Strage di Vibo Valentia: no ai funerali pubblici, rischio di vendette

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Foto: Vittime e assassini della strage di Vibo Valentia

Non ci saranno funerali pubblici per la strage di Vibo Valentia: è stato il prefetto a decidere sulla questione. Maria Luisa Latella ha infatti dichiarato: “In una situazione come questa meglio essere prudenti”. Si temono infatti vendette da parte dei familiari delle vittime. Per adesso sono quattro le persone arrestate dai carabinieri con le accuse di omicidio volontario plurimo per la strage di Vibo Valentia: Ercole Vangeli, che ha confessato subito e altre tre persone, tutti parenti fra di loro, presenti e forse anche autori del delitto avvenuto ieri a Filandri, in provincia di Vibo Valentia. Sono Piero Vangeli, Franco Vangeli, e il genero, Gianni Mazzitello.

Ricordiamo come ieri si sia consumato un vero e proprio massacro a Vibo Valentia, in Calabria: 5 persone sono state uccise in una masseria. Erano Domenico Fontana e i suoi quattro figli, il più giovane di soli 19 anni. Unica sopravvissuta al massacro è la moglie di Domenico, che in quei momenti si trovava a lavorare nei campi.

Subito Vangeli si era consegnato ai carabinieri e, reo confesso, aveva dichiarato: “Troppi soprusi da parte della famiglia Fontana nei miei confronti e di mio padre, che è stato anche preso a schiaffi. L’altra sera non ce l’ho fatta più, ero esasperato. Abbiamo subìto di tutto: tagli di alberi nei nostri terreni, invasioni degli animali nelle nostre proprietà, sfide aperte da parte della famiglia Fontana che spesso e volentieri ci ha umiliati in pubblico”.

Alla fine Vangeli non ce l’ha più fatta e ha freddato l’intera famiglia Fontana. Subito si è pensato a un coinvolgimento della ‘ndrangheta, ma la mafia questa volta non centra nulla. Mario Spagnuolo, procuratore capo ha dichiarato: “Non si tratta di un delitto di mafia, è peggio”.

Fonte | Repubblica

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