Vaticano: chiuso il Sinodo, polemiche da parte di Israele

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Si è concluso il Sinodo che ha radunato in Vaticano i membri delle chiese mediorientali; e a conclusione del concilio, durato due settimane, sono state emanate le propositiones (suggerimenti) dei padri sinodali ai quali poi Benedetto XVI si rifarà per l’esortazione post-sinodale. Queste conclusioni hanno però sollevato polemiche in Israele il cui portavoce, il vice ministro degli Esteri Danny Ayalon, ha fatto sapere che il Sinodo sul Medio Oriente è stato “preso in ostaggio da una maggioranza anti-israeliana“. Tra i vari ammonimenti del Papa c’è infatti la necessità di una pace duratura in Medio Oriente e l’abbandono, da parte di Israele, delle terre occupate.

Il Sinodo ha creato nuove polemiche e tensioni. Israele non ha accettato le conclusioni a cui il concilio è arrivato, bollato come “anti israeliano” alcune di queste conclusioni e prese di posizioni da parte di alcuni partecipanti. In modo particolare, Ayalon si è detto “scandalizzato” dalle affermazioni di monsignor Cyrille Salim Bustros, arcivescovo greco-melchita della diaspora cristiana negli Usa: Bustros avrebbe infatti affermato che la politica di Israele si basa sul concetto biblico della “Terra Promessa” dandogli quindi il diritto di cacciare da quelle terre i palestinesi. Parole molto forti alle quali il ministero degli Esteri israeliano ha chiesto al Vaticano di distanziarsi. E’ però vero che il messaggio fondamentale del Sinodo è stato quello di applicare la risoluzione delle Nazioni Unite emanata nel 1967 secondo cui Israele deve ritirarsi dalle terre occupate, esortando gli ebrei a non usare la Bibbia come strumento per giustificare ogni atteggiamento.

Benedetto XVI ha poi aggiunto che i cristiani devono farsi carico della libertà religiosa ma soprattutto della libertà di coscienza, che non deve mai essere limitata, e che deve essere motivo di dialogo anche con l’Islam. Il Papa ha poi concluso esortando alla pace, necessaria e urgente in alcuni territori, come quelli mediorientali: “La pace, che è dono di Dio, è anche il risultato degli sforzi degli uomini di buona volontà, delle istituzioni nazionali ed internazionali, in particolare degli Stati più coinvolti nella ricerca della soluzione dei conflitti. Non bisogna mai rassegnarsi alla mancanza della pace. La pace è la condizione indispensabile per una vita degna della persona umana e della società. La pace è anche il miglior rimedio per evitare l`emigrazione dal Medio Oriente“.

Fonte | Corriere della Sera

Lun 25/10/2010 da Eleonora Gionchi in

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