Sicurezza sul lavoro: in India le squillo possono stipulare assicurazioni

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prostituta

Anche le prostitute rischiano sul posto di lavoro. E per maggiore sicurezza, soprattutto in caso di incidenti, possono stipulare un’assicurazione. Almeno in India. Barati Dey, di 45 anni, da tempo si batte pe rla legalizzazione della prostituzione nel suo paese. E adesso è riuscita a compiere un passo in avanti: per la prima volta una compagnia assicurativa ha stipulato una polizza sulla vita ad una prostituta.

Barati Dey, che ha lavorato per lungo tempo a Sonagachi di Kolkata, un enorme quartiere a luci rosse, parla della sua polizza sulla vita della Life Insurance Corporation: “Le prostitute corrono moltissimi pericoli sul lavoro e spesso sono oggetto di violenze non solo da parte di uomini senza scrupoli, ma spesso anche da parte dei poliziotti. Avere una polizza certo non cambia la vita, però è un segnale che esistiamo e che svolgiamo un lavoro che prima o poi dovrà essere riconosciuto“.

Barati Dey da tempo fa parte del Comitato Coordinamento delle irriducibili, il Durbar Mahila Samanwaya Committee, e lotta per la legalizzazione di questo lavoro: “Combattiamo per la legalizzazione del nostro lavoro da oltre un decennio, ma questa è la prima volta che una compagnia governativa grande quanto la Lic ci ha riconosciute come professioniste“.

E in India le prostitute che si sono già assicurate sono 250. Davvero poco se si pensa che in India le libere professioniste di questo settore siano almeno 2 milioni, molte delle quali lo fanno per sopravvivere o perchè costrette.

Fonte | Tiscali

Lun 05/05/2008 da Patrizia Chimera in

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Angela 5 maggio 2008 11:00
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Volevo aggiungere inoltre che un’ assicurazione non ti salva assolutamente da eventuali aggressioni (altro luogo comune che vuole a tutti i costi che tutte le prostitute vengano aggredite, scippate, violentate quando vanno con qualcuno), casomai è compito e dovere della diretta interessata sapersi difendere nel modo più appropriato possibile proprio come faccio io che, comunque ci tengo a specificare in tutti questi anni non ho mai e dico mai subìto un’ aggressione anzi, quando il cliente lo tratti coi guanti non solo ti guadagni in poc tempo il suo rispetto, ma ne diventi anche amico nel tempo.

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Gio 5 maggio 2008 12:14
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beh, essendo in India e dato che molte lo fanno non certo per divertimento nel fare sesso o per vivere la propria sessualità senza freni, direi che si tratta di una buona idea o, almeno, di un buon inizio, verso il riconoscimento di una professione e di una figura da troppo tempo svalutata e sottoconsiderata!!!
ovvio che un’assicurazione non ti salvi dalle violenze (neanche dai meteoriti in testa o dai tumori se è per quello) ma meglio averla che non averla; tra l’altro dev’essere anche una bella soddisfazione per chi ha lottato tanto per avere dei diritti, anche diritti base che magari qua sono già implicitamente assicurati…
ps. fare la prostituta in Italia non credo sia proprio uguale a farlo a Kolkata dove molte condizioni (di vita, igieniche, culturali) sono parecchio diverse… qui può anche essere per divertimento (nonostante la maggioranza rimanga per l’obbligo forzato e/o lo sfruttamento), lì è per necessità, e c’è una gran bella differenza…

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