Treviso: grida “vergognatevi” ad una giunta leghista e rischia la condanna

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Vergogna!

Bene, bene, bene. E potrei andare avanti ancora a lungo, ma vorrei raccontarvi di come un pubblico ministero di Treviso abbia impiegato soltanto tre giorni per presentare appello contro l’assoluzione di una donna rea di aver gridato a degli assessori comunali di Vittorio Veneto “vergognatevi!”. Provate a dire che la giustizia non è veloce!. In una regione come quella veneta, in cui la prima udienza di 24 processi civili è stata fissata dalla Corte d’Appello di Venezia nel 2017, cioè dopodomani, ora dovremmo aggiungere tutto il seguito burocratico che ne concerne a questa denuncia per un “vergognatevi”.

Nel paese dello scudo fiscale, delle intercettazioni negate, degli scandali sessuali, degli appalti alla mafia, della corruzione che raggiunge i 60 miliardi di euro all’anno, del “tricolore al cesso” di Bossi, dei Borghezio che passano il disinfettante sui treni perché gli immigrati sporcano, di Rosarno, del ministro La Russa che alza le mani su giornalisti che fanno delle domande a cui non vengono mai date risposte, dei programmi scomodi sospesi durante le elezioni, dei Biagi e dei Montanelli mandati al confino, che odia la satira e ama le escort (non le auto) e la coca un “vergognatevi” potrebbe costare una condanna penale.

Per il giudice Angelo Mascolo la signora andava assolta: “perché il fatto non costituisce reato, ai sensi dell’articolo 129 c.p.p.”. Invece in Veneto, coi Magistrati sommersi di lavoro arretrato, il sostituto procuratore Giovanni Cicero ha stabilito che quel processo doveva andare avanti. La signora Stefan va punita. Tutto questo in una provincia come Treviso, dove il sindaco della Lega Nord Giancarlo Gentilini aveva proposto la pulizia etnica verso i culattoni e il linciaggio in piazza, e dove il senatore leghista Piergiorgio Stiffoni aveva aggiunto: “Gli immigrati? Peccato che il forno crematorio del cimitero di Santa Bona non sia ancora pronto. L’immigrato non è mio fratello, ha un colore della pelle diverso“.

Ma vergognatevi!

Immagine tratta da:
nuovosoldo.files.wordpress.com

Fonte | Corriere

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