Sentenze Calciopoli: atto secondo

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Calciopoli

Il verdetto finale sul caso Calciopoli è stato reso noto. Alle ore 21.00 di ieri il Presidente della Corte Federale della Figc, Piero Sardulli, ha letto la sentenza d’appello all’Hotel Parco dei Principi di Roma. Ecco cosa hanno deciso i giudici della Corte d’Appello: gli sconti previsti alla vigilia della sentenza, e richiesti con forza dai club e dai loro avvocati, ci sono stati. Vediamo cosa è cambiato con questa nuova sentenza per le squadre italiane coinvolte nel caso.

Juventus: prima era stata retrocessa in serie B con 30 punti di penalizzazione. Alla Juventus, inoltre, era stato revocato lo scudetto vinto nella stagione 2004/2005 e quello del 2005/2006. Dopo la sentenza d’appello, la squadra bianconera rimane in serie B, ma con uno sconto sui punti di penalizzazione: solo 17.

Fiorentina: prima era stata retrocessa in serie B con 12 punti di penalizzazione. Dopo la sentenza d’appello, la Fiorentina resta in serie A con 18 punti di penalizzazione.

Lazio: prima era stata retrocessa in serie B con 7 punti in meno in classifica. Dopo la sentenza d’appello, la squadra biancoceleste rimane nella serie maggiore con 11 punti di penalizzazione.

Milan: prima l’unica penalizzazione per la squadra, che sarebbe rimasta in serie A, era la squalifica dalle coppe e 15 punti di penalizzazione nel prossimo campionato. Dopo la sentenza d’appello, al Milan sono stati dati solamente 8 punti di penalizzazione e la possibilità di partecipare alla Coppa Uefa.

Ora l’unica possibilità che rimane per i club e per gli indagati è il ricorso al Tar. Gli avvocati tenteranno anche questa strada per cercare di scagionare i propri protetti? Se questo avvenisse, si profilerebbe un ritardo per il calcio di inizio del nuovo campionato di calcio. Nei prossimi giorni ne sapremo di più.

Mer 26/07/2006 da Patrizia Chimera

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Miki foggia 8 maggio 2010 19:36
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Quali sono le differenze delle telefonate di Moggi con le telefonate degli altri?
Moggi non ha mai parlato con gli arbitri a telefono (solo Paparesta ha chiamato per le note vicende della partita di Reggio Calabria) altri si?
Le schede sim svizzere sono intercettabili (infatti vi sono un paio di telefonate di Moggi intercettate dai carabinieri con sim svizzere e solo tre schede regalte da Moggi due a Bergamo, che ha dato una a Pairetto esaurito il traffico è stata buttata), e una al papa di Paparesta colla boratore/consulente di Moggi ), perche non hanno intercettato le schede sim svizzere?
Anche altri si rifornivano dello steso materiale in svizzera, perche non sono stati intercettati?
Perchè, se si pensava che vi erano schede sim svizzere date ad arbitri ed altri non si è provveduto a fare dei blitz per sequestrarle?
La procura di Napoli ha reagito dopo la pubblicazione delle telefonate tra Moratti e Bergamo parlando di un tentativo di “fare disinformazione†e sottolineando che l’esistenza di una telefonata non rappresenti necessariamente un reato. La cosa che però lascia molto perplessi arrivati a questo punto, è che il Pm Giuseppe Narducci in data 27 Ottobre 2008, nella sua requisitoria di apertura del processo celebrato con rito abbreviato nei confronti di 11 imputati, tra i quali Antonio Giraudo, aveva smentito categoricamente l’esistenza di altre telefonate che riguardassero altri dirigenti; â€balle smentite dai fatti†per usare le sue parole.
Lo scopo era quello di liquidare la tesi sostenuta da diversi imputati, tra i quali Moggi e Giraudo, seconda la quale ad intrattenere rapporti con i designatori erano tutti i dirigenti di tutte le squadre e che la cosa fosse normale e risaputa. Queste le parole del Pm Narducci nella sua requisitoria:
â€Piaccia o non piaccia agli imputati non ci sono mai telefonate tra Bergamo o Pairetto con il signor Moratti, o con il signor Sensi o con il signor Campedelli, presidente del Chievo. Ci sono solo quelle persone (gli attuali imputati, ndr), perché solo quelle colloquiavano con i poteri del calcio. I cellulari erano intercettati 24 ore su 24: le evidenze dei fatti dicono che non e’ vero che ogni dirigente telefonava a Bergamo, a Pairetto, a Mazzino o a Lanese: le persone che hanno stabilito un rapporto con questi si chiamano Moggi, Giraudo, Foti, Lotito, Andrea Della Valle e Diego Della Valle

