Uomo si licenzia: deve donare un rene al figlio

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Da Alessandria ci arriva questa storia che vogliamo raccontarvi. Qui un uomo, un padre, pur di poter donare un rene al suo piccolo bambino, che ne aveva bisogno, si è licenziato dal suo posto di lavoro. Donando di nuovo la vita a suo figlio.

La storia è commovente per due aspetti. Innanzitutto perchè per l’Italia si tratta del primo trapianto pediatrico con donatore adulto vivente. Ma anche perchè un padre si è sacrificato, licenziandosi dal suo posto di lavoro, per il suo bambino.

L’Italia, infatti, non prevede una legge che tuteli con permessi lavorativi chi decide di donare un organo: “La scelta era obbligata. Non c’era tempo da perdere, dovevamo agire in fretta e per farlo mi sono dovuto licenziare dalla società immobiliare in cui lavoravo“. Fossimo nella sua azienda, ora noi lo richiameremmo subito al lavoro. Anche se il problema è a monte: dovrebbe esserci una tutela maggiore per chi decide per un gesto d’amore del genere!

Ora il piccolo sta meglio: “Abbiamo detto al bimbo che andavamo in ospedale a togliere il tubicino e lui è entrato in sala operatoria col sorriso. Il risveglio dall’anestesia è stato duro, ma Tommy ha avuto un recupero incredibile. Ha già iniziato la terapia antirigetto che lo accompagnerà per tutta la vita, ma migliora ogni giorno. La sola cosa che vuole è fare un bagno al mare e il mio unico desiderio è realizzare questo suo sogno“, questo il racconto della madre che ora sta lavorando con la Regione Piemonte per “avviare un progetto di sensibilizzazione al problema della donazione d’organi“.

Fonte | La Stampa

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