Vittorio Emanuele di Savoia si difende…

“Ma cosa vuole, dottore, che mi mettessi a fare l’intermediario per 20 mila euro? Argent de poche, suvvia…”. Queste le prime parole pronunciate dal principe Vittorio Emanuele di Savoia davanti agli inquirenti. Il figlio dell’ultimo re d’Italia indossava una camicia bianca con stemma sabaudo e un paio pantaloni di gessato blu. Niente cravatta né giacca per lui. E proprio per il suo abbigliamento Vittorio Emanuele di Savoia si è scusato con i giudici.
Dalle 10.30 del mattino fino alle 15.30 del pomeriggio il principe è rimasto davanti ai giudici, cercando di spiegare la sua versione dei fatti. I 20mila euro passati da Rocco Migliardi ad Achille De Luca per sbloccare i nulla-osta per le slot machine non erano affatto una tangente. E ha ribattuto anche alle accuse di aver intascato soldi da questo traffico illegale:
“Io della faccenda dei Monopoli non so niente, però avevo intuito che c’erano dei movimenti alle mie spalle, alla fine anzi mi sono reso conto di essere stato utilizzato dalle persone che mi stavano attorno e che spendevano il mio nome, convinti che aprisse le porte. Del resto son sempre stato disponibile, mi chiedevano dei favori e io cercavo di fare il possibile, nei limiti. Ho tanti amici, conosco tanta gente. Ma cosa ne sapevo di cosa succedesse lontano da me? È vero che ho preso dei soldi, anche tanti soldi, ma sempre a fini di beneficenza”. I giudici sono soddisfatti delle dichiarazioni rilasciata dal principe, ma ammettono che la situazione rimane per lui molto grave.
Mer 21/06/2006 da Patrizia Chimera







