Silvio Berlusconi: “condannato a restare”

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Foto: berlusconi cl

Per gli oppositori del Cavaliere, questa assomiglia molto ad una minaccia. Per i suoi simpatizzanti, invece, rappresenta una promessa a cui credere. Silvio Berlusconi durante il suo intervento al meeting di Rimini di Comunione e Liberazione ha tenuto un vero e proprio show. Protagonista lui stesso. Davanti ad una platea in visibilio per la sua apparizione e le sue parole, Silvio Berlusconi è tornato ad essere quello di sempre: vacanze messe da parte, ora è tornato a dedicarsi alla politica. E lo fa a modo suo.

“Secondo noi l’Italia deve essere cattolica e degli italiani. La sinistra pensa invece a un’Italia plurietnica”. Questo uno dei punti cardine del suo discorso, che, come prevedibile, ha innescato tra il popolo ciellino facili entusiasmi, tanto che ad un certo punto la platea ha iniziato a urlare “Silvio, Silvio” o l’immancabile coro da stadio “Chi non salta comunista è!”. Berlusconi ha poi proseguito affermando che il comunismo “è ancora un pericolo non scongiurato” e di essere “condannato a continuare e ad andare avanti anche per un fatto di orgoglio e storia personale. La metà del Paese mi detesta, l’altra metà mi sostiene e forse mi ama”.

Ma l’apice lo raggiunge quando riferendosi a Don Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione, afferma: “Lui mi disse che il destino mi aveva fatto diventare l’uomo della provvidenza”. Già, è tornato il Silvio Berlusconi di un tempo. Non ci credete? Allora, guardate la fotografia in cui mostra alla platea quanto sono cresciuti i suoi capelli: Silvio Berlusconi è tornato in gran forma!

Sab 26/08/2006 da Patrizia Chimera

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