Terremoto ad Haiti: bimba salva grazie all’iPhone e a Twitter

Pubblicato da patchi in Esteri, Tecnologia, Twitter.
Mercoledì, 27 Gennaio 2010.

Paolo Narcisi

Paolo Narcisi e’ un dottore del Cto di Torino: presso l’ospedale lui e’ un anestesista-rianimatore. Recentemente si e’ reso protagonista di una storia che vi vogliamo raccontare, perche’ dimostra che le nuove tecnologie, se usate bene, possono anche salvare una vita. Fin dal giorno dopo il terremoto di Haiti, che ha scosso l’isola il 12 gennaio 2010, il dottore ha utilizzato il suo iPhone come uno strumento per salvare le persone: grazie al telefono della Apple e a tre applicazioni salvate (Twitter, Facebook e Tilimi) e’ riuscito persino a salvare una bambina, che senza il suo aiuto sarebbe morta.


Era la mattina dopo la scossa del settimo grado che ha distrutto ogni cosa“, questo il racconto del dottore, che e’ anche il fondatore di un’associazione di medici e di infermieri per fornire assistenza medica nei paesi del Terzo Mondo. “Mentre andavo in auto al lavoro, alla base dell’elisoccorso del 118, mi hanno contattato due colleghi del Gruppo di chirurgia d’urgenza di Pisa in partenza per la città distrutta. Chiedevano la nostra disponibilità, se fosse stato necessario“.
 
Paolo Narcisi, ovviamente, ha dato il suo consenso. Ad Haiti le comunicazioni con i cellulari erano interrotte, ma fortunatamente la rete internet funzionava alla perfezione. Proprio grazie al web i soccorsi si sono diramati a macchia d’olio: il dottore di Torino ha contattato tramite Twitter i radioamatori di Free Radio Network di Roma, con il programma Tilimi la voce del dottor Narcisi e di altri medici ha cominciato a rimbalzare sugli iPhone di tutto il mondo, attivando una rete di aiuti assolutamente unica, che poteva dare le coordinate del cibo e dell’acqua presenti, dei presidi medici, ma anche segnalare dove si sentivano voci e lamenti da sotto le macerie.
 
Su tutti questi canali aperti ci hanno raggiunto altri amici: SpyDrMedia, da Chicago, filtrava tutte le notizie, gli sms e i tweet che arrivavano da Haiti. Selezionava quelli sanitari e ce li passava, e noi li inoltravamo alla Red Cross piuttosto che a Troy, un reporter haitiano che girava per la città per dare aiuto“, racconta il dottore, che poi aggiunge: “Ad un certo punto Troy, il reporter, ci ha segnalato di aver trovato un uomo con in braccio una bimba. Era sua figlia, con un’orrenda frattura a una gamba, perdeva sangue“. Proprio grazie alla tecnologia, Paolo Narcisi ha potuto dare indicazioni al reporter sull’ospedale piu’ vicino dove portare la piccola in moto: cosi’ la bambina e’ stata salvata. Ovviamente, la notizia e’ stata data su Twitter.
 
Immagine presa da:
www3.lastampa.it.

Via | La Stampa
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