Sicurezza: impronte digitali per tutti i bambini Rom?

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Impronte digitali

In questi giorni di dura lotta e dibattiti sul fronte sicurezza una delle proposte del nuovo governo sta facendo molto discutere sia l’ambiente politico sia i comuni cittadini: la proposta del Ministero dell’Interno, è quella di prendere le impronte digitali a tutti i bambini ROM residenti nei vari campi nomadi sparsi per l’Italia, per tenere così un registro identificativo facile e veloce da consultare in caso di bisogno. E le polemiche si sprecano…

Le centinaia di polemiche che hanno portato addirittura ad una parziale ripensamento anche da esponenti del Governo stesso, vertono principalmente sulla costituzionalità e sulla legalità dell’adottare un provvedimento del genere visto, da molti, come razzista e classista. Se da un lato, infatti, il ministro Maroni fa notare la necessità di una regolamentazione e una facile identificazione dei bambini ROM sparsi nel paese per evitare casi, come già successo più di una volta, di bambini con decine di nominativi diversi, dall’altro l’opposizione, con l’appoggio dell’Unione Europea (da subito contraria) e del Vaticano, fa notare come questo sia un provvedimento che potrebbe portare al razzismo e alla “segregazione ideologica” di una piccola, ma pur sempre presente, parte della popolazione.

Il dibattito è ancora in corso e non sembrano esserci molti punti d’accordo, lasciando così situazione e posizioni in campo invariate e invariabili. Magari unendo, per una volta, idee provenienti da entrambe le “fazioni” chissà che non si possa arrivare ad un provvedimento meno discriminante dell’idea originale ma più efficace rispetto alla troppa libertà concessa sinora a chi poi, forse, se ne approfitta un po’…

Fonte | Barimia

Lun 30/06/2008 da Gio81 in ,

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Gabriele 1 luglio 2008 10:34
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Ottima idea questa…che estenderei a tutta la popolazione italiana..tanto se una persona è corretta e non vuole delinquere di cosa si dovrebbe preoccupare? e poi chi ha fatto la visita militare come me è gia schedato. Quindi più fonti ci sono per aiutare le forze dell’ordine e meglio è.

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Laura 1 luglio 2008 11:43
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Sono d’accoro con te .. ero pronta a mettere le mie impronte digitali sulla carta di identità all’epoca e non avrei problemi a farmi “schedare” adesso :)

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Dany 1 luglio 2008 16:55
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una domanda,ma queste persone sono registrate all’anagrafe e a qualunque altra parte che serve come tutti noi? io lo chiedo perchè sinceramente non lo sò,se lo sono non c’è bisogno delle impronte digitali che bisognerebbe prendere solo quando vengono presi in fragrante reato, se non sono registrati da nessuna parte bisogna per forza prendere stè benedette impronte altrimenti come si fà a sapere quanti ne sono e tenerli sotto controllo? quà ogni cosa che si fà si grida al razzismo, ma se noi stiamo sotto controllo e abbiamo il codice fiscale e altri codici tipo p.iva ,inail ,codice sanitario che sono tante schedature perchè loro devono essere anonimi e incontrollabili?

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Gabriele 1 luglio 2008 18:47
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Dany pienamente d’accordo con te. Oggi basta di una parola che subito i benpensati gridano al razzismo..non se ne può più di questo falso buonismo che porterà solo alla rovina della nostra società…con certa gente volenti o nolenti un pò di pugno di ferro ci vuole..

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Paolo61 1 luglio 2008 18:58
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…STRAQUOTONE x dany….

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1 luglio 2008 20:02
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Non c’entra essere benpensanti. “Benpensanti” significa fingere di operare per il bene della sicurezza quando si appoggiano leggi razziste. Nessuno ha proposto di “schedare tutti gli italiani”, come si diceva sopra, ma solo i ROM, e questo è razzismo.
E poi spiegatemi per favore un governo che fa “tanto” contro il crimine e poi propone leggi per bloccare tutti i processi inferiori ai 10 anni dal 2002…

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Gabriele 2 luglio 2008 08:48
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Questo mi spiace ma secondo me è un’intervento fazioso…Questi cari nomadi se non vengono schedati una buona volta potranno fare sempre quello che vogliono fornendo centinaia di identità false sensa essere mai arrestati.

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2 luglio 2008 13:47
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Allora dobbiamo schedare tutti. Le misure di sicurezza che valgono per gli italiani valgano anche per loro. Non dimentichiamoci che abbiamo al governo gente che fino a ieri gridava contro “negri e musulmani” e individui per cui mussolini “Mandava la gente in vacanza”. Ogni tentativo da parte di questi qui di fare “due pesi e due misure” mi sembra un tantino inquietante…

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Gabriele 2 luglio 2008 15:21
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allora schediamoci tutti io non ho nessun problema a farlo….

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Cocco giovanni 10 luglio 2008 17:48
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Le impronte ai rom?
era ora che qualcuno se ne occupasse.
Bravo ministro Maroni.
Le impronte vanno prese a tutti,Italiani compresi.
Con la leva obbligatoria ciò avveniva per i maschi nella normalità.
Nessuno se ne lamentava.
Ora che non c’è più è un grave handicapp.
E’ risibile chi parla di razzismo.
Il crimine non è prerogativa solo degli uomini.
Molti delitti restano irrisolti proprio grazie all’assenza di un archivio all’uopo attrezzato.
Un piccolo suggerimento:
le impronte vanno prese a tutti comprese quelle delle donne.
Quante volte sulla scena del delitto si rinvengono impronte non appartenenti agli indagati e gli inquirenti non sanno a chi appartengono?

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Gio81
Gio81 11 luglio 2008 11:24
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aggiornamento:
l’Europa ha fatto pervenire il suo totale dissenso nei confronti della legge, bloccandone l’applicazione; questo grazie al voto del Parlamento Europeo, dove è passato un emendamento del centrosinistra che boccia il pacchetto di emergenza deciso dal Governo.
Maroni (ideatore della cosa), Frattini e Ronchi (politiche comunitarie) si dicono indignati e affermano che “una parte del Parlamento europeo sfrutta il sentimento di pietà nei confronti dei bambini e delle minoranze etniche per attaccare l’azione di un governo europeo che pone mano a questa situazione di degrado sociale e umano”.
Anche se la dichiarazione è stata in seguito ridimensionata in “…uno strumento che verrà utilizzato solo in quei casi in cui non sia possibile una identificazione certa attraverso i documenti disponibili”, il muro contro muro resta.

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Michele 22 luglio 2008 20:50
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Non so altrove, ma qui da me, ad Avellino, già da quattro anni (ovvero da quando è stata introdotta la carta di identità elettronica, in luogo di quella tradizionale cartacea) le impronte digitali del dito indice della mano destra vengono prese a tutti coloro che richiedono il documento; in questi anni pare che siano state prelevate circa trentamila impronte, conservate in un archivio digitale.
Però finora nessuno ha mai protestato…
michele

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