Stupro della Caffarella: condannati Oltean Gavrila e Alexandru Jean Ionut

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I due romeni fermati con l’accusa di aver stuprato una giovane ragazza nel parco della Caffarella a Roma sono stati condannati. Il processo, eseguito con rito abbreviato, ha giudicato colpevoli entrambi i giovani ritenuti i responsabili dell’atto di violenza sessuale.

Oltean Gavrila dovrà scontare una pena di undici anni e quattro mesi, mentre Alexandru Jean Ionut dovrà rimanere in prigione per sei anni. Questa la decisione presa da Luigi Fiasconaro, il gup di Roma, dopo aver ascoltato l’accusa e la difesa.

Oltean Gavrila non è stato giudicato solamente per lo Stupro della Caffarella, ma anche per un altro reato a sfondo sessuale compiuto il 18 luglio a Villa Gordiani. Il pm Vincenzo Barba, per lui, aveva chiesto 16 anni e 8 mesi di reclusione. Pena ribassata dal giudice a 11 anni. Per l’altro giovane, Alexandru Jean Ionut, invece, il giudice ha tenuto conto delle attenuanti generiche e della sua giovane età, condannandolo a sei anni di reclusione.

Inoltre il giudice ha stabilito una provvisionale di 80mila euro per la ragazza vittima dell’abuso e di 20mila euro per i genitori. Inoltre è stata prevista una provvisionale di 30mila euro per il suo fidanzato, aggredito e picchiato, e 10mila euro per i suoi genitori.

Nel video qui sopra l’interrogatorio di Alexandru Loyos Isztoika che prima confessò lo stupro, per poi negarlo.

Fonte | Repubblica

Mar 06/10/2009 da Patrizia Chimera in

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Ricky Delli Paoli
Ricky Paoli 6 ottobre 2009 19:29
Subtract karmaAdd karma

Pena di morte! ci vuole la pena di mortee!!

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7 ottobre 2009 04:33
Subtract karmaAdd karma

Non capiro’ mai chi e’ a favore alla pena di morte, e’ semplicemente un atto di vendetta inutile, barbaro e fine a se’ stessa. Cosa si guadagna a condannare a morte qualcuno? Nulla! Le ferite rimangono e la situazione rimane identica a prima.
Molto meglio obbligarli a fare lavori forzati a beneficio di altre persone, e se si rifiuta, scatta la pena di morte e si usa gli organi per salvare altre vite.
C’e’ tanta gente che rischia la vita facendo lavori pericolosi, perche’ non lasciare che siano loro a farlo?
Troppo facile ”esorcizzare” le proprie colpe con la morte.

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