Vincenza Pastorelli, dallo Zecchino d’oro alla prostituzione

  • Commenti (1)
  • Condividi
  • Email
  • Stampa

Vi ricordate la canzoncina “Volevo un gatto nero“? Era un motivetto, cantato da un’adorabile bambina, nel 1969 allo Zecchino d’oro, che quando lo senti anche per una sola volta ti entra nel cervello ed è difficile farlo uscire. E Vincenza Pastorelli, questo il nome della bimba, vinse proprio grazie al suo gatto nero. E oggi quella bimba, ormai 42enne, è tornata alla ribalta della cronaca. Perchè è stata arrestata per sfruttamento della prostituzione e spaccio di droga.

Vincenza Pastorelli che, ufficialmente, di professione fa la maestra è finita in manette ieri, insieme al suo compagno, Pasquale Trevisi, di 29 anni. La donna ora viveva nel Pavese, dove aveva ottenuto una cattedra. Ma per arrotondare lo stipendio gestiva anche due centri massaggi nel Salento. Centri massaggi che erano ben di più. Qui, infatti, l’ex vincitrice dello Zecchino d’oro faceva prostituire alcune giovani ragazze, mentre lui spacciava droga all’esterno.

E indovinate un po’ come hanno chiamato l’operazione i carabinieri? Ma, ovviamente, “Gatto nero”!E intanto il Mago Zurlì si dice molto addolorato per questa storia: “E’ una brutta cosa, che mi addolora profondamente, mi dispiace soprattutto che si avvicini una notizia così sgradevole allo Zecchino d’oro. Da allora sono passati 600 bambini, ma soprattutto tutti quelli che hanno partecipato alle selezioni, piu’ di un milione. (…) Mi dispiace molto di questa cosa, piuttosto sgradevole. Ma nella vita, su un milione di bambini puo’ succedere. Comunque è molto triste”. E poi conclude: “I bambini che hanno partecipato allo Zecchino ancora si rivedono, vengono a trovarci. Era Mariele che teneva i contatti tra di loro. Ma questa bambina non ricordo si sia rivista…”.

Fonte | Tgcom

Commenta

Ricorda i miei dati

Pubblica commento
Anonimo 20 dicembre 2007 12:11
Subtract karmaAdd karma3 Punti

Magari la canticchiava ancora mentre faceva mazzetti di banconote da 50 euro sopra il grande lettone…

Rispondi Segnala abuso