Terremoto in Abruzzo: la Casa dello Studente, con un pilastro mancante

Giovedì, 7 Gennaio 2010.
Terremoto Abruzzo Casa Studente

Le perizie della Casa dello Studente dell’Aquila, crollata in seguito al terremoto del 6 aprile 2009, parlano chiaro: mancava un pilastro nella struttura, per questo motivo la palazzina si è come sbriciolata al suolo in seguito alla forte scossa di terremoto che ha sconvolto la regione italiana. Francesco Benedettini e Antonello Salvatori, nella loro perizia, hanno scritto che c’era una “dissimmetria strutturale” nell’”area di aggancio” delle tre ali che andavano a formare la Casa dello Studente del capoluogo abruzzese, nella quale persero la vita otto persone.


A causa di questa mancanza strutturale, nella notte del 6 aprile 2009, quando ci fu la forte scossa di terremoto, l’ala nord della Casa dello Studente cadde al suolo. Tutta colpa di un pilastro mancante, in una struttura che non ha retto a questo terremoto “di magnitudo moderata” e “non distruttivo“.
 
La Casa dello Studente non è caduta a causa del terremoto: le responsabilità vanno ricercate nella fase di costruzione e nei mancati controlli, non avvenuti una volta adibita la struttura a residenza universitaria, per poter garantire la sicurezza della palazzina, che contava, oltre al pilastro mancante, anche altre leggerezze, che hanno portato al suo crollo.
 
Immagini prese da:
www.laquilanuova.org
www.protezionecivile.it
www.periodicamente.it
farm4.static.flickr.com
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Via | Corriere
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Commenti (4)

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TuttoQua

Che vergogna! Spero che le condanne siano rapide ed esemplari!

1 Punti Add karma Subtract karma
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Anonimo

Mi dispiace disilluderti, ma la faranno franca, come e’ sempre stato e sempre sara’ finche’ saranno i soldi e le raccomandazioni a comandare, nei paesi evoluti qualche speranza ci sarebbe stata, ma qui in Italia? Chi vogliamo prendere in giro?

quali sono i paesi evoluti? a me risulta che la corruzione è tassativa da tutte le parti forse anche più che in Italia! e sò anche che approfittano di eventi tipo il terremoto per farsi le scarpe politicamente e finanzariamente alla faccia di chi stà veramente male! l’erba cattiva non muore mai e noi (popolo)sappiamo solo piangerci addosso invece di rimboccarci le maniche

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Anonimo

Io reputo ”paesi evoluti” quei paesi dove problemi di questo tipo sono inconcepibili quanto l’idea che i responsabili possano farla franca.
Ma noto che spesso la consapevolezza di un paese evoluto sfugge a molti italiani, perche’ la maggior parte di loro non ha mai vissuto al di fuori del loro paese, pertanto, non se ne rendono conto.

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