Silvio Berlusconi: Protezione Civile mai più in Abruzzo
La Protezione Civile non andrà mai più in Abruzzo. Queste le parole di Silvio Berlusconi, espresse in occasione dell’Assemblea di Federalberghi che si è svolta oggi a Roma. Il premier avrebbe già dato disposizioni agli uomini della Protezione Civile affinchè non si nelle zone colpite dal terremoto del 6 aprile del 2009, sisma che ha sconvolto L’Aquila e la sua provincia. Il Presidente del Consiglio ha consigliato loro di recarsi in quelle zone, ma di non rendersi riconoscibili, perchè potrebbero rischiare molto, anche di essere colpiti da un proiettile.
“La Protezione Civile non si recherà più in Abruzzo finché esisterà l’accusa di omicidio colposo“, queste le parole di Silvio Berlusconi, che poi ha aggiunto di non rendersi riconoscibili in queste zone perché “qualcuno con la mente fragile rischia che gli spari in testa“.
Tutta colpa dell’apertura del fascicolo della Procura che indaga sulle alte cariche della Protezione Civile, che non avrebbero avvertito in tempo la popolazione abruzzese dei rischi che stavano correndo. Secondo il premier, gli uomini della Protezione Civile rischiano che i famigliari delle persone morte sotto le macerie, che magari hanno una mente fragile, possano colpirli con un’arma da fuioco. Parole davvero molto pesanti, che infuocano ancora di più la discussione sul tema.
La Procura della Repubblica dell’Aquila avrebbe risposto alle accuse affermando che comunque continuerà nel suo lavoro, come ha fatto finora.
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www.riviera24.it.
Fonte | Repubblica
Mar 08/06/2010 da Patrizia Chimera in Protezione Civile, Terremoto











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