Stop ai bambini bielorussi in Italia

Tutto è nato da quella brutta storia che arriva da Genova. Una famiglia ligure, i coniugi Giusto, che aveva deciso di ospitare una bambina proveniente dalla Bielorussia, quando ha visto la bambina si è trovata di fronte ad una triste scoperta: la bimba, che si chiama Masha, portava addosso come marchi indelebili i segni di ferite e maltrattamenti subiti presumibilmente nel suo soggiorno all’orfanotrofio in cui viveva prima del suo viaggio in Italia . La famiglia ligure non ci ha pensato su due volte e ha deciso di trattenere la bimba presso la loro casa, per preservarla da altre violenze. Il governo bielorusso però non era d’accordo. Così adesso ha vietato l’arrivo in Italia di bambini.
Dopo il disastro di Chernobyl, ogni anno numerosi bimbi che vivono in quelle zone vengono per un periodo di vacanza nei nostri paesi: la loro salute migliora grazie a queste sporadiche visite. Ora quei bambini non potranno più venire. Lo ha deciso il ministero degli Esteri di Minsk. Secondo il governo, la storia di Masha “mette a rischio tutto il processo dei viaggi dei bambini bielorussi per cure in Italia”. Ma il ministero assicura che per le adozioni non cambia nulla: non ci sarà anche un blocco delle adozioni.
Masha, o Maria, nonostante l’ingiunzione del tribunale dei minori è rimasta in Liguria: le sue tracce si sono perse. Probabilmente la polizia conosce il nascondiglio, ma non interviene per non creare traumi alla piccola. Gli altri bambini, invece, hanno fatto rientro nel loro paese. La soluzione a questo caso sembra molto lontana.
Ven 15/09/2006 da Patrizia Chimera







