Presidenziali USA, gaffe del repubblicano Cain sulla Libia e Gheddafi. Il video

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Il partito repubblicano regala un’altra perla al web con la gaffe del candidato alle presidenziali USA Herman Cain che risponde alle domande sulla Libia e Gheddafi prima con un silenzio di 11 secondi, poi con risposte sconclusionate. Dopo Rick Perry, un altro esponente degli ‘elefanti repubblicani’, inciampa su un argomento di vitale importanza per il paese che si candida a governare, la politica estera. Cain, fondatore dell’impero delle pizze surgelate, non sa cosa rispondere alle domande sulla politica di Barack Obama nel paese nordafricano e cerca di uscire dall’impasse facendo lui stesso delle domande al giornalista del quotidiano Milwaukee Journal Sentinel.

Per i repubblicani la corsa alla Casa Bianca diventa sempre più difficile visto che sembra non passare giorno senza una gaffe di qualche candidato.

Nelle immagini del video Cain appare molto confuso e in imbarazzo, come uno scolaretto colto impreparato da una domanda a un esame.

Quando l’intervistatore gli chiede un parere sulla politica di Obama in Libia, alza gli occhi al cielo, ripete “Ok, Libia” e rimane ben undici secondi in silenzio per poi fare una domanda al giornalista. “Il presidente Obama ha sostenuto le proteste, giusto? Ha chiesto la cacciata di Gheddafi?”, chiede specificando di volere esser sicuro di parlare dello stesso argomento.

La risposta che segue è confusa: non è d’accordo su come Obama ha gestito la questione libica, poi dice che si tratta di cose differenti e inizia a elencare i motivi del suo disaccordo, salvo poi interrompersi di nuovo.

Il video ovviamente ha fatto il giro del web, rimbalzando da twitter a tutti gli altri social network: un’altra gatta da pelare per i repubblicani che vedono allontanarsi la Casa Bianca a suon di gaffe.

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Pubblica commento
Sabana 19 febbraio 2012 13:52
Subtract karmaAdd karma

Per FrancescoStando al tuo modo di raiognare, se vallanzasca riesce a farsi eleggere premier allora la sua maggioranza parlamentare fa bene a depenalizzare la rapina a mano armata. Cioe, il penale dipende dal politico, manco fossimo ai tempi del compagno Vishinskij.Che vergogna morire antidipietristi.Ciao!Andrea Di Vita

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