Sicurezza: impronte digitali per tutti i bambini Rom?

In questi giorni di dura lotta e dibattiti sul fronte sicurezza una delle proposte del nuovo governo sta facendo molto discutere sia l’ambiente politico sia i comuni cittadini: la proposta del Ministero dell’Interno, è quella di prendere le impronte digitali a tutti i bambini ROM residenti nei vari campi nomadi sparsi per l’Italia, per tenere così un registro identificativo facile e veloce da consultare in caso di bisogno. E le polemiche si sprecano…
Le centinaia di polemiche che hanno portato addirittura ad una parziale ripensamento anche da esponenti del Governo stesso, vertono principalmente sulla costituzionalità e sulla legalità dell’adottare un provvedimento del genere visto, da molti, come razzista e classista. Se da un lato, infatti, il ministro Maroni fa notare la necessità di una regolamentazione e una facile identificazione dei bambini ROM sparsi nel paese per evitare casi, come già successo più di una volta, di bambini con decine di nominativi diversi, dall’altro l’opposizione, con l’appoggio dell’Unione Europea (da subito contraria) e del Vaticano, fa notare come questo sia un provvedimento che potrebbe portare al razzismo e alla “segregazione ideologica” di una piccola, ma pur sempre presente, parte della popolazione.
Il dibattito è ancora in corso e non sembrano esserci molti punti d’accordo, lasciando così situazione e posizioni in campo invariate e invariabili. Magari unendo, per una volta, idee provenienti da entrambe le “fazioni” chissà che non si possa arrivare ad un provvedimento meno discriminante dell’idea originale ma più efficace rispetto alla troppa libertà concessa sinora a chi poi, forse, se ne approfitta un po’…
Fonte | Barimia
Lun 30/06/2008 da Gio81 in Roberto Maroni, Unione Europea







