Silvio Berlusconi e Barack Obama: incontro negli Usa

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Foto: Barack Obama Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi e Barack Obama si sono incontrati ufficialmente. Il premier italiano, infatti, si e’ recato in America per incontrare il presidente degli Stati Uniti d’America: i due, in realta’, si erano gia’ scambiati qualche battuta durante incontri ufficiali con altri capi di stato. Ma un incontro tra i due non c’era ancora stato.

Quando venne eletto presidente degli Stati Uniti d’America, Silvio Berlusconi defini’ Barack Obama “giovane, bello e abbronzato”: si temeva un incidente diplomatico, che invece non c’e stato. Il premier italiano temeva anche che i rapporti potessero essere minati dal gossip che riguarda il presidente in questi giorni: ed invece e’ stato accolto in amicizia e con cordialita’.

Silvio Berlusconi e Barack Obama hanno parlato a lungo, per poi concludere l’incontro in una conferenza stampa nella Sala Ovale. Il presidente americano ha affermato: “Tra noi è stato un ottimo inizio“, aggiungendo che “mi piace personalmente Berlusconi“, detto di fronte al premier che appariva un po’ teso.

Da parte sua, Silvio Berlusconi, che ha dovuto lottare con i problemi di torcicollo, si e’ detto disponibile alle richieste dell’America. Hanno anche parlato, com’era inevitabile, del G8 che a inizio luglio si terra’ a L’Aquila, al quale parteciperanno i potenti di tutto il mondo. La sicurezza e’ il problema principale!

Immagini prese da:
wwwimage.cbsnews.com
www.pupia.tv
stampaestera.files.wordpress.com
.

Fonte | La Stampa

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DURO 16 giugno 2009 19:05
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NON HO VISTO GLI AMICI DI OBAMA CACIOCAVALLO ED AGENZIA MATRIMONIALE !!!!!!!

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Pietro ancona 17 giugno 2009 09:29
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Pettegolezzi in cucina
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Nei luoghi dove la servitù del pal**** di riuniva per attendere gli ordini che arrivavano da uno scampanellio o da un citofono interno attraverso la voce del maggiordomo o della governante si commentava la vita dei “padroni”, si diffondevano pettegolezzi, si esprimevano naturalmente con molta, moltissima circospezione, opinioni sugli avvenimenti della vita del signori, non importa se nobili o soltanto ricconi, dei quali si era a servizio, si facevano difficili esercizi di decifrazione, di interpretazione dei fatti del giorno.
A leggere i giornali di oggi ed a sentire i commenti sulla gita a Washinton del Presidente del Consiglio sembra appunto di essere nella stanza della servitù dei palazzi padronali di una volta come ci sono stati tramandati dalla letteratura e dal cinema. La servitù si divide tra il gruppo capeggiato dal facinoroso Feltri
e l’angelico Giordano che danno il là a tutti i pennivendoli del Regime ( ieri questo ruolo era assolto dal Foglio di Ferrara ma oramai considerato inadatto alla brutalità dello scontro in corso dal capo delle batteria massmediatica) che sostiene il pieno successo dell’incontro americano, le pacche sulle spalle, i sorrisi, il clima di cordialità mentre un’altra parte della servitù sostiene che l’incontro è stato freddo, che è durato poco, si è svolto quasi in piedi, Berlusconi non è stato invitato a pranzo ed altre cose di questo genere.
La servitù analizza le fotografie, le parole ad una ad una, si chiede se Berlusconi si è visto o no con la fist lady Michelle
Obama , il fatto che l’incontro sia stato l’ultimo del giro del neo Presidente americano e si chiede quali riflessi avrà sulla politica italiana. Insomma un battito di ciglio, un tono di voce, una risata di Obama sono decisivi per
l’Italia!
La classe dirigente italiana non da sempre è stata tanto morbosamente dipendente dalla Corte Imperiale Usa. Da De Gasperi a Craxi l’atlantismo è stato praticato complessivamente con dignità naturalmente nello ambito di una subalternità spesso assai accentuata. D’Alema per farsi accettare come Primo Ministro ex PCI ha addirittura bombardato Belgrado dentro una guerra tra le più discutibili che la Nato ha combattuto contro la Jugoslavia ed in particolare contro la Serbia. Paradossalmente il Berlusconi che si è presentato tremebondo ad Obama timoroso per l’offesa che gli aveva arrecato e bisognoso della sua benevolenza è il primo Ministro Italiano dopo Moro a sfuggire alle direttive della Casa Bianca: ha aperto verso la Russia proponendone addirittura l’ingresso nell’Unione Europea ed ha chiuso il contenzioso coloniale con la Libia diretta da uno “segnato” come Gheddavi, personaggio che gli USA hanno tentato di uccidere diverse volte bombardandolo o inseguendolo sui cieli d’Italia.
Insomma, dalla destra italiana si vuole dimostrare agli USA una fedeltà canina, acritica, priva di ritegno e di pudore mentre dall’opposizione si manda un messaggio pure di fedeltà totale e si lascia capire che i dirigenti del PD sono più seri, garantirebbero meglio gli interessi americani con la dignità della nuova fase ispirata da Obama e dal suo stile di comando.
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
http://www.spazioamico.it

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