Sicurezza sul lavoro: in India le squillo possono stipulare assicurazioni

Anche le prostitute rischiano sul posto di lavoro. E per maggiore sicurezza, soprattutto in caso di incidenti, possono stipulare un’assicurazione. Almeno in India. Barati Dey, di 45 anni, da tempo si batte pe rla legalizzazione della prostituzione nel suo paese. E adesso è riuscita a compiere un passo in avanti: per la prima volta una compagnia assicurativa ha stipulato una polizza sulla vita ad una prostituta.
Barati Dey, che ha lavorato per lungo tempo a Sonagachi di Kolkata, un enorme quartiere a luci rosse, parla della sua polizza sulla vita della Life Insurance Corporation: “Le prostitute corrono moltissimi pericoli sul lavoro e spesso sono oggetto di violenze non solo da parte di uomini senza scrupoli, ma spesso anche da parte dei poliziotti. Avere una polizza certo non cambia la vita, però è un segnale che esistiamo e che svolgiamo un lavoro che prima o poi dovrà essere riconosciuto“.
Barati Dey da tempo fa parte del Comitato Coordinamento delle irriducibili, il Durbar Mahila Samanwaya Committee, e lotta per la legalizzazione di questo lavoro: “Combattiamo per la legalizzazione del nostro lavoro da oltre un decennio, ma questa è la prima volta che una compagnia governativa grande quanto la Lic ci ha riconosciute come professioniste“.
E in India le prostitute che si sono già assicurate sono 250. Davvero poco se si pensa che in India le libere professioniste di questo settore siano almeno 2 milioni, molte delle quali lo fanno per sopravvivere o perchè costrette.
Fonte | Tiscali
Lun 05/05/2008 da Patrizia Chimera in Prostituzione






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