Silvio Berlusconi indagato nell’inchiesta di Trani
Aveva chiesto delucidazioni in merito e queste sono arrivate in serata: Silvio Berlusconi e’ formalmente indagato nell’inchiesta di Trani, che riguarda sia la Rai sia l’Agcom, con l’accusa di concussione e anche per “violenza o minaccia a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario“, secondo gli articoli 317 e 338 del Codice penale. Questi reati sarebbero stati compiuti dal premier contro il Garante delle Comunicazioni: oltre a Silvio Berlusconi, indagati anche Giancarlo Innocenzi, il Garante dell’Agcom, per il quale si parla di favoreggiamento personale, e Augusto Minzonlini, direttore del Tg1.
“Sono scandalizzato. Ci sono palesi violazioni della legge“, questo il commento di Silvio Berlusconi che parla di un’”iniziativa grottesca“, che pero’ lo preoccupa affatto, anche perche’ “sono intervenuto a destra e a manca” contro i processi televisivi e le sue sono “posizioni non soltanto lecite ma doverose“.
“Sul contenuto non sono affatto preoccupato perché è un diritto del presidente del Consiglio di parlare al telefono con chiunque senza essere intercettato anche surrettiziamente come avvenuto qui“. Poi Silvio Berlusconi ha ricordato che viviamo in un clima avvelenato e la manifestazione di sabato scorso del centrosinistra ne sarebbe una dimostrazione: “la sinistra ha armato le procure contro di noi e usa le intercettazioni e la giustizia ad orologeria per la sua campagna di insulti“.
Anche Ghedini, avvocato del premier, parla di una situazione irreale: “Se davvero a Trani si prospetta nei confronti del Presidente Berlusconi la concussione e la violenza o minaccia a corpo politico, amministrativo o giudiziario si è fuori da ogni logica e in una situazione giuridicamente inconcepibile e intollerabile. La tesi non è soltanto destituita di ogni fondamento in fatto, ma è contraria al buon senso e a ogni possibile ipotesi contenuta nel codice. Che una simile contestazione sortisca proprio a pochi giorni dalle elezioni e con continue fughe di notizie, che non possono che provenire dall’interno, non sorprende, ma vi dovrebbe essere un limite alla fantasia giuridica della magistratura“.
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Fonte | Corriere
Mar 16/03/2010 da Patrizia Chimera in Rai, Tribunale











