Università: docenti a un euro al mese

  • Commenta
  • Condividi
  • Email
  • Stampa

università tagli

Per ovviare ai tagli alla scuola, le Università cercano docenti esterni da pagare un euro al mese. Lordo. E non è uno scherzo. Per poter tenere aperti i corsi, nonostante i tagli previsti dal Governo, la legge permette alle Università di offrire dei contratti a progetto a professionisti e docenti esterni, al costo simbolico di un euro al mese. In pratica, per supplire ai tagli voluti dalla Riforma Gelmini, che non consentono più di assumere supplenti precari, si preferisce assumere dei docenti esterni a un euro lordo al mese. I bandi di concorso sono attivi nelle maggiori università italiane.

A causa dei tagli voluti dalla Riforma Gelmini molti ricercatori hanno perso le loro borse di studio. A questo punto, non essendo pagati, i ricercatori si sono rifiutati di tenere lezione al posto dei professori di cattedra, appellandosi alla legge italiana, la quale prevede che solo un professore possa fare lezione. Invece, il sistema italiano, da almeno 30 anni, ha fatto si che fossero i ricercatori, sottopagati e sfruttati, a sostenere questo ruolo.

Ma se i ricercatori non fanno più lezione, i professori non ci pensano neanche, allora l’ovvia conseguenze è chiudere dei corsi, con danno agli studenti. E così sarebbe successo a Cagliari, Torino, Milano, Bologna, Roma se non fosse intervenuto questo bando di concorso che permette ai docenti esterni di insegnare nelle facoltà, ma senza stipendio.

Vi starete chiedendo quale sia il vantaggio per questi docenti esterni senza stipendio. Ebbene, nel mondo accademico titoli e punteggi valgono oro, anche se non sono stipendiati, le docenze fanno curriculum. Per questo i professionisti esterni precari, pur di salire in graduatoria e di avere titoli, sono disposti a lavorare gratis. Ma come mangiano?

Fonte | Repubblica

Sab 30/10/2010 da Manuela Chimera in ,

Commenta

Ricorda i miei dati

Inviami una e-mail quando ci sono altri commenti

Pubblica commento