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Miki foggia 12 maggio 2010 18:38
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riportato:
LEGALE MOGGI: “Franco Baldini presto dovrà spiegare tante cose….”
Ai microfoni di Radio Erre2 parla Maurilio Prioreschi, avvocato difensore di Luciano Moggi al processo di Napoli.
12.05.2010 13.40 di Stefano Discreti
Maurilio Prioreschi, avvocato difensore di Luciano Moggi al processo di Napoli, è intervenuto nella trasmissione “Tutti pazzi per la Juve”, vero punto di riferimento per migliaia di tifosi juventini.
Buonasera Avvocato. Tempo fa il figlio di Facchetti è stato abbastanza duro definendo qualche testata giornalistica “Quattro barboni” e parlando anche male del collegio difensivo di Luciano Moggi. Voi già avete risposto a mezzo stampa. Cosa si sente di aggiungere?
“Il nostro comunicato mi sembra chiarissimo. Noi come difensori abbiamo il dovere di difendere l’imputato, sempre nel rispetto delle norme che prevede il Codice deontologico che regolano la professione di Avvocato. Io come cittadino posso rispettare chiunque, vivi e morti. Ma come Avvocato devo rispettare il Codice e fare il mio dovere. Se ciò provoca reazioni da parte di qualcuno a me francamente non interessa. Noi ci siamo limitati a chiedere la trascrizione di alcune telefonate; io non mi sono mai permesso di esprimere giudizi sulla persona, così come hanno fatto gli altri miei colleghi. Se poi il contenuto delle telefonate non piace al figlio di Facchetti, non è certo colpa mia.”
Abbiamo avuto l’impressione che molte delle persone chiamate a testimoniare forse non erano preparati ad un processo penale dove i PM hanno formulato un’accusa molto grave. Forse pensavano di poter dire ciò che più gli era comodo; non ricordare quando non volevano, trincerarsi dietro assurdi “si dice”. Non ritiene questo molto strano?
“Questo è un processo che dal punto di vista penale non presenta alcun reato. Sono state fatte nel corso delle indagini delle verbalizzazioni che gridano vendetta; il Codice, con l’articolo 194, vieta espressamente di verbalizzare opinioni, deduzioni, pressioni e voci correnti. I Carabinieri non hanno fatto altro che questo tipo di verbalizzazioni. È chiaro che la persona informata dai fatti, in assenza di un contraddittorio della difesa, davanti ai Carabinieri può dire ciò che vuole. Nel processo penale poi, grazie a Dio ci sono gli avvocati difensori che, studiando le carte, fanno le contestazioni che devono fare.”
Recentemente, sia De Santis che Bergamo, si sono scagliati contro i Carabinieri del Nucleo Operativo di Roma che sembrerebbero la reale causa di tante mancanze nell’indagine. In questi casi c’è possibilità di avviare un’azione, anche da parte vostra, nei confronti di queste persone o, al limite, potrebbero essere oggetti solo di un’indagine interna?
“A noi questo aspetto interessa poco. Noi dobbiamo portare a casa un risultato, che è l’assoluzione di Luciano Moggi. Questa era un’indagine mirata, con un obiettivo precostituito. Luciano Moggi e la Juventus. Ed è stato dichiarato chiaramente dal Colonnello Auricchio. Basti pensare che la delega di indagine sulla regolarità o meno del campionato 2004/2005 è datata 5 luglio 2004, quando poi il campionato 2004/2005 è iniziato ad agosto. Le indagini non si fanno così; c’è un reato, vediamo chi l’ha commesso. Qui hanno detto “C’è Moggi, vediamo che ha fatto”. Cioè l’esatto contrario!”
Avete insistito molto, sia lei che l’Avvocato Trofino, per ciò che riguarda i rapporti tra il Colonnello Auricchio e l’ex dirigente della Roma Baldini. È venuto fuori qualcosa? Baldini verrà chiamato a testimoniare?
“Certamente Baldini era un teste dell’accusa, la quale ha poi rinunciato a chiamarlo. Noi invece lo chiameremo sicuramente a testimoniare e ci dovrà spiegare tante cose; la prima cosa è perché quando è stato interrogato al processo Gea han negato di conoscere Auricchio, tesi confutata in aula dallo stesso Colonnello. Lo stesso Auricchio prima ha negato di aver parlato con Baldini di Calciopoli, poi ha dovuto ammettere di avere parlato sia con lui che con il procuratore Antonelli. Stiamo parlando del fine 2004, quando di questo processo non ne sapeva niente nessuno. Questa cosa è passata un po’ sotto silenzio per l’uscita delle nuove intercettazioni, ma sarà un tema del processo molto interessante per noi.”
Da quelle che sono le vostre analisi, chi pronuncia per primo il nome di Collina nella famosa telefonata Facchetti – Bergamo?
“La prima volta che l’ho ascoltata ho percepito che fosse Facchetti a fare il nome di Collina. Ma chi lo dice serve a poco perché questa intercettazione va letta insieme a quella precedenti di Facchetti con Mazzei, dove il presidente dell’Inter chiede di non fare il sorteggio e gli chiede il numero 1 degli arbitri. E Mazzei gli risponde che parlerà con Pairetto. Chi pronuncia il nome non è importante perché il significato della telefonata è chiarissimo

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