USA, progetta un attentato al pentagono ma i suoi complici sono agenti dell’FBI, arrestato

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Attentato Pentagono FBI Arrestato

Rezwan Ferdaus, cittadino americano, laureato in fisica e batterista in un gruppo rock aveva in progetto di compiere un attentato ai danni del Pentagono. Per farlo aveva pensato di equipaggiare dei modellini di aereo con del potente esplosivo ed indirizzarli sull’obiettivo. Nelle sue fantasie aveva persino immaginato un assalto con un gruppo di sei uomini armati di Kalashnikov. Ad aiutare Ferdaus è arrivato un alleato tanto inaspettato quanto infido, l’FBI.

Sostanzialmente Ferdus non aveva e forse non avrebbe mai avuto i mezzi per realizzare il suo progetto criminale. L’FBI una volta scoperte le sue intenzioni lo ha avvicinato con un gruppo di agenti che si sono finti militanti di Al Qaeda che gli hanno fornito il materiale per realizzare i suoi progetti ed hanno testato la sua volontà nel portarli a termine. Gli agenti gli hanno fornito esplosivi, armi e false notizie, come quando gli hanno riferito che grazie ai suoi dispositivi d’innesco erano riusciti ad uccidere quattro soldati americani in Iraq. La risposta di Ferdaus è stata la sua condanna definitiva, “E’ esattamente quello che volevo”.

Ferdaus, grazie alle sue conoscenze in materia, era riuscito persino a creare degli inneschi tramite telefoni cellulari, una tecnica molto usata dai terroristi islamici. Dopo aver raccolto un numero sufficiente di prove gli agenti dell’FBI hanno fatto scattare le manette ai polsi del potenziale attentatore. Una tecnica d’indagine che sta dando molti frutti, ma che viene pesantemente contestata in alcuni ambienti della società americana.

Spesso questi attentatori fai da te non hanno i mezzi e le conoscenze per portare avanti un progetto pericoloso, sono proprio gli agenti a fornire loro quello che manca. Una tecnica che alcuni definiscono da induzione al crimine, ma che è prevista ed incoraggiata dal Ministero della Giustizia americano che valuta la volontà di uccidere piuttosto che la reale possibilità di farlo. Dopo l’11 settembre gli americani non vogliono correre rischi da questo punto di vista.

Gio 29/09/2011 da Fabio Pagano in ,

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