Wikileaks: oscurato il sito di Julian Assange

Questa mattina è stato oscurato per ben 6 ore Wikileaks. In realtà il dominio originale del sito di Julian Assange (Wikileaks.org) è stato del tutto eliminato dalla rete: la pagina web ora è raggiungibile solo tramite un indirizzo IP. E’ stato il provider americano EveryDNS.net a bloccare il dominio. Se adesso si vuole accedere ai documenti segreti svelati da Wikileaks, bisogna accedere tramite Wikileaks.ch, che ti rimanda sempre all’indirizzo IP. Infuriato Assange, colpevolizza gli Stati Uniti: “Il dominio Wikileaks.org è stato ucciso dagli Usa”.
Proprio nei giorni in cui Wikileaks sta rivelando tutti i documenti segreti e i telegrammi contenenti i giudizi degli ambasciatori americani sui governi e sui leader mondiali, il dominio del sito è stato oscurato. La decisione è stata presa proprio dal provider statunitense che forniva il servizio al sito di Julian Assange. EveryDNS.net ha dichiarato che il servizio è stato interrotto per violazione della clausula che dice: “il membro non deve interferire con l’utilizzo o la fruizione del servizio da parte di un altro membro o con l’utilizzo e la fruizione di servizi simili da parte di un altro soggetto”.
Recentemente Wikileaks è stato vittima di attacchi di pirateria informatica, sotto forma di rifiuto di servizio (DDOS). Questo potrebbe minacciare la stabilità dell’intero provider e così EveryDNS.net ha comunicato con 24 ore di anticipo la sospensione del servizio a Wikileaks, in quanto: “ogni inattività del sito wikileaks.org deriva dalla sua incapacità di usare un altro provider di servizi DNS (Domain Name System)”.
Non è la prima volta che Wikileaks viene sfrattato da un provider. Era già successo con Amazon e Tableau Software. Amazon aveva detto che la decisione di oscurare Wikileaks non era dovuta in alcun modo a pressioni politiche o agli attacchi informatici. Tableau Software invece aveva dichiarato che il sito di Assange : “non aveva il diritto di divulgare quei file”. Pare che adesso Wikileaks si faccia ospitare da un server che agisce da un bunker in Svezia, ma non è una notizia confermata.
Fonte | Corriere
Ven 03/12/2010 da Manuela Chimera in Sito Internet



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