Tonino Carino da Ascoli, vita e carriera del giornalista

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Tonino Carino

Per gli amanti del calcio un po’ attempati e i tifosi dell’ Ascoli di Costantino Rozzi che ogni domenica pomeriggio verso le 18 non vedevano l’ ora di sintonizzarsi su Rai 1 per le sintesi e i gol della domenica calcistica di 90° minuto, la notizia della morte del giornalista sportivo Tonino Carino suscita un sentimento di grande nostalgia. Erano gli anni in cui il calcio di A e B e C si giocava la domenica pomeriggio, senza anticipi né posticipi.

Erano gli anni in cui ci si radunava nei “Bar dello Sport” con le schedine in mano, e di fronte alla radio, questo antico ed affascinante mezzo di comunicazione, si “immaginavano” attraverso la voce dei corrispondenti dai campi, le giocate e i gol dei propri beniamini. Tonino Carino da Ascoli apparteneva a questo mondo, i suoi servizi da Ascoli venivano lanciati dal mitico Paolo Valenti: “Tonino Carino da Ascoli“.

Aveva 65 anni, era da tempo malato, ma la sua innata propensione al dovere di cronaca sportiva e la grande stima di cui godeva nel mondo giornalistico avevano fatto si che spesso fosse ospite di trasmissioni sportive come “Quelli che il calcio”.

Carino aveva cominciato la sua carriera giornalistica al Corriere Adriatico per poi entrare nella sede anconetana della Rai, dove dal 1991 al 2001 ne era stato il caporedattore.

Molte sono state le parodie che il giornalista aveva ispirato col suo fare originale e sincero: nel 2000 Diego Abatantuono ha impersonato il giornalista, nei panni di Tonino Tonnato, anche se certi eccessi e scimmiottamenti non erano stati particolarmente graditi a Carino. Il trio Solenghi, Lopez e Marchesini gli dedicò una filastrocca ed Ezio Greggio nella trasmissione “Drive In” creò il celebre tormentone: “È lui o non è lui? Cerrrrrrto che è lui! Tonico Carino da Ascoli!”.

Immagine tratta da:
www.repubblica.it

Fonte | Corriere

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