Spot della Tim: offre una visione sbagliata della maternità

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Ormai da qualche tempo in televisione vediamo passare una pubblicità dell’ultima offerta della Tim per inviare sms in modo gratuito per tutta l’estate. Una ragazza, grazie proprio a questa promozione, può dare in tutta tranquillità, a tutti i presunti padri del bebè che porta in grembo, il lieto annuncio. E c’è già chi vuole che lo spot venga ritirato.

Alessandra Mussolini, in veste di presidente della commissione parlamentare per l’Infanzia, insiemea alle deputate Manuela di Centa e Gabriella Carlucci protmettono battaglia: “Rappresenta una immagine fuorviante, mortificante e superficiale della maternità“. E annunciano “un’ interpellanza urgente in commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati“.

Nella pubblicità si evidenza chiaramente come non vi sia la certezza della paternità di un nascituro che viene ridotto, quindi, al prodotto del gioco di una notte, che peraltro rispolvera un concetto della sessualità tipico degli anni ’70 oramai superato. Mettere al mondo un figlio è un atto di amore e di responsabilità che non può essere svilito e offeso per mere speculazioni commerciali“.

RADUNO – Nello spot finito nel mirino, si vede una giovane in una sorta di raduno hippie: la protagonista, dopo aver fatto il test di gravidanza, comunica via sms la sua maternità a una serie di ragazzi e di uomini. Per tutti lo stesso messaggio: «Avremo un bambino».

Fonte | Corriere

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Laura 17 luglio 2008 09:32
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Come spot m’ha fatto schifo appena l’ho visto.

Sicuramente da un messaggio sbagliato e non credo nemmeno tanto utile al fine di pubblicizzare davvero l’offerta .. per restare in tema sarebbe stato più furbo un giovane padre che dall’ospedale manda un sms per annunciare il lieto evento a tutti i parenti e amici .. è più realistico ed associabile alla vita reale.

Ciò detto mettersi a fare una campagna di moralizzazione contro uno stupido spot mi pare tempo sprecato .. siamo davvero così mentalmente imbecilli da non saper distinguere uno spot dalla vita reale?!?!?

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Gio81
Gio81 17 luglio 2008 10:02
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“siamo davvero così mentalmente imbecilli da non saper distinguere uno spot dalla vita reale?!”: mi hai rubato le parole di bocca Laura!
è una pubblicità e nient’altro… facciamo una campagna mediatica per criticare uno spot (quindi inutile per antonomasia, come direbbe Aldo di AG&G) e dargli peso o ce ne freghiamo e quando c’è pubblicità (questa come altre) giriamo semplicemente canale?
che scelta difficile…
ps. sarà 10 anni che non mi guardo più di un minuto di spot di fila… basta saper usare un telecomando…

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R&R 17 luglio 2008 11:22
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Spot orrendo che riduce la donna ad una prostituta, e pure stupida visto che non ha preso precauzioni.
Da adulto posso dire “E’ uno spot, brutto e degradante, ma sempre uno spot”
Pero’ la TV non la guardano solo gli adulti, e se censurano alcuni cartoni animati,questo spot andrebbe distrutto assieme al suo ideatore.

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Laura 17 luglio 2008 12:12
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Della “censura” di quanto trasmesso dovrbbero occuparsene le reti .. non essendo a casa per vedere se venga o meno trasmesso anche all’interno della fascia protetta non posso fare commenti a riguardo .. però resto dell’idea che se a preoccuparci c’è il fatto che i nostri figli possano essere traviati dalla televisione sarebbe meglio che prima iniziassimo a guardare le televisione con loro invece di delegare ad una scatola la loro educazione.

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Letterio Iannello Lillo 17 luglio 2008 12:02
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Non volevo dirlo (per ovvi motivi di copyright) ma credo proprio che ci sia sufficiente materiale per un secondo altrettanto simpatico spot, visto che il cambio di scenografia da un raduno motociclistico hippy in tenda in una riunione parlamentare in pal**** Montecitorio (baby compreso) ne offrirebbe l’opportunità.

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Ciny2 17 luglio 2008 15:34
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bisogna essere bacati, per travisare cosi il senso di una pubblicità

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Federica87 17 luglio 2008 18:51
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Bè ragazzi non vorrei dire, ma la pubblicità ha cambiato i comportamenti di tutti negli ultimi 20 anni.. che sia televisiva, cartacea, sonora, etc..

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Tontako 17 luglio 2008 20:22
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Non avevo mica capito il senso dello spot. Pensavo che fossero diverse ragazze che comunicavano in contemporanea ai loro partner di essere incinte. Ops.

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Mario 18 luglio 2008 07:32
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Io ho trovato lo spot carino e leggero, così come andava preso!
Niente più paperelle, niente più sto cercando con “gugol”, niente più improbabili supermodelle seminude, ma uno spaccato di vita degli anni’70 che fa sorridere proprio perchè non più proponibile nella società moderna.
Addirittura mi sono fatto un flash dello spot successivo, riprendendo un commento fatto da laura:
Dopo nove mesi la ragazza partorisce, ed i 10 e passa presunti papà si ritrovano tutti in sala parto mentre l’infermiera passa loro il bambino, e tutti commossi se lo passano e lo salutano, e mandano un messaggio ai loro amici e parenti, scrivendo: Sono diventato papà!
Sarebbe così brutto vedere un uomo felice per questa cosa?
Moralizziamoci meno e sorridiamo un pò di più!

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R&R 18 luglio 2008 11:37
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@Mario
E’ terribile quello che scirvi, davvero terribile.
“Moralizziamoci” di piu’, molto di piu’!
Qui si sta perdendo il lume della ragione.

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Anonimo 17 agosto 2008 01:44
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Che stupidaggini che hai scritto Mario!!!!!!! Cmq concordo con chi ha scritto “Spot orrendo che riduce la donna ad una prostituta”.
Questo spot si può capire il messaggio sbagliato che dà (e secondo me non deve succedere), ma ci sono altri programmi che influenzano (con la cultura dell’egoismo e mancanza di valori umani), che influenzano dico le menti subdolamente

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