Viaggio su Marte, finita la simulazione, è durata 520 giorni

Dopo 520 giorni si è conclusa la prima missione su Marte. Si è trattato, ovviamente, di una simulazione portata a termine da un gruppo di astronauti. Tra di loro c’era anche un italiano, Diego Urbina, selezionato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) insieme al francese Romain Charles per accompagnare gli altri quattro membri dell’equipaggio, tre russi ed un cinese.
L’esperimento è stato allestito all’Istituto dei problemi biomedici di Mosca dove è stata costruita l’astronave che ha portato i sei uomini verso Marte. Un’astronave in tutto e per tutto con tanto di zona residenziale per i momenti extra lavoro. Lo scopo della simulazione era testare le reazioni dell’equipaggio ad un viaggio così lungo e stressante. A spiegarci le finalità dell’esperimento hanno contribuito gli studiosi italiani aggregati al progetto, “Abbiamo condotto test per indagare e trovare rimedi alla contaminazione ambientale che si crea in un ambiente chiuso e abitato per cui sulle superfici si depositano dei biofilm composti da batteri e funghi che possono provocare danni e corrosioni. Un esperimento era finalizzato alla sperimentazione di sostanze in grado di inibire queste formazioni”.
A questo vanno aggiunti gli inevitabili problemi psicologici che si creano in queste condizioni. Il viaggio è stato simulato perfettamente, con tanto di ritardo nelle comunicazioni con la terra, circa 20 minuti. L’astronave, una volta arrivata su Marte, ha simulato anche una discesa sul pianeta con tanto di passeggiata nelle condizioni che probabilmente si troveranno sul pianeta rosso. Il viaggio è iniziato il 3 giugno 2010 e si è concluso dopo 520 giorni, e può essere considerato l’inizio della più grande avventura dell’umanità . Raggiungere Marte sarebbe il viaggio più lungo e pericoloso mai intrapreso da un essere umano ed esperimenti come questo stanno a significare che non manca molto al raggiungimento della meta.
Le prime parole di Diego Urbina sono state proprio quelle che ci si aspetta da un ragazzo italiano di soli 27 anni, “Voglio abbracciare mia mamma”, ma poi ha aggiunto, “E’ molto bello il giorno di oggi. Abbiamo compiuto il viaggio spaziale più lungo sulla Terra perché l’umanità domani possa vedere l’alba su un pianeta lontano ma alla nostra portata. Come membro dell’Esa è stato un vero onore lavorare con cinque veri professionisti, persone amichevoli dall’incredibile resistenza mentale. E’ l’esperienza che consiglierei ad ogni appassionato dello spazio”. Alla domanda del giornalista, lo ripeterebbe? La risposta è stata sincera, “Non so se domani tornerei a farla; non lo so”. Le grandi avventure cominciano anche così.
Sab 05/11/2011 da Fabio Pagano











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