Tutti nudi in libertà

Mercoledì, 6 Settembre 2006.

Battleboro
Esiste un paese nel mondo in cui girare nudi per strada non è affatto un reato. Un vero paradiso per i nudisti di tutto il mondo. Succede a Battleboro, dove gli abitanti sono liberi di girare per le strade della città senza vestiti addosso. E nessun poliziotto può fermarli, denunciarli o arrestarli. Oggi però le cose potrebbero cambiare. Alcuni cittadini trovano questa usanza o questa libertà troppo sconveniente e vorrebbero che diventasse illecito mostrare le proprie nudità sulla pubblica via. Nudisti di tutto il mondo approfittatene finché potete!


Il dibattito nella cittadina è aperto. A far traboccare il vaso è stato uno spettacolo a cui hanno assistito alcuni cittadini molto pudici: un gruppo di adolescenti hanno pensato bene di trovarsi come luogo di incontro un parcheggio a ridosso dei negozi e dei ristoranti. Peccato che si incontrino sempre come mamma li ha fatti. E lo hanno fatto per tutta l’estate, periodo in cui si è tenuto un grande festival musicale organizzato per promuovere le nudità. Ora alcuni cittadini chiedono al sindaco che la legge cambi.

Il commento dei giovani è stato: lo abbiamo fatto perché si può farlo. E’ legittimo farlo. Allora ad essere illegali sono quei cittadini che chiedono che venga vietato di girare nudi per la città: sono loro ad essere fuori posto a Battleboro!

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Commenti (2)

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mi farebbe molto piacere abitarci in quel paese.

Mi risulta che anche a Barcellona non esistono limitazioni in questo senso, ed in altre città spagnole.
In teoria non ci dovrebbe esssere nulla di strano: l’uso del vestito è nella maggioranza dei casi una questione di mode e convenzioni, che sono molto variate nel tempo.
Gli etruschi erano spessissimo nudi (poco le donne); gli egiziani “abbastanza”, comunque era una condizione normale per uomini e donne; i greci maschi erano indifferentemente nudi o vestiti a seconda delle occasioni, in qualche caso anche le donne; ecc.
Prima dell’occidentalizzazione, i polinesiani erano indifferentemente nudi o vestiti, uomini e donne; nudi erano pure i primi amerindi incontrati dai colonizzatori europei; a tutt’oggi gli indios Yaromani dell’Am****nia sono completamente nudi; completamente nudi sono anche alcuni popoli del Sudan meridionale; gli Himba della Nanibia sono nudi al 98% - se così si può dire -; ecc.
Ricordo ancora che, tornando ai greci antichi, Erodoto sottolinea che “per i popoli barbari è una vergogna mostrarsi nudi”, il che chiarisce molto la posizione dei greci in merito.
Nell’Occidente cristiano la nudità è stata spesso (non nell’alto medioevo) associata al sesso e considerata indecente e peccaminosa assieme a questo, creando non pochi problemi psicologici data l’assurdità della cosa.
Per contro, e particolarmente in Italia, oggi il nudo (in particolare femminile) è spesso utilizzato ed ostentato in maniera pesantemente volgare (e per cui con connotazioni per questo pornografiche ed oscene) nello spettacolo e nella pubblicità, mentre è inibito ed addirittura “illegale” in situazioni dove sarebbe del tutto normale (es. in una piscina, in spiaggia, in contesti di relax, ecc.)
Dai primi del ‘900 il movimento naturista ha molto cambiato il modo di pensare al riguardo in gran parte dell’Occidente, anche se molto spesso i significati sono travisati o la nudità è considerata una prassi balneare e null’altro.
Tutto ciò potrebbe essere anche un fatto di costume di nessuna importanza, se, su un piano filosofico, la “sopressione” della nudità non si correlasse ad una negazione del corpo e, simbolicamente, ad una negazione dell’identità dell’Uomo.
Due richiami dalle Sacre Scritture: “Dio creò l’Uomo a Sua Immagine e Somiglianza” [e non… vestito Prada!], e San Paolo di Tarso “Tutto è puro per i puri”.

Benvengano, dunque, i giovani di Battleboro!

Enrico Faust

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