Senza vestiti sul web, la protesta delle giovani israeliane corre su internet

Senza vestiti sul web, la protesta delle giovani israeliane corre su internet

israeliane nude

Senza vestiti per protesta. Senza vestiti per essere uguali, senza pregiudizio. È la particolare iniziative di una cinquantina di donne israeliane che sabato sera si sono trovate in una casa occupata di Tel Aviv, sul Rotschild Boulevard, e hanno posato senza veli, mostrando solo uno striscione in arabo, ebraico e inglese, con le foto che hanno fatto il giro del web. “Amore senza confini. Omaggio ad Aliaa El Mahdy. Le sorelle d’Israele“. Solidarietà dunque alla blogger egiziana che, dopo aver postato le sue foto di nudo su internet, si trova isolata e vittima di insulti e minacce. Il gesto però vuole anche sottolineare la battaglia che imperversa in Israele tra ebrei ultraortodossi e la maggioranza laica.

A organizzare l’iniziativa è stata Or Tepler, 28 anni, che ha voluto mostrare la sua solidarietà a Aliaa El Mahdy, la studentessa del Cairo protagonista di una battaglia per la libertà delle donne in particolare delle egiziane.

Tutto è iniziato qualche giorno fa quando la blogger, 20 anni e studentessa all’American University, ha postato su facebook alcuni suoi scatti senza veli, per protestare contro la “censura sulla nostra conoscenza, la nostra espressione e la nostra sessualità“. Aliaa si professa atea dall’età di sedici anni, laica, femminista,vegetariana, individualista ed egiziana. Da qui la decisione di usare il nudo come mezzo di protesta contro una società chiusa e restrittiva nei confronti delle donne.

Grande e immediata popolarità per la giovane blogger, ma anche insulti e minacce di morte che l’hanno portata a cancellare gli account di facebook e twitter, sparendo così dal web.

A esprimere solidarietà ad Aliaa le giovani israeliane, come lei senza veli su internet. Un modo anche per chiedere che continuino le buone relazioni tra Israele e l’Egitto e per protestare contro gli attacchi alla libertà di espressione nel paese da parte degli ebrei ultraortodossi.

Nella capitale, per esempio, una scuola di danza è stata obbligata a coprire le vetrate con tende pesanti per non urtare al sensibilità degli studenti religiosi.

Siamo contro l’iranizzazione di qualunque società e contro qualunque governo voglia mettere il bavaglio alla libertà d’esprimersi“, spiega Or Tepler. “Senza vestiti siamo tutte uguali, non conta essere ebree, arabe, etero o lesbiche“.

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Lun 21/11/2011 da in , ,

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