Vuvuzelas: donna con trachea lacerata in SudAfrica

Non solo nel mirino dei telespettatori assordati dei Mondiali 2010: l’abuso di vuvuzelas, le trombette del tifo sudafricano che producono l’incessante ronzio che si ascolta in questi giorni durante le partite della competizione, potrebbe causare anche qualche danno alla salute, sempre che la storia che sta rimbalzando nei media (con una tempistica perfetta per fare notizia) sia vera e non una bufala metropolitana legata ad un grande evento. La donna si chiamerebbe Yyonne Mayer e avrebbe festeggiato l’inaugurazione del Mondiale, per le strade di Città del Capo, con troppa foga, ovvero sforzando la laringe. Il risultato: due giorni senza parlare né mangiare a causa di una lacerazione e del bruciore alla gola.
Vi avevamo raccontato delle code a Milano per la distribuzione gratuita delle vuvuzelas, diventate ormai un colorato oggetto di culto nell’estate dei Mondiali. Ma in molti casi c’è ben poco di sudafricano, come ha spiegato l’agenzia Ansa: l’80 per cento delle trombette è in realtà “made in China”.
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Insomma, se le vuvuzelas sono il gadget del momento e uno dei protagonisti involontari di Mondiali tecnicamente scialbi e poveri di reti, non è detto che siano un affare per gli africani o che siano esenti da potenziali pericoli per la gola di chi esagera nel suonarle.
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Immagine da acessemed.com.br
Fonte | Adnkronos
Sab 19/06/2010 da Andrea Paternostro in Tifosi






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