Soldati morti in Afghanistan: immagini dei funerali

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Foto: Funerali dei soldati morti in Afghanistan

Grande commozione oggi a Roma, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, che ha accolto le bare dei quattro soldati italiani morti in Afghanistan. Ieri l’arrivo in Italia delle salme degli alpini caduti in seguito ad un attentato gia’ rivendicato dai talebani. Dopo l’allestimento della Camera Ardente al Celio, oggi si sono svolti i funerali di Gianmarco Manca, Francesco Vannozzi, Sebastiano Ville e Marco Pedone. Le loro bare sono arrivate avvolte nel tricolore, alla presenza dei commilitoni, dei famigliari, delle piu’ alte cariche dello stato e di tanta gente comune.

Presenti ai funerali degli alpini morti in Afghanistan lo scorso 9 ottobre, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ma anche Gianfranco Fini, Ignazio La Russa, Umberto Bossi, Franco Frattini, Roberto Maroni, alcuni esponenti della sinistra e tanta gente comune. Presenti anche i familiari di Luca Cornacchia, il quinto alpino rimasto coinvolto nell’attentato di sabato, rimasto solamente ferito.

Caro presidente e cari familiari, in questa chiesa è raccolta simbolicamente l’Italia che abbraccia come una madre Gianmarco, Sebastiano, Marco, Francesco“, queste le parole dell’ordinario militare per l’Italia, monsignor Vincenzo Pelvi: “I nostri militari sono coinvolti nel grande compito di dare allo sviluppo e alla pace un senso pienamente umano“, e “dinanzi a tale responsabilità nessuno può restare neutrale o affidarsi a giochi di sensibilità variabili, che indeboliscono a mio parere la tenuta di un impegno così delicato per la sicurezza dei popoli“.

Nel giorno del saluto ai quattro alpini, non sono mancate le polemiche. Il sindaco di Belluno aveva invitato ad esporre il tricolore, proclamando una giornata di lutto cittadino per i soldati del Settimo Reggimento morti in Afghanistan. Proprio il tricolore, pero’, da esporre alle finestre in segno di rispetto non e’ piaciuto ai piu’: il capogruppo del Carroccio in Consiglio comunale, Silvano Serafini, ha sottolineato che la bandiera italiana rimarra’ nel cassetto “finché non torneranno gli ideali originali, che sono stati usurpati“. Lui non accoglie l’invito perche’ aspetta il federalismo. E insieme a lui altri esponenti del Carroccio hanno detto no alla proposta del sindaco, come Paolo Costa che polemizza sul fatto che lui non vede differenze tra chi muore per una fucilata e chi muore cadendo da un’impalcatura. Tutti dovrebbero essere onorati allo stesso modo.

Fonte | Corriere

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