Sky contro l’Iva imposta dal governo
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Proprio l’altro giorno vi parlavamo del pacchetto anti crisi che il governo italiano aveva varato per salvare le famiglie italiane dalla crisi internazionale. Ma in quel decreto anti crisi c’e’ anche una misura che interessa gli abbonamenti alle televisioni a pagamento: un aumento delle aliquote che, ovviamente, fa infuriare i diretti interessati.
Il decreto anti crisi prevede un aumento dal 10 per cento al 20 per cento. Sky, la diretta interessata, parla di una “tassa” che non e’ altro che “un favore a Mediaset“. E anche l’opposizione non ci sta, parlando del solito “conflitto di interesse” del premier Silvio Berlusconi.
Ma la maggioranza lo difende. Ignazio La Russa: “Anch’io sono abbonato a Sky ma non bisogna dimenticare che quando nacque la pay tv noi demmo uno sconto che gli altri non avevano. Oggi è stata riportata a livello degli altri, è cioè stato tolto un privilegio“. E poi aggiunge: “in tempi di crisi i privilegi vanno tolti a tutti“. Mentre Maurizio Sacconi precisa: “Se sarà mantenuto l’aumento dell’Iva per Sky dal 10% al 20% come previsto dal pacchetto anti-crisi lo deciderà il Parlamento che è chiamato a trasformare in legge il decreto“.
Ma l’opposizione non ci sta: “C’è poco da fare. Il conflitto di interessi è destinato a caratterizzare di nuovo il corso di questa legislatura. La scelta, di fatto, di penalizzare Sky attraverso una norma inserita nel decreto anticrisi è la conferma che quando si toccano gli interessi nel campo televisivo scende come un macigno nella politica italiana l’eterno conflitto di interessi che accompagna da sempre la destra berlusconiana“.
Ma Silvio Berlusconi precisa: “Sky non è un concorrente di Mediaset in quanto viaggia sul satellite e ha altre regole. Il provvedimento ha penalizzato anche Mediaset che sta per far partire una tv su abbonamento. Questo dimostra che hanno inventato il conflitto di interessi“.
Fonte | La Stampa
Lun 01/12/2008 da Patrizia Chimera in Crisi Economica, Sky, Tasse













