La Tav si farà . Con i soldi del ponte

La notizia farà infuriare i valsusini. Ma farà anche arrabbiare parecchio tutti gli italiani che abitano nel sud del nostro paese. Il nuovo ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Antonio Di Pietro di fronte agli industriali ha confessato: “Il progetto Torino-Lione è più urgente rispetto al Ponte di Messina. Siamo con poche lire, occorre quindi individuare le priorità ”.
In primo luogo, qualcuno spieghi a Di Pietro che da 4 anni non usiamo più le lire, ma i famosi euro. In secondo luogo, cosa diranno gli abitanti della Val di Susa che hanno votato Prodi seguendo le promesse secondo cui la Tav non si sarebbe più fatta? E in terzo luogo, cosa diranno i siciliani, che si vedranno sottrarre dei finanziamenti ora destinati al Nord?
Le parole di Antonio Di Pietro faranno discutere a lungo. Anche perché il suo intervento non è finito lì. “Il Nord deve poter contare su una rete logistica per assolvere alla propria funzione di ponte tra l’Europa e il resto del Paese”. E al sud cosa lasciamo le briciole? Dalle parole del ministro pare che non ci siano più soldi e allora bisogna scegliere: nord o sud? La risposta è ovvia. Magari si potrebbe fare uno scambio: i valsusini che non vogliono la Tav possono trasferirsi in Sicilia. Lì sono sicuri che l’alta velocità o qualsiasi altra innovazione non verrà mai fatta.
Mer 28/06/2006 da Patrizia Chimera







