oggi, invece, i funerali dell’ex Capo di Stato, che per sua volonta’ saranno celebrati in forma privata, nella sua Sardegna, alla presenza di famigliari e pochi amici, lontano dalle istituzioni. Ecco allora il ricordo di Giorgio Napolitano.

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Giorgio Napolitano: se tradisco la Costituzione, mi mettano sotto accusa

Giorgio Napolitano costituzione

Giorgio Napolitano e’ stato chiaro: in una nota resa pubblica dal Quirinale, infatti, il capo dello stato ha risposto ad un’intervista di Maurizio Bianconi, il vice Presidente del Popolo della Liberta‘ alla Camera dei Deputati, pubblicata domenica scorsa sul Giornale. Il politico lanciava insinuazioni sul Presidente della Repubblica, rilasciando dichiarazioni considerate gravi ed avventate dal Quirinale, dal momento che ha sostenuto che Giorgio Napolitano sta di fatto tradendo la Costituzione. La nota del Capo dello Stato sottolinea che se lui tradisce la carta costituzionale, che lo mettano in stato d’accusa.

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Napolitano sulle elezioni anticipate: il pericolo del vuoto politico

Napolitano contro il voto subito

Giorgio Napolitano mette in guardia contro i rischi di andare subito alle urne con un Paese diviso e il “vuoto politico” che potrebbe portare ad un “durissimo scontro elettorale”. Il presidente della Repubblica interviene così, con un’intervista al quotidiano L’Unità, dopo le ipotesi che si rincorrono ormai da alcune settimane di un voto anticipato dopo l’estate, per la debolezza in Parlamento dell’esecutivo guidato da Silvio Berlusconi dopo l’uscita dal Pdl dei finiani, ormai confluiti nel nuovo gruppo Futuro e Libertà per l’Italia.

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Anniversario della strage di Bologna: le parole di Giorgio Napolitano

strage di bologna

Giorgio Napolitano interviene in merito all’anniversario della Strage di Bologna: 30 anni fa una bomba esplose all’interno della stazione, in un giorno di particolare affollamento, di uno degli snodi principali della rete ferroviaria italiana. Piu’ di 80 le vittime di questo attentato: oggi le famiglie delle persone che hanno perso la vita nell’attentato della stazione di Bologna chiedono risposte ai tanti quesiti che sono ancora avvolti nel mistero. Risposte che vengono anche chieste dal Capo dello Stato, in una giornata in cui le polemiche riguardano l’assenza dei ministri sul palco della commemorazione.

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Nuovo Csm, Napolitano: “Rigore contro trame inquietanti”

Il presidente Napolitano sulla P3

“Squallide consorterie”. Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, commenta le vicende emerse dal caso P3, durante la cerimonia al Quirinale per il passaggio di consegne dopo l’elezione dei nuovi membri laici del Csm, il consiglio superiore della magistratura. Il Capo dello Stato si è rivolto ai nuovi eletti ricordando per i giudici l’importanza di essere un corpo unitario, lontano da singoli gruppi di espressione politica. E soprattutto sottolinenado la necessità di “rigorose regole deontologiche per i magistrati e per gli stessi componenti del Consiglio” mirate a fare riconquistare “prestigio e consenso tra i cittadini” alla magistratura.

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Giorgio Napolitano indignato per i casi di corruzione nella politica italiana

Giorgio Napolitano

Giorgio Napolitano e’ indignato. A non far piacere al Capo dello Stato sono i numerosi casi di corruzione che hanno riguardato e stanno riguardando ancora in questi giorni alcuni noti esponenti della politica italiana: casi giudiziari che hanno coinvolto moltissimi esponenti del partito di maggioranza, come per quanto riguarda l’inchiesta sulla nuova P3. Una situazione decisamente allarmante secondo il Capo dello Stato, che sottolinea, pero’, che la nostra democrazia sapra’ reagire e il nostro paese sapra’ risollevarsi anche da questa triste situazione.

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Giorgio Napolitano: il Csm discuta dell’inchiesta sulla nuova P3

giorgio napolitano riforme

Giorgio Napolitano interviene in merito all’inchiesta sulla nuova P3. Il Capo dello Stato pensa che si tratti di una questione piuttosto delicata ed e’ meglio che se ne occupi il Consiglio Superiore della Magistratura, nel suo prossimo incontro. Le sue parole sono state affidate ad una lettera che e’ stata inviata al Presidente del Csm, Nicola Mancino: il consiglio dovra’ occuparsi di questa nuova questione, che riguarda la nomina del presidente della Corte d’Appello di Milano e delle pressioni fatte su alcuni consiglieri per arrivare ad un determinato nome.

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