Stop alla pena di morte: l’Onu vota la moratoria

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pena di morte

Il voto che tanti aspettavano è finalmente arrivato. Ieri l’Assemblea Generale dell’Onu ha votato positivamente alla moratoria contro la pena di morte in tutto il mondo. I voti favorevoli nei confronti di questa moratoria sono stati 104, i contrari sono stati 54, mentre 29 gli astenuti. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che la battaglia contro la pena di morte nel mondo è appena cominciata.

L’Onu non potrà intervenire direttamente sulle leggi degli stati che utilizzano ancora la pena di morte. Ma questa votazione diventerà il simbolo della lotta contro il boia. Questa battaglia, iniziata da Italia e Europa, è appena cominciata. La risoluzione dell’Onu dovrà servire come punto di partenza per l’abolizione della pena di morte in tutti gli stati. L’Italia, che per prima ha voluto combattere per questa causa, è ovviamente soddisfatta del risultato.

Come soddisfate sono le diverse associazioni, come Nessuno Tocchi Caino e Amnesty International, che ogni giorno lavorano affinchè la pena di morte venga abolita. Massimo D’Alema ha commentato così: “Sarà più difficile applicare la pena di morte”. Questa risoluzione ha un potere forte: “è la prima volta che un organismo internazionale così importante, il massimo organo della comunità internazionale, si pronuncia in modo forte e chiaro per moratoria delle esecuzioni, ma in vista dell’abolizione della pena di morte”.

Giorgio Napolitano parla di un “segnale storico”, mentre Romano Prodi si dice commosso. E per una volta destra e sinistra sono d’accordo su qualcosa. Anche l’opposizione, infatti, si dice soddisfatta di questo risultato.

Fonte | Il Messaggero

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Andrea 19 dicembre 2007 13:35
Subtract karmaAdd karma

Premessa la mia contrarietà verso la pena di morte, non mi sembra un grosso successone questa moratoria visto che comunqe non impone agli stati dove essa è presente l’abbandono della pena capitale.
Continueranno a fare quello che vogliono (in primis la Cina, poi Usa, etc).
E mentre si discute se toglierla o meno, in Africa o in altre decine di Stati del terzo mondo le dittature e le guerre civili continuano ad uccidere sotto gli occhi dell’Onu (vedi Darfur).

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