Wikileaks: hacker in guerra contro le banche per difendere Assange

Gli hacker sono scesi in guerra per difendere Wikileaks e Julian Assange. E lo hanno fatto prendendo di mira le banche, colpevoli di aver bloccato i pagamenti al sito web. In Olanda è stato arrestato un ragazzo di 16 anni: pare che fosse coinvolto negli attacchi in rete contro Visa e MasterCard. A Londra si cerca il giovane di 22 anni, soprannominato “Coldblood” che vuole un: “Internet aperto e liberato dalle interferenze delle multinazionali e dei governi”. Negli Stati Uniti uno degli hacker coinvolti nella difesa di Wikileaks lavora in Montana, in un centro di assistenza per disabili. Si fanno chiamare la “nuova Internazionale rivoluzionaria” e sono pronti a dare battaglia pur di difendere William Assange e la sua opera.
Julian Assange è stato recentemente arrestato dalla polizia inglese: adesso bisogna aspettare di vedere se Scotland Yard accetterà la richiesta di estradizione della Svezia. L’Internazionale rivoluzionaria promette una terribile vendetta se Assange non verrà liberato. Ma il fondatore di Wikileaks si è dichiarato del tutto estraneo a questa “operazione castigo”: lui con gli hacker non centra nulla. Solamente si trova nel ruolo di loro eroe momentaneo, in quanto l’associazione dei pirati informatici è molto più vecchia di Wikileaks.
Uno dei gruppi più importanti di pirati informatici è “Anonymous”, il responsabile dell’attacco degli hacker che ha paralizzato i principali istituti di credito mondiali. Un portavoce ha spiegato il perchè di questa difesa di Julian Assange: “Abbiamo visto in Iran quale potere ha Internet per organizzare una protesta di massa contro un regime oppressivo. Combatto per WikiLeaks oggi, perché domani non voglio vivere in un mondo dove non si potrà più esprimere il dissenso senza essere individuati dagli agenti dei governi”.
Sull’attacco degli hacker contro le banche è intervenuto anche Tim Hwang, esperto del Center for Internet Society di Harvard: “L’armata degli hacker è impegnata in una guerra di lunga durata. Ai suoi albori ha combattuto battaglie perdenti, come quella di Napster per piratare la musica, poi PirateBay, che è stato un sito pioniere nel saccheggiare contenuti protetti dal copyright. Ogni episodio è servito a reclutare nuovi sostenitori, convinti che il mondo intero va cambiato a immagine e somiglianza di Internet. Questo esercito continua a crescere, e non vede l’ora di misurarsi nella prossima battaglia”.
Fonte | Repubblica
Lun 13/12/2010 da Manuela Chimera in Banca, Hacker



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