Via libera alla riforma della televisione

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Paolo Gentiloni

Il governo Prodi ha dato il via alle prime importanti riforme del proprio mandato. E come da previsioni, non mancano le polemiche. Questa volta ad esser preso di mira è il Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni ed in particolare il suo disegno di legge, approvato all’unanimità, che riguarda la riforma del sistema televisivo. Da un lato lo applaudano come segno di libertà; dall’altra parlano di dittatura e tentativo di prendere di mira le reti di Silvio Berlusconi. Ma vediamo nel dettaglio di cosa parla questa riforma, che in qualche modo modifica la precedente Legge Gasparri.

Il tema principale della riforma della televisione riguarda il graduale ma necessario passaggio dalla televisione analogica a quello digitale, passaggio che dovrebbe essere effettuato definitivamente nei prossimi tre anni. Entro il 2009 dovrà entrare in vigore il nuovo sistema digitale. La riforma riguarda anche questioni come l’auditel, la riduzione della pubblicità al 16 per cento e il passaggio di alcune reti pubbliche e privati sul satellite.

Ed ecco il vero tema sul quale i due schieramenti si stanno scontrando duramente: la Rai e Mediaset dovranno decidere entro poco tempo, appena novanta giorni, quale canale dovrà finire sul satellite. In questo modo le frequenze tornate nuovamente libere potrebbero essere occupate da nuovi gruppi e nuovi canali, aprendo così uno spiraglio di volti nuovi all’interno del sistema televisivo italiano. La legge si applicherebbe a tutti i soggetti che operano superando la soglia del 45 per cento delle risorse.

Ven 13/10/2006 da Patrizia Chimera

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