“Senza Berlusconi siamo in lutto”, la stampa estera rimpiange l’ex premier

  • Commenti (1)
  • Condividi
  • Email
  • Stampa

Berlusconi corna

Il governo di Mario Monti forse trascinerà fuori l’Italia dalla crisi, ma i giornalisti della stampa estera rimpiangono eccome Silvio Berlusconi. Un personaggio colorito che, insieme ad altri membri del governo, ha riempito le pagine dei giornali stranieri con le “stranezze” e i comportamenti poco ortodossi, soprattutto agli occhi degli altri europei, abituati a politici compassati. Così i giornalisti dei maggiori quotidiani europei rimpiangono l’ex premier, personaggio talmente eclatante da far scorrere fiumi d’inchiostro.

Intervistati dal Corriere della Sera, i corrispondenti raccontano cosa ha significato per loro l’era Berlusconi. Micheal Day, corrispondente per il britannico The Indipendent, ricorda che ogni volta che Berlusconi parlava c’era qualcosa d’interessante da scrivere. “Con il governo di Mario Monti è difficile immaginare i festini alla Bocconi“, dice Day che ricorda altri “personaggi” come Roberto Calderoli, Umberto Bossi o Mara Carfagna, difficili da immaginare al potere in un altro paese. Questo perché alla stampa estera, soprattutto quella inglese, piace il gossip, storie torbide e tutti gli scandali.

Stesso parere per Maarten Veeger, corrispondente del Het Financieele Dagblad, giornale olandese. Pur ammettendo che qualche volta si è “vergognato” di proporre pezzi su Berlusconi e le sue faccende tra festini, tribunali e scelte politiche lontane dai voleri europei, ora mancano certe notizie che tirano, come si dice in gergo. Certo, ora l’Italia viene presa sul serio dall’Europa, ma con il Cavaliere si è scritto moltissimo, dice Veeger.

Guilherme Aquino, della tv SBT Brasil, ricorda che a interessare era il personaggio Berlusconi, le sue gaffe, come le famose “corna” o la dichiarazione su Obama “abbronzato”. Ora il lavoro si è dimezzato perché con il “gotha” dell’Università italiana al potere la politica, da colorata e piena di gossip, è sbiancata a numeri e cifre.

Philip Webster, che lavora per Argus a Londra, ricorda uno dei pilastri del fare informazione: la novità, come lo era Berlusconi nel 2001. Ora ha perso il suo fascino, dice, troppi gli scandali e l’effetto novità scompare, anche perché ora le tematiche che interessano i lettori sono altre.

Infine Thesy Kness-Bastaroli, corrispondente per Borsen-Zeitung, Germania, osserva come con la caduta del governo Berlusconi anche l’informazione italiana sia cambiata: niente più gossip, ora le prime pagine sono piene di “notizie serie“.

Ven 30/12/2011 da Lorena Cacace in ,

Commenta

Ricorda i miei dati

Inviami una e-mail quando ci sono altri commenti

Pubblica commento
Cesara 30 dicembre 2011 16:20
Subtract karmaAdd karma

L’ho gia scritto

Rispondi Segnala abuso