Walter Nones e Simon Kehrer: il Pakistan chiede soldi per il salvataggio

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Walter Nones e Simon Kehrer hanno ricevuto una lettera dal Pakistan che li ha lasciati alquanto sorpresi. I due alpinisti, che sono rimasti bloccati per una decina di giorni sul Nanga Parbat, prima di essere soccorsi dall’esercito pakistano, si sono visti recapitare il conto di quella operazione di salvataggio. E la parcella e’ di 33.500 euro.

Il Pakistan, per aver salvato i due alpinisti italiani, ha inviato il conto all’ambasciata italiana. Che non ha alcuna intenzione di pagare. Per questo la fattura e’ stata girata a Walter Nones e Simon Kehrer, i due alpinisti superstiti, che hanno visto morire il loro capo cordata, Karl Unterkircher.

Per noi è stata una sorpresa amara, non ci aspettavamo di dover pagare tanto per un soccorso che non avevamo neppure chiesto. Noi, dopo la morte del nostro compagno, avremmo potuto scendere con gli sci fino al campo base. Ci sentiamo cittadini di serie B, anche se stavamo tentando una vera impresa alpinistica: aprire una nuova via che portava onore al Pakistan. Un qualsiasi turista vittima di un incidente all’estero sarebbe stato trattato meglio di noi“.

Walter Nones precisa: Alla fine abbiamo accettato il recupero per accelerare i tempi. Per noi fare in fretta significava tentare di portare a casa Karl. Invece ci attendeva una conferenza stampa via Skype“. La fattura pero’ rimane: chi la dovra’ pagare?

Fonte | Tgcom

Sab 20/09/2008 da Patrizia Chimera in

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Laura 22 settembre 2008 09:43
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Con tutta la triste popolarità che hanno guadagnato con quella sciagurata impresa penso i soldi per pagare il conto dell’operazione di socceoso li abbiano tirati sù senza tanti problemi :?
Quanto al fatto di “aprire una nuova via che portava onore al Pakistan” bisogna vedere se l’operazione era stata concordata con il governo Pakistano o meno .. altrimenti erano semplici turisti che si sono andati a cacciare nei guai.

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