SudAfrica, ucciso Eugene Terre’blanche, leader dell’Apartheid

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Eugene Terre’blanche

Eugene Terre’blanche e’ stato ucciso. L’esponente di estrema destra, nei primi anni Novanta, si era duramente opposto alla fine dell’Apartheid: l’uomo e’ stato massacrato a bastonate all’interno della sua fattoria, un’azienda agricola che lui stesso gestiva. Secondo le prime indagini della polizia, pero’, non si tratterebbe di un delitto a scopo politico: pare che dietro il brutale gesto, ci sia la mano di due operai di colore, che lavoravano per lui, e ai quali Eugene Terre’blanche non avrebbe pagato lo stipendio. A pochi mesi dall’avvio dei Mondiali di Calcio di SudAfrica 2010, il presidente Jacob Zuma invita alla calma.

La tensione e’ sempre piu’ alta in SudAfrica, dove i militanti del movimento di resistenza Afrikaner hanno promesso di vendicarsi. Secondo loro, la polizia si sbaglia e il delitto sarebbe scaturito da un brano dell’epoca dell’Apartheid, nel quale si cantava “uccidi il Boer“: “Invitiamo i nostri militanti a restare calmi, per il momento“, queste le parole di Andre Visagie, segretario del movimento, che ha convocato i suoi per il primo maggio per prendere decisioni in merito ad “azioni specifiche“.

Jacob Zuma, eletto presidente lo scorso anno, invita ora alla calma: dopo l’uccisione del leader di estrema destra, lui ha paura che si possano verificare nuove e violentissime tensioni razziali nel suo paese, che presto ospitera’ i Mondiali di SudAfrica 2010: il presidente invita alla responsabilita’ e all’unita’. “Di qualsiasi parte siamo, dobbiamo riflettere prima di fare delle dichiarazioni in pubblico che vadano contro i nostri sforzi diretti alla costruzione della nazione“.

Immagine presa da:
mysasucks.com.

Fonte | Agi

Lun 05/04/2010 da Patrizia Chimera in ,

